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Scusi, per Isernia?

Non andateci solo perché troverete il miglior tartufo bianco, perché la natura è straordinaria o perchè scoprirete siti archeologici incredibili, andateci per trovare persone e storie fuori dal comune

Testo e foto di Giovanni Tagini

Aldo e Florindo ascoltavano affascinati le strane storie del signor Mario, dove piccoli gnomi scavavano lunghi cunicoli alla ricerca di funghi preziosi dal profumo intenso e  dove fatine alate allevavano splendidi cani bianchi dal pelo lucente e naso raffinato.

Mario era un vecchio saggio, un tartufaro, stava gran parte della giornata seduto sulla panchina in piazza Andrea d’Isernia di fronte alla chiesa vicino al Bar Centrale. Certo non passava inosservato: era un uomo anziano, robusto, con la carnagione scura e un viso rugoso segnato dal tempo; si appoggiava a un bastone bianco e ai suoi piedi era accucciato Bruno, un vecchissimo cane bianco pezzato di rosso, quasi del tutto sordo e pure mezzo cieco, che sembrava avesse più di 20 anni. Mario era il beniamino di tutti i bambini che passavano i pomeriggi ad ascoltare le sue favole apprendendo l’arte e la tecnica della raccolta del tartufo. Oggi Mario non c’è più, ma sulla panchina probabilmente siede il suo fantasma. I tartufari lo ricordano come il maestro, il loro mentore. Chiedetelo ad Aldo, che oggi non è più un ragazzino; oggi è lui il numero uno, il punto di riferimento, se cercate l’oro bianco lui vi soddisferà e vi racconterà tutto quello che volete sapere dei tartufi. Non è letteratura. Nella provincia d’Isernia c’è profumo di storia, sapore delle cose di una volta, umanità e voglia di socializzare; si conoscono tutti, si scambiano suggerimenti e consigli, si aiutano e si fanno in quattro per accontentare un amico.

Adriano Cozzolino apre la porta del suo ristorante; con lui lavorano decine di ragazzi, è un’istituzione nella zona, una persona molto gentile, capace di trasformare ogni prodotto del territorio in una prelibatezza: un mago dei fornelli. Attacca a raccontare dei suoi trascorsi da chef all’estero, poi ci mostra i prodotti freschi del sottobosco: funghi porcini e grossi tartufi bianchi; i suoi ragazzi ci friggono delle frittelle salate da mangiare con l’aperitivo. Non ha fatto ancora nulla di speciale, se non creare l’atmosfera tipica delle case dei molisani, persone ospitali, semplici ed espansive.

In autunno e inverno il protagonista è il tartufo bianco, profumatissimo, saporito. Adriano non si limita a fartelo annusare mettendone solo una o due fettine trasparenti nel piatto; lui abbonda, sostiene che il piacere deve essere totale; è impossibile dargli torto: cucina tipica e tanto, tanto tartufo, e Tintilia, della cantina di Majo Norante, un vino corposo rosso autoctono.

Qualche chilometro fuori Isernia c’è il giacimento paleolitico La Pineta, risalente a 730.000 anni fa, uno dei maggiori al mondo per estensione e quantità di reperti, ossa di rinoceronti, zanne di mammuth, denti di balene preistoriche. La guida è Emilio Izzo, coordinatore responsabile dei beni culturali, giovane, elegante, capelli lunghi e raccolti in una lucida e folta coda. Sorveglia il sito ed è preparatissimo (visite su prenotazione emilcult@libero.it).

Nei dintorni, a Pietrabbondante, si visita il Teatro-Tempio Sannitico, struttura di epoca greco-romana in posizione panoramica sulla valle del Trigno.

Ad Agnone, Di Nucci Antonio (www.caseificiodinucci.it) è considerato il miglior caseificio della provincia, a giudicare dai numerosissimi premi e riconoscimenti esposti. Da comprare ci sono anche il pane cotto nel forno a legna, croccante e profumatissimo, e i confetti “ricci” di Carosella. Il consiglio è di chiedere a chi è del posto dove trovare tutto. A Isernia, fai una domanda e invece di una risposta, ti raccontano tutta una storia. Come potrebbe capitare nella “sede del Tombolo” gestito della signora Maria Caruso che, per non far scomparire l’antica tecnica di ricamo, ha aperto con alcune amiche una scuola-museo-atelier dove le donne si trovano a lavorare. Maria accompagna poi i visitatori a conoscere Antonio Scasserra, cheda anni colleziona costumi e gioielli popolari e casa sua è ormai un museo di oggetti e abiti che oggi non esistono più. Quindi Antonio presenta l’amica Emilia, che vi porta a visitare il Castello Baronale D’Alena Frisari, dove vive l’amico Piero Ricci, ricercatore, sperimentatore, artista e musicista degli Ecletnica Pagus (www.ecletnicapagus.it). Piero  ha trasformato e modificato una semplice cornamusa in uno strumento tutto nuovo, capace di emettere un’infinità di suoni; naturalmente se siete arrivati fino a lì, un paio di sonate non le negherà, anzi chiamerà la padrona di casa per accompagnarlo con l’arpa. A quel punto è il turno di Anna, amica di Emilia, e amante della natura; conduce gli ospiti da Tiberio, una tipo apparentemente chiuso e burbero, che sotto sotto ha un cuore d’oro; lo sa pure quel cane che una mattina di novembre, arrivato dal nulla, decise che Tiberio sarebbe diventato il suo padrone. Io quel giorno ero suo ospite, e se Tiberio non mi avesse raccontato la storia, avrei scommesso che quel cane fosse il suo fedele compagno da sempre; lo seguiva, se Tiberio si fermava lui si sedeva ai suoi piedi. Persino quando è entrato nelle stalle per mostrarci i suoi cavalli, il cane non ha esitato, seguendolo dentro un box con uno stallone molto nervoso. Infine lo ha aspettato davanti a casa, come se quella casa fosse sempre stata la sua. Invece era appena arrivato. Tiberio è fortunato, si vede che ha feeling con gli animali, sono la sua vita, la sua passione: alleva cavalli e ha un agriturismo, lo Staffoli Horses (www.staffoli.it), dove organizza passeggiate a cavallo sui tratturi antichi della transumanza che hanno segnato la storia e il paesaggio  del Molise.

Presidio Turistico Provinciale
via Berta, Palazzo della Provincia
tel. 0865.441471 www.iserniaturismo.it

Dormire
Antica Dimora (www.anticadimora191.com)
Hotel Ristorante Dora (www.hoteldora.it)

Mangiare
L’affresco www.ristoranteaffresco.com
Agriturismo Staffoli www.staffoli.it

Link utili
Profumo di bosco, vendita al dettaglio e spedizione di tartufi. Via Fonteritana, t. 3336772255