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Weekend neogotico a Cuneo

Fino al 14 settembre la citta’ piemontese ospita la mostra Camere Oscure, sull’arte neogotica contemporanea

Barbara Guazzone Barolo, Pollenzo’s Bride, 2013, fotografia digitale, location Borgo neogotico di Pollenzo, Chiesa di San Vittore Martire, progetti di Pelagio Palagi e di Ernesto Melano.

Di Alessandra Gesuelli

Una vera sorpresa. E’ quella che riserva la città di Cuneo. Tra i porticati rassicuranti e piemontesissimi, nel centro storico, proprio non ti aspetti di trovare un progetto cosi’ innovativo e internazionale. E invece c’è, grazie all’impegno (e a un preciso piano triennale, Il cuNeo gotico) della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Si chiama Le Camere Oscure. Fotografie, figure e ambienti dell’immaginario neogotico, una mostra che, fino al 14 settembre riunisce per la prima volta in Italia 100 opere per 60 tra gli artisti italiani ed europei più importanti della corrente neogotica. Si tratta della seconda mostra dedicata, dopo la  personale di Titti Garelli su “Le regine neogotiche”.

A colpire è la location, nel complesso della ex Chiesa di San Francesco, splendidamente restaurato accanto al Museo Civico. E cosi’ quando entri e vedi, dove si trovava l’altare, una installazione che rappresenta la tavola dell’Ultima Cena, tutta in nero con al centro un calice d’oro, ti chiedi dove sei finito, se sei ancora in Italia o alla Serpentine di Londra. E invece no, sei nella tranquilla Cuneo che ha creduto al progetto e voluto “raccontare con professionalità e senza folklore una corrente artistica che sta esprimendo molto, dove accanto a nomi consolidati, trovi anche giovani esordienti o quasi”, come ha spiegato l’ideatore e curatore dell’intero progetto Enzo Biffi Gentili, Direttore del Seminario Superiore di Arti Applicate / MIAAO di Torino. L’idea di dedicare al tema un programma triennale non è un caso, il territorio di Cuneo è tra quelli italiani che conserva i maggiori esempi di architettura neogotica.

La mostra è divisa in varie  sezioni che mostrano altrettante tematiche care all’immaginario neogotico: dalle bizzarre architetture locali, che già affascinarono Ugo Mulas, a quelle industriali e ai panorami naturali inquietanti; dalle figure stregate alle fotografie spiritiche, tutte con gli apporti espressivi, oltre che di grandi fotografi professionisti, anche di esponenti di sottoculture o controculture, da quella Goth all’Urban Exploration. Se alle foto e’ dedicata la navata nelle cappelle laterali della ex chiesa originaria del XIII secolo, si trovano le installazioni delle Cappelle Ardenti. Tra le più curiose, quella di Paolo Schmidlin con una versione estetizzante e conturbante della camera ardente di Marilyn Monroe, adagiata sotto un velo, l’artista ne mostra l’eterna bellezza. Oppure l’angolo delle eccentriche bare dell’impresa di pompe funebri inglesi Crazy Coffins, per la prima volta esposte in Italia. Si tratta di bare vere, realizzate su richiesta: una è rosa e a forma di scarpetta da ballo mentre l’altra è firmata Luis Vuitton (con il permesso della maison). La mostra è accessibile anche ai disabili visivi, per i quali è stato studiato un percorso con versioni a rilievo di alcune opere significative, pannelli informativi in braille e visite accompagnate da personale appositamente formato.