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Cosmopolitan Chicken

I galli e le galline cosmopolite dell’artista Koen Vanmechelen in mostra al Castello di Chimay, a mezz’ora da Bruxelles

I galli e le galline cosmopolite dell’artista Koen Vanmechelen in mostra al Castello di Chimay, in Belgio

di Alma Torretta

Dici Chimay e pensi alla celebre birra belga, ma Chimay è anche un antico castello che dallo scorso anno, dopo una lunga ristrutturazione, è possibile visitare ammirando insieme opere d’arte contemporanea. Per la nuova stagione turistica l’artista scelto è il belga Koen Vanmechelen con il suo CCP (Cosmopolitan Chicken Project), un programma di incroci di galli e galline di differenti razze e regioni, per ottenere il pollo cosmopolita che simbolizza l’importanza e l’arricchimento che comporta la diversità e l’ibridazione, negli esseri viventi così come nella cultura. Le razze meticcie sono infatti più robuste, meno aggressive e più fertili dei loro parenti di razza pura. Si tratta di un progetto artistico-scientifico a cui Vanmechelen lavora da oltre dieci anni e che gli è valso fama e riconoscimenti in tutto il mondo.

Durante la visita a Chimay si può ammirare la diciottesima generazione, un incrocio tra le razze Sulmtaler d’Autriche e Mechelse Styrianche, che è stata ribattezzata la “Generazione Nobile” poiché nata nella dimora principesca. Tra le opere c’è anche Mechelse Fayoumi, la grande testa di gallo in marmo presentata alla Biennale di Venezia nel 2011 e ora collocata nel Salone dei Ritratti della famiglia dei principi di Chimay. Il torrione, parte centrale del castello, si pensa che sia stato costruito intorno all’anno Mille, anche se lo Château, così come si presenta oggi, risale al XV secolo quando l’imperatore Massimiliano d’Austria nel 1486 trasformò la piccola contea di Chimay in un principato. L’attuale principe di Chimay è Philippe de Riquet, e abita il piano superiore insieme alla moglie Christine.  Artistici galli, galline e uova sono in tutte le stanze visitabili del castello e nel giardino. Imponendosi allo sguardo, compaiono inaspettati e irriverenti tra le armature perfettamente conservate della Sala delle Guardie, nei giochi di specchi e di decori dell’atrio monumentale e dei saloni, fanno capolino nel prezioso piccolo teatro rococò costruito nel 1863 sul modello di quello voluto da Luigi XV nel Castello di Fontainebleau.

«Polli e uova, causa e conseguenza, costruzione e distruzione – spiega l’artista Vanmechelen – l’uovo come simbolo del futuro ma anche come retaggio del passato e limite da superare. La fecondazione e l’arricchimento arriva sempre dall’esterno, e non si sa mai con esattezza quale ne sarà il risultato. Il mio è un progetto che invita a riflettere su questioni attuali come la globalizzazione, il meticciato, il razzismo, la manipolazione genetica e la clonazione».

Il castello, a un’ora e mezza di auto a sud di Bruxelles, quasi al confine con la Francia, è visitabile fino al 15 novembre, ma gli ospiti speciali, la “Generazione Nobile”  e tutte le opere di Koen Vanmechelen, solo fino al 31 luglio. Nel teatro sono in programmazione inoltre numerosi eventi culturali, tra cui importanti concerti di musica classica: il Festival di Musica Barocca nel mese di giugno e il Concorso internazionale di Canto Barocco a ottobre. All’interno del castello si può visitare anche una piccola cappella che si dice abbia ospitato la Sacra Sindone prima che venisse depositata a Torino. Da non perdere una passeggiata nel parco, 200 acri di giardini e orti di erbe mediche. A pochi chilometri c’è l’Abbazia di Scourmont dove si produce la famosa birra trappista.

Per le informazioni pratiche per la visita, da come arrivare agli orari di apertura e alle tariffe, si può consultare il sito www.chateaudechimay.be