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Il menu del viandante

Per la giornata nazionale dei Cammini Francigeni, il 4 maggio, si degustano le pietanze che mangiavano i pellegrini. restano nel menu di 23 ristoranti

Per la giornata nazionale dei Cammini Francigeni, il 4 maggio, si degustano le pietanze che mangiavano i pellegrini.  restano nel menu di 23 ristoranti

di Maurizio Pancotti

Durante il medioevo e per molti secoli a seguire viaggiare era duro e rischioso e pochi lo facevano se non per stretta necessità e non prima di aver fatto testamento. Viaggiavano i commercianti, i cavalieri senza terra, i “clerici vagantes”, i fuggiaschi. E viaggiavano i pellegrini. Questi ultimi erano mossi dalla fede, dal desiderio di visitare i luoghi sacri, dalla necessità di espiare un grave peccato o in intercessione per qualcun altro. Per i pellegrini era sì importante la meta, ma altrettanto lo era il percorso che attraverso la sua valenza iniziatica fatta di fatiche, disagi esperienze e incontri assumeva un valore in sé, e “abilitava” al conseguimento dello scopo. Per loro il viaggio era sicuramente dello spirito, uno spirito però ben zavorrato da un corpo che li doveva sostenere e non abbandonarli. E dunque si era ben ancorati alla carne e alle cose terrene.

A questo punto non sembrerà irrispettoso assimilare il pellegrinaggio al turismo o perlomeno a certi tipi di turismo: comune è l’idea che percorso e meta sono altrettanto importanti.  Ne è prova il fatto che negli ultimi dieci/quindici anni si è affermato un modo di viaggiare “slow”, a piedi, in bicicletta, a cavallo che prescindendo, senza escluderli, da intenti mistici, ripercorre le antiche vie di pellegrinaggio. La prima è stata quella di Santiago de Compostela, e poi la via Francigena che da Canterbury porta a Roma incrociando e raccordandosi con la Via Lattea. Una parte significativa della via Francigena si sviluppa, con i suoi 650 kilometri, in Piemonte dove l’azienda di Turismo Torino e Provincia ha sviluppato dal 2010 un progetto di valorizzazione e riattazione di questo percorso storico, geografico, artistico e culturale di immenso valore.

Ora si può percorrere in sicurezza nelle sue quattro tratte – via Francigena di Sigerico, della Val di Susa, da Torino a Vercelli e da Torino alla Liguria – immedesimandosi nello spirito degli antichi pellegrini. Questa immedesimazione è anche aiutata dall’opportunità di gustare il cibo come veniva preparato allora. L’idea l’ha avuta la giornalista ed esperta di tradizioni gastronomiche Barbara Ronchi della Rocca che documentandosi presso i conventi della zona, raccogliendo ricette della tradizione popolare è riuscita a ricreare l’antico Menu del Pellegrino che ora si può gustare in 23 ristoranti aderenti al progetto che oltre al tipo di cibo cercano di riproporne anche le modalità di fruizione e l’ambiente (non preoccupatevi non è obbligatorio mangiare con le mani, un piccolo strappo alla filologia alle volte è necessario…), dall’imbanditura al tipo di stoviglie. Ma cosa si mangiava? Barbara Ronchi della Rocca dice che il cibo era buono, sano, stagionale e a kilometro zero e…molto, molto salato in modo da indurre una gran sete nei commensali con somma gioia dell’oste che vendeva e mesceva vino in quantità.

Il pellegrino non doveva mangiare pane bianco, simbolo di mollezza, per il resto tutto era concesso. Patate, pomodori, forse un po’ di coccolato? Nient’affatto! Quelle cose in Europa non c’erano ancora, bisognerà aspettare il 1492. In realtà il menu proposto è molto vario, variando con i luoghi e le stagioni ma sicuramente, per esperienza personale, gustoso e nutriente. Qualche esempio? Frittatine di cipolle e risotto, oppure tagliere di salumi, tomini freschi con miele e noci e zuppa “d’amon” con fave o castagne, da alternare alla zuppa “l’adrej” di cereali ed erbette di stagione o a quella “mitunà” con brodo, pane duro e toma.

Per chi volesse fare un “primo assaggio”, il 4 maggio ricorre la sesta giornata nazionale dei cammini francigeni durante la quale sono previste conferenze a escursioni a trekking  e degustazioni sull’argomento.

Per informazioni sull’evento e più in generale sulla via Francigena (è possibile scaricare anche le mappe) ci sono gli ottimi siti ufficiali ai quali fare riferimento: www. turismotorino.org/viafrancigena oppure www.retecamminifrancigeni.eu