DESTINATIONS

Piacere, Biarritz

L’Hôtel du Palais, il surf, il casinò, i sontuosi plateaux royales, e poi di borgo gourmet in borgo si arriva fino a San Sebastian, capitale della gastronomia e del gin&tonic

L’Hotel du Palais, il surf, il casinò, il golf, i sontuosi plateaux royales, e poi di borgo gourmet in borgo gourmet si arriva fino a San Sebastian, capitale della gastronomia e del gin&tonic

[slideshow id=236]

di Sara Magro

Biarritz è una destinazione magica. Basta passare dall’Hotel du Palais per pensare che tutto sia rimasto immutato dai tempi in cui l’imperatrice Eugénie e Napoleone III offrivano i loro sontuosi ricevimenti invitando re e nobili da tutta Europa. Forse per questo Victor Hugo sperava che non diventasse mai di moda. Ma era ovvio che non sarebbe stato possibile.

Ora Biarritz è famosa per il surf, che richiama su queste spiagge le nuove generazioni con lo stesso entusiasmo dei loro genitori, nonni e bisnonni che agli sport atletici preferivano il golf. Ci sono 11 campi nei dintorni, tra villette con i giardini che sembrano regge. L’ordine regna sovrano nella regione dove si vive rispettando le tradizioni con entusiasmo, non per distratta consuetudine. I giovani giocano alla pelota (non c’è paese che non abbia un campo pubblico per giocare), ballano in costume alle sagre, e hanno la cultura del cibo. Consapevoli che non c’è miglior modo per tenere unita una famiglia, una comunità e alta la fama dei villaggi.

Ecco il nostro itinerario gourmand attraverso mercati, botteghe, ristoranti stellati…  fino ad arrivare a San Sebastian, capitale dell’alta cucina spagnola.

Biarritz L’Hotel du Palais ospita il ristorante stellato Michelin di Jean-Marie Gautier che fa la spesa al Marché de Biarritz, un mercato coperto dove si trova tutto, comprese le ostriche da consumare al banco con champagne e il salmone selvaggio dell’Adour che costa 100 € al chilo!

Sempre a Biarritz, il ristorante più famoso è Chez Albert, al Port de Pêcheurs: plateau royal ed esclusivamente pesce d’oceano, poi passeggiata sul porticciolo con le casette dei pescatori trasformate in locali e scuole di surf. L’alternativa, al Port Vieux, è Le Caritz, ritrovo universale sempre aperto dalla prima colazione all’after dinner (ha anche una magnifica terrazza sul mare e 12 camere). La cucina è tradizionale, rinnovata con garbo.

Ainhoa Sulla Rue Principale si trova una delle charcuterie di Pierre Oteiza, detto l’allevatore- gentiluomo che nella Vallée de Aldudes cresce maiali Txerrikia, razza basca a rischio di estinzione che si nutre solo di castagne, dalla quale produce artigianalmente prosciutti, salami, salsicce. Ma anche foie gras, e confit.

Espelette, invece, è la città del peperoncino. I primi furono portati dal Sudamerica e piantati intorno al villaggio, dove hanno trovato un clima adatto alla crescita: sono aromatici, poco piccanti e si consumano solo dopo l’esposizione al sole, appesi sulle facciate a graticcio delle case. Si spolverano sulle pietanze  oppure se ne fanno salse da spalmare sul pane per accompagnare formaggi, foie gras e altre bontà locali. Si acquistano solo dopo la degustazione, da Ttipia, in Place du Marché. Poche vetrine più in là, c’è La Maison du Fromage Lorblanc: anche qui prima si assaggia, poi si compra. La specialità è il pecorino Ossau Iraty, a 3, 6, 9 mesi di stagionatura.

Ps: giro consigliato al “laboratorio di profumi e sentori” di Christian Louis, maitre parfumeur che traduce le fragranze di Francia e dei paesi baschi in cento essenze naturali.

Saint Jean de Luz Le piazzette alberate, il porto con le barche ormeggiate, la chiesa dove Luigi XIV ha sposato Maria Teresa d’Asbugo, le vie zeppe di boutique per la casa, di espadrillas fatte a mano, di alimentari. E le soste: il ristorante la Txalupa, dove si ordinano plateau royal a tre piani di frutti di mare e pesce freschissimo alla griglia; la Maison Adam, che dal 1660 fa macaron, praline e altri dolci, il negozio di conserve di pesce in scatola La Belle-Iloise.

Arcangues A parte che è uno dei plus beaux villages du Pays Basque, a parte che qui aveva casa Karl Lagerfeld, a parte che ha un campo da golf meraviglioso con ristorante panoramico (golf.arcangues@orange.fr), tutto il suo fascino è concentrato nel minuscolo centro con la scuola, il comune, la chiesa (e il cimitero basco da vedere), i due ristoranti, uno con campo per la pelota annesso, l’altro con una magnifica piazza-terrazza ombreggiata da grandi alberi, dove ogni occasione è buona per far festa. All’Auberge Achtal, il menu della tradizione è quasi sempre lo stesso, da più di ottantant’anni, dai funghi, che raccolgono e conservano loro nelle cantine, al Patxaran, un liquore fosforescente fatto in casa come tutto il resto (achtal@wanadoo.fr).

Hendaye e Hondarribia sono rispettivamente l’ultimo paese basco francese e il primo spagnolo, separati dal fiume Bidasoa. A Hendaye c’è il bar à-vin stellato Maison Eguiazabal, a Hondarribia, dopo una passeggiata tra i vicoli medievali, si prenota un tavolo all’Alameda, sempre con riconoscimento Michelin.

San Sebastian La gastronomia è l’anima, il carattere, l’identità della città. A parte i tre ristoranti stellati Michelin – ArzakAkelareMartín Berasategui – si mangia bene dappertutto. L’alta cucina è protagonista della vita e dei riti quotidiani, con le società gastronomiche, ritrovi culinari per soli uomini, il festivalGastronomika (la XV edizione del 2013 è dal 6 al 9 ottobre); l’università di gastronomia Basque Culinary Centre e, ogni sera, il giro di pintxos (qui le tapas si chiamano così) dai classici con prosciutto Jabugo o tortilla al Bar La Cepa fino alla mini cucina del Zeruko dove Joxan Calvo affumica il pesce mentre lo serve, abbina l’aragosta alla rosa, e il foie gras al frutto della passione. Per concludere in bellezza, passeggiata sul lungomare che abbraccia la spiaggia della Conchagin tonic al Dickens, istituzione del fine serata tra alti palati e bon vivant.