GOURMET

Il gusto di Firenze

Giro gastronomico con l’esperta gourmet Silvia Moneti. Programma strettamente riservato agli ospiti di Westin Florence

di Sara Magro

Di nuovo a Firenze. Casualità, tre volte in poche settimane, per motivi sempre diversi. E dire che a Firenze ci sono andata e tornata, andata e tornata. I suoi monumenti più importanti li ho visti, alcuni più di una volta. La cosa straordinaria però è che trovo sempre nuovi spunti, nuovi scorci, autentiche sorprese. Qualche giorno fa, sono andata per provare il tour con il “personal food shopper” che il Westin Florence organizza per i suoi ospiti. È risaputo che la Toscana ha tante di quelle cose buone da assaggiare e comprare che si rischia lo smarrimento, e talvolta qualche errore. Perciò è utile e rassicurante andare a fare spese con chi conosce i negozi, i prodotti, le specialità. Come Silvia Moneti, la guida esperta in materia a cui Westin affida chi vuole scoprire il lato goloso della città. Purtroppo, Procacci, storica drogheria di lusso, era chiusa quella mattina: lavori in corso. L’ha infatti appena acquisita la famiglia Antinori, che l’ha ristrutturata sostituendo gli arredi originali con mobili contemporanei, suscitando il dispiacere di molti clienti affezionati. Quando apre martedì 7 ottobre saranno in molti a verificare che almeno il panino tartufato per cui è tanto famoso Procacci, sia buono uguale!

Il tour prosegue a piedi verso il Mercato Centrale o di San Lorenzo. Altra struttura storica, del 1865, in ferro, con i banchi di frutta, verdura, funghi secchi, bistecche di chianina, fiori, vino, oli, formaggi, pasta fresca, pane e schiacciate……È un po’ turistico, bisogna ammetterlo. Anche perché è l’inevitabile punto d’arrivo dopo la passeggiata tra le bancarelle di borse, vestiti e accessori che arriva proprio in piazza San Lorenzo, dove c’è l’ingresso al mercato. Alle 10 del mattino, c’è già la fila davanti a Nerbone, che dal 1872 prepara il panino con il lampredotto o la trippa (due parti diverse dello stomaco bovino), asciutto o bagnato ossia con il pane imbevuto nel brodo di cottura delle interiora. Se piace il genere, è assolutamente una tappa immancabile del giro al mercato. Ovunque offrono in degustazione piccoli tocchi di pane e olio, formaggio, insaccati, ma qualcuno, previo interesse per acquisto, fa assaggiare di tutto. È il caso di Baroni, un banco di gastronomia italiana con prodotti scelti dalla signora Paola in ogni regione. «Senti cos’è questa crema di pistacchio di Bronte». Dal barattolo esce un profumo intensissimo che spalanca il palato. Provo pecorini toscani di varia stagionatura, un caprino prelibato, un erborinato, un parmigiano di 48 mesi e uno pregiatissimo delle vacche rosse (ma a mio modestissimo parere era più buono quello normale). Poi passo ai prosciutti, San Daniele, spalla, coppa, salame toscano e tarallucci pugliesi. Infine degustazione di aceti balsamici, ai fichi, all’arancio, invecchiati di 5 e 8 anni. Impossibile resistere all’acquqisto.

Silvia racconta tanti aneddoti, perché la fettina di carne si chiama bistecca (dall’inglese beef for steak), perché il pane toscano è senza sale (dazi troppo alti sul sale e lotte tra città lo fecero sparire dal mercato) e che il gelato fu inventato a Firenze nel XV secolo. Merito di Caterina de’ Medici che indisse un concorso per far inventare la ricetta più sorprendente. Partecipò anche un certo Ruggeri, pollivendolo, che vinse la competizione con un dolcetto gelato, che in realtà era un sorbetto. Il gelato, cremoso come lo conosciamo oggi, fu invece messo a punto da Buontalenti, architetto, scultore, pittore fiorentino, che più di tutto aveva la passione per la cucina. Durante un banchetto presentò alcuni tipi di “dolci ghiacciati” a base di zabaglione che ebbero molto successo tra i commensali. La ricetta originale è rivendicata da diverse gelaterie di Firenze che propongono il gusto “Crema del Buontalenti”, ma nessuna, dicono, è sufficientemente convincente. Il giro al Mercato Centrale si conclude al piano superiore, ristrutturato e riaperto da qualche mese. È dedicato ai luoghi di ristoro, sul modello di Eataly (che tra l’altro ha uno spazio). Si mangiano prevalentemente rielaborazioni dello street e fast food italiano, fatto con ingredienti e sapienza molto curati.

Il giro della Firenze golosa prosegue verso un’enoteca storica. Si tratta di Alessi, che vende di tutto, dai cantucci ai pecorini, dagli amari alla pasta. E ha una cantina fornitissima, con bottiglie importanti e rare. C’è ovviamente anche il Chianti con l’etichetta del galletto nero, marchio di identità del classico vino della provincia. La leggenda del galletto è divertente e riguarda la controversia tra Firenze e Siena sull’appartenenza geografica del Chianti. Se la giocarono con una sfida tra galli, e vinse quello nero fiorentino, perché affamato e furioso da giorni di digiuno fu più veloce dell’altro. Ecco perché è rappresentato sul collo delle bottiglie di Chianti Doc, a garanzia della provenienza. Come si può immaginare, il tour finisce proprio da Alessi, attorno a un tavolo rustico pieno di taglieri di bruschette coi pomodori, con la ricotta le pesche e l’aceto balsamico, con pere e pecorino, con porchetta e carciofini. E da bere: Prosecco di Valdobbiadene.

Non potevo certo partire da Firenze senza portare a casa un po’ delle cose buone che ho assaggiato durante il tour, così ho fatto spese: due boccette di aceto balsamico, pecorino di Pienza, cantucci, pici freschi, senz’altro scelti bene grazie alla consulenza affidabile di Silvia, personal chef, insegnante di cucina, e proprietaria di Carmen, un locale di tapas di qualità che ha aperto lo scorso 26 settembre in piazza della Passera a Firenze.

Oltre ai tour con il “personal food shopper”, Westin Hotels propone agli ospiti degli hotel italiani – quindi di Milano, Venezia, Firenze e Roma – tour per visitare i giardini segreti, spesso poco conosciuti. Lo abbiamo sperimentato a Milano con la storica dell’arte Alessandra Filippi.

www.personalfoodshopperinitaly.com

Tariffe: mezza giornata – 200 € per 2-4 persone – 250 € per gruppi da 5 fino a 8 partecipanti. Prenotazioni con 7 giorni d’anticipo. Le tariffe non includono soggiorno e trasporti.