DESTINATIONS

Tahiti: ricetta da sogno II

Continua la ricetta da qui

di Alessandra Gesuelli @alegesuelli

200 ml di latte di cocco/ ovvero la natura

Se il mare è la ricchezza di Tahiti, la natura ne è la cornice, la salsa perfetta che dà sapore alla ricetta. Fiori, palme, alberi tropicali qui sono all’ennesima potenza. Non è un caso che la cultura dei fiori sia così diffusa e mi riferisco ai fiori che le donne e gli uomini, mettono tra i capelli anche per andare in banca o alle poste. Le hei, le classiche corone di fiori tra i capelli, sono amatissime dalle signore tahitiane per andare in chiesa la domenica e non solo appannaggio dei turisti. Un bel modo di trascorrere la giornata è una lezione con le donne del posto per imparare a intrecciare le hei e a fare le danze tahitiane. Per sentirsi un po’ naufraghi c’è  poi il classico pic nic sui motu, i piccoli atolli, spesso privati. Tra le esperienze più autentiche che ho fatto c’è quello pied dans l’eau organizzato da Huahine Nautique con piccola dimostrazione sulla preparazione espressa del poisson cru. O quello a Rangiroa,  con Oviri Excursions, su una spiaggia affacciata in un’acqua popolata di squaletti di barriera, alcuni appena nati.

2 lime e verdure tritate alla julienne (2 carote e 1 cetriolo) e 1cipolla tritata /ovvero la cultura

Nonostante la forte influenza francese, la cultura tahitiana è rimasta molto viva. Negli ultimi 30 anni c’è stato un vero e proprio rinascimento con la riscoperta di aspetti, se non proprio dimenticati, un po’ appannati. La stessa cultura del tatoo, del tatuaggio, è stata ripresa e, nel suo significato più puro, come narrazione sulla pelle della propria storia, è oggi un passo obbligato per uomini e donne del posto. Tra i paladini di questa riscoperta l’artista Bobby Holcomb. Ho avuto l’opportunità di incontrare a Huahine Dorothy Levy,  ex attivista ambientalista e hippy che lo ha conosciuto negli anni ’70, quando lei, insieme ai giovani di tutto il mondo, andava in Polinesia per difendere il mare dagli esperimenti nucleari francesi. Bobby è stato un artista completo, che riscoprì la musica e le tradizioni polinesiane. I suoi dipinti raffigurano molte delle leggende orali che altrimenti sarebbero andate perdute. Dorothy ha scritto la biografia di Bobby insieme a Bruno Saura e ha contribuito a realizzare un piccolo museo di artigianato e tradizioni locali a Huahine sul sito di antichi (e restaurati) marae, complessi sacri immersi nella natura. Sebbene i più belli siano a Raiatea, quelli sul mare di Huahine sono ben riconoscibili da lontano. Una certa emozione invece provoca il trovarli nella foresta verdissima dell’interno di Tahiti. L’isola, spesso ignorata dai turisti, è una bella sorpresa naturale (da vedere con le jeep di Natura Exploration). Ma le tradizioni artigianali polinesiane non appartengono solo al passato. C’è una nuova generazione di designer e artisti che sta emergendo nel paese. Prova ne è la prima edizione della Tahiti Fashion Week dall’11 al 13 giugno (leggi qui).

Per un assaggio di poisson cru, nel centro di Papeete, Les Roulottes sono una vera istituzione. Questi food truck organizzati come vere cucine ambulanti, offrono cibo fresco e di buona qualità, servito su tavolini all’aperto puliti e affollati di locali come di turisti. Per chi cerca una esperienza più raffinata Le Coco’s, a Punaauia, sull’isola di Tahiti, propone una cucina franco-polinesiana, tra le migliori del paese.

Per arrivare, Air Tahiti Nui collega Parigi a Papeete via Los Angeles e offre biglietti combinati tra le varie isole.