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L’Australia si promuove così

IMM e ATE14, due appuntamenti per far scoprire alla stampa e ai buyer di tutto il mondo l’Australia e le esperienze che offre. Un modello da seguire anche in Italia

IMM e ATE14, due appuntamenti per far scoprire alla stampa e ai buyer internazionali l’Australia. Un modello da seguire anche in Italia


di Sara Magro

Ho viaggiato 24 ore e due giorni per andare a una fiera del turismo che durava due giorni a Palm Cove, 40 chilometri da Cairns, in Australia. Una follia si potrebbe pensare! E invece no, a volte vale la pena viaggiare migliaia di chilometri per vedere come si fanno le cose all’altro capo del mondo e confrontarsi. E noi, col caos che regna in Italia anche nel settore fieristico, cerchiamo spunti.

L’occasione del viaggio è stato quindi l’ATE14, ovvero l’Australian Tourism Exchange. In particolare i giornalisti stranieri hanno partecipato all’IMM, e cioè International Media Market, una tre giorni densa di presentazioni, incontri e workshop tra 73 operatori ed enti del turismo australiani e 75 giornalisti australiani e internazionali. Organizzato da TravMedia per Tourism Australia, ha avuto il suo momento cruciale sabato 9 maggio quando operatori e giornalisti si sono incontrati a tu per tu in base ai reciproci interessi.

L’organizzazione parte da una piattaforma online, http://immate.travmedia.com, sulla quale i partecipanti, giornalisti e operatori, pubblicano il proprio profilo professionale e in base a quello si invitano a un incontro di 15 minuti one-to-one. Tramite la piattaforma, su cui si è registrati con il proprio indirizzo mail, si prendono i contatti e gli appuntamenti che vengono registrati in un’agenda personale mettendo in evidenza gli orari liberi e quelli occupati tra le 9 e le 17. Arrivati al convegno, quando ci si registra, consegnano la cartella stampa e l’agenda personale stampata con tutti gli appuntamenti fissati online.

Al di là dell’organizzazione che permette di gestire in modo efficiente una gran quantità di persone, l’interesse sta proprio nella formula dell’incontro a tu per tu. In una grande sala sono sistemate le postazioni degli operatori che espongono materiali e foto dei loro prodotti. Quando suona la campanella, i giornalisti si recano al banco del loro appuntamento e hanno 15 minuti di tempo per presentarsi, parlare di progetti e novità, scambiarsi i biglietti da visita per proseguire poi, in altra sede, il contatto in caso di interesse reciproco.

Grazie a questo sistema, ho preso 22 appuntamenti, alcuni anche last minute mentre ero già al convegno e grazie ai profili pubblicati sono stati tutti molto utili a eccezione di uno, che avrei potuto anche evitare. Ma si tratta di una percentuale di errore inferiore al 5%, quindi accettabilissima. Infatti ho conosciuto molti dettagli su alcune strutture straordinarie di glamping come si Spicers Retreats, una catena di lodge e campi tendati di lusso in zone remote dai paesaggi bellissimi, il natural spa retreat Gwinganna nel Queensland, i bungalow che aprono il prossimo autunno nello zoo di Canberra (nella foto in alto), Bendigo città in stile europeo nello stato di Victoria, la Melbourne Cup, corsa di cavalli attorno alla quale ruota una mondanità internazionale pareggiabile a quella di Ascot a Londra. E ancora la zona di Noosa, area naturalistica ben preservata dove nessuna costruzione può superare l’altezza degli alberi, e che l’Unesco ha incluso tra le Riserve della Biosfera, e la Morning Peninsula, regione a sud di Melbourne di vacanze superchic. Poi la Barossa Valley in South Australia e le altre regioni vinicole, la ricerca sul cibo di qualità che l’Ente del Turismo Nazionale promuove con la nuova campagna #RestaurantAustralia per trasformare il continente anche in una destinazione gastronomica, quale effettivamente è.

Nei giorni seguenti e con la stessa formula degli incontri di 15 minuti, si è svolta anche l’Australian Tourism Exchange, l’ATE14, fiera del turismo che da 35 anni fa incontrare operatori e buyer e che per la prima volta si è spostata da Sydney a Palm Cove, graziosa ma anonima cittadina di mare con una lunga spiaggia protetta dalle palme dove vengono spediti gli sposini in viaggio di nozze per trascorrere gli immancabili due giorni al mare tropicale. La destinazione, con il bel clima, i ristorantini, la natura curata, i resort per le famiglie, è ideale per un evento turistico internazionale, ma davvero non capisco per quale ragione i tour operator italiani insistano a inserirla come tappa di un viaggio di nozze che, almeno in teoria, è solo uno nella vita. C’è molto di meglio e di più interessante da vedere sulla costa del Queensland, e comunque scordatevi il bagno nell’Oceano perché cartelli grandi come manifesti pubblicitari avvertono che in quelle acque nuotano meduse mortali e coccodrilli.

Tornando all’ATE14 e all’IMM che lo precede è senz’altro un modello da valutare per la promozione dell’Italia come prodotto turistico, in un’epoca in cui, come dimostrano i fatti, il carrozzone tradizionale delle fiere  – BIT ma anche il tanto decantato TTG – non funziona più. Molto mirato e proficuo, il sistema australiano permette di mettere a fuoco gli interessi creando un evento dinamico che mette in contatto prima di tutto le persone, punto di partenza tuttora imprescindibile per dare vita e anima a qualunque progetto.

Comunque, per chi ancora pensasse che è una follia andare all’altro capo del mondo per seguire una fiera di turismo, rivelo che ho poi proseguito il viaggio di altri 10 giorni, prima nella Daintree Forest e poi nel meraviglioso Northern Territory. Ma questa è un’altra storia e la racconterò altrove.