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Cuneo noir tutta da scoprire

Un itinerario in Piemonte, tra architetture neogotiche, leggende di fantasmi, grandi vini e atmosfere dark

Daniele Molineris, Central Hall, 2013, fotografia digitale, location Castello del Roccolo, Busca, progetto di Roberto Taparelli d'Azeglio. Courtesy Associazione Culturale Marcovaldo

di Alessandra Gesuelli

Tra castelli ed edifici a guglia, la provincia di Cuneo conserva alcune delle testimonianze piu’ importanti di architettura neogotica in Italia. Per chi vuole saperne di più, ispirato dalla mostra Le Camere Oscure- Fotografie, figure e ambienti dell’immaginario neogotico, fino al 14 settembre al complesso monumentale della ex Chiesa di San Francesco, può esplorare i dintorni della città piemontese grazie al percorso ideato, nell’ambito del progetto triennale il “cuNeo gotico”, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e il curatore della mostra Enzo Biffi Gentili.

Prima tappa il Castello del Roccolo di Busca. Immerso in un bel parco percorso da sentieri, grotte e laghetti, la costruzione attuale, neogotica, è  stata disegnata intorno al 1830 dal marchese Roberto Tapparelli d’Azeglio. Nel castello hanno alloggiato ospiti illustri, come Silvio Pellico, primi ministri inglesi, il re Umberto I e la regina Margherita. Secondo la leggenda nel castello vivrebbe il fantasma inquieto di Melania, discendente della nobile famiglia. Il complesso delle opere della Margaria e delle Serre (Castello di Racconigi) rappresenta l’essenza del gotico nella zona. La quinta scenografica, disegnata come una cattedrale gotica, è opera di Pelagio Palagi (1834-1843), chiamato alla Corte dei Savoia da Re Carlo Alberto. Le Serre, progettate dall’architetto Carlo Sada, divennero famose in tutta Europa per le collezioni di piante esotiche. Bello il parco all’inglese con romitaggio, realizzato da Giacomo Pregliasco e dal giardiniere tedesco Kurten. Si deve arrivare a Dogliani per ammirare le architetture di Giovanni Battista Schellino: l’ingresso al cimitero monumentale, l’Ospedale Civico, la Torre dei cessi e la Torre dell’orologio. Schellino, autodidatta, appassionato di materiali costruttivi, ha realizzato i più alti esempi del neogotico cuneese. Infine la tenuta reale di Pollenzo, architettura elitaria e nostalgica, oggi ospita l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche e la Banca del Vino. L’aspetto attuale si deve Carlo Alberto da poco re di Sardegna (1831) che affascinato dalla bellezza della tenuta, ne commissionò la trasformazione agli architetti Pelagio Palagi ed Ernest Melano con completo ridisegno di pieve, castello e recetto medievali.

Per chi vuole vivere il brivido di dormire in un castello neogotico, il Castello di Novello e’ stato trasformato in un resort con 8 tra suite e camere. Recentemente ristrutturato, è proprio al centro delle Langhe, patria del tartufo bianco, dei vini Barolo, Barbera e Nebbiolo, a circa 18 km da Alba e 4 km da Barolo. E prima di salutare Cuneo, tappa d’obbligo da Arione in piazza Galimberti per acquistare gli autentici cuneesi proprio nella pasticceria dove sono stati inventati. All’interno, tra i tavoli d’antan e gli specchi decorati, si possono scegliere fino a 5 gusti diversi, non solo il classico al rhum, ideato e brevettato nel 1923.