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La Valle delle Storie

Per nove giorni il Festival delle Storie accende i riflettori su un gioiello nascosto del Lazio

Per nove giorni il Festival delle Storie accende i riflettori sulla Valle di Comino, il gioiello nascosto del Lazio

Immaginate una valle, nel versante laziale del parco nazionale Abruzzo, Lazio e Molise, sotto Montecassino, a una decina di chilometri da Sora, una costellazione di paesini appoggiati sui monti, paesi di mille, tremila, cinquemila abitanti, con rocche, castelli, piazze medievali e vicoli e un orizzonte che si perde nel verde. Dal 23 al 30 agosto per nove giorni il festival viaggia di paese in paese, uno al giorno, come una compagnia di giro, di cantastorie, attori, scrittori, narratori, intellettuali, giornalisti, voci del cinema e della televisione, ognuno con la voglia di raccontare e raccontarsi. E intorno a loro uomini e donne che incantati ascoltano e poi raccontano anche loro, perché in questo palcoscenico senza palco e senza barriere, l’ospite è uno di casa, che come Ulisse narra la sua storia, ma poi va a cena con i padroni di casa e condivide le loro storie. In cinque questo spettacolo di arte varia ha illuminato una valle poco conosciuta, dove d’estate si può incrociare l’orso e d’inverno sentire di notte l’ululato del lupo. Questa valle che come una cicatrice porta la linea del fronte della battaglia di Cassino all’orizzonte, dove c’è un luogo che ancora chiamano Terremortis come ricordo dell’ultima battaglia tra romani e sanniti e dove le tracce feudali sono ancora storia quotidiana, è un incrocio di storia e natura. Il sogno è di farla diventare un giorno conosciuta al mondo come la “valle delle storie”. E questo cambierebbe il suo destino.

Dal 23 al 31 agosto torna il Festival delle Storie per far vivere la magia dei racconti di attori, scrittori, cantautori, filosofi, musicisti, giornalisti, scienziati, imprenditori, registi, sceneggiatori, artisti, intellettuali, italiani e stranieri, nel palcoscenico naturale della Valle di Comino, immersa nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.


Nove giorni di viaggio attraverso piazze medievali, vicoli, castelli, conventi, ville ottocentesche e roccaforti, ogni giorno in un paese diverso seguendo una trama scandita dalle carte dei tarocchi che quest’anno sono: Appeso, Ruota, Imperatore rovesciato, Alchimista, Ippogrifo, Cavaliere Errante, Stelle, (Nuovo) Mondo, Narratore.

La quinta edizione del Festival delle Storie, la cui colonna sonora e fil rouge è This land is your land di Woody Guthrie, omaggio a uno dei folk singer più importanti della storia della musica americana, si apre il 23 agosto a Posta Fibreno e Fontechiari con la carta dell’Appeso che rappresenta la precarietà della nostra vita, la necessità di saper affrontare le situazioni difficili che si affacciano sulle nostre esistenze, nella consapevolezza che c’è sempre una via per trasformarle e superarle. Si prosegue il giorno successivo ad Atina con la giornata della Ruota, dedicata alla bicicletta, al suo mito e ai suoi protagonisti: é la carta del cambiamento, della capacità di saper cogliere le opportunità, di come sia possibile agire sul proprio destino, magari pedalando in salita o rischiando in discesa. Il 25 agosto si parte alla volta di Campoli Appennino per affrontare la carta dell’Imperatore rovesciato ossia del potere che perde saggezza, che si chiude e diventa casta ed è il muro da superare.

L’Alchimista è il protagonista di Villa Latina il 26 agosto: è colui che cerca la cura, un sognatore, un mago, uno che si muove sempre ai confini dell’impossibile. E’ lui che libera l’Ippogrifo, carta di San Donato Valle di Comino il 27 agosto, che simboleggia la leggerezza, la sottrazione di peso, la spinta che conduce in alto, il cavallo alato che porta Astolfo sulla luna a recuperare il senno perduto di Orlando.
Riscoprire l’ultima modernità, l’ultima volta che negli anni ’80 abbiamo pensato e vissuto nel futuro, ripartire, è quello che fa il 28 agosto a Gallinaro il Cavaliere errante che viaggia di porto in porto tuffandosi nell’incrocio di genti e di umanità dove si sviluppano traffici e storie e dove la nostra vita trova riparo e energia. Solo così si può proseguire nel viaggio il 29 agosto a Picinisco per ritrovare la Bellezza, simboleggiata dalla carta delle Stelle che rappresenta il nostro patrimonio perduto, quello che portò le modelle della Valle di Comino a Parigi, quando Parigi era la capitale della Bèlle Epoque.

Il 30 agosto ad Alvito si approda, con il coraggio dei nostri nonni che non si sono arresi davanti a Ellis Island, in quel continente immaginario che è la cultura italoamericana, rappresenta dalla carta del (Nuovo) Mondo: l’America come speranza, come illusione, come nuova lingua, come qualcosa che sta a metà tra l’identità del passato e l’azzardo del futuro. L’ultima carta, come ogni anno, è il Narratore, protagonista indiscusso di tutto il Festival delle Storie che trova il suo compimento nella giornata di chiusura il 31 agosto a Casalvieri. E’ Ulisse, è il viaggiatore, il ricercatore, l’anima inquieta, colui che non si sazia mai perché ha bisogno di portare lo sguardo sempre un po’ più in là, sempre oltre l’orizzonte, è ciascuno dei narratori del Festival, è Uno, Nessuno e Centomila: tocca a lui raccontare questa storia.

Ma il Festival delle Storie è molto altro ancora: laboratori di scrittura creativa e di giornalismo, di sceneggiatura, di architettura e fotografia, di fumetto, di favole e burattini, appuntamenti enogastronomici con chef stellati ed escursioni alla scoperta della Valle di Comino, la valle delle storie, la valle del Festival delle Storie.

Oltre centocinquanta i protagonisti del Festival delle Storie 2014 e più di sessanta gli incontri ambientati nel contesto naturale e culturale della Valle di Comino nei paesi di Posta Fibreno, Fontechiari, Atina, Campoli Appennino, Villa Latina, San Donato Valle di Comino, Gallinaro, Picinisco, Alvito, Casalvieri.

Il programma completo e tutte le attività dell’edizione 2014 del Festival delle Storie, This land is your land, sono disponibili sul sito www.festivadellestorie.org.

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