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Mal di Matterhorn

Colpisce tutti quelli che mettono piede a Zermatt e manifesta i suoi sintomi appena lo si lascia. Neve ed emozioni 365 giorni l’anno

Colpisce tutti quelli che mettono piede a Zermatt e manifesta i suoi sintomi appena lo si lascia. Neve ed emozioni 365 giorni l’anno

Zermatt

di Laura Ferrari

Il Cervino (Matterhorn in tedesco) è la prima montagna che ognuno di noi ha disegnato. A sua insaputa.
Doveva averlo capito Edward Whymper, illustratore di venticinque anni dell’Inghilterra vittoriana, che aveva ricevuto dall’editore londinese Longman l’incarico di schizzare panorami delle Alpi. Il Matterhorn si fissò nella mente del giovane al punto da convincerlo a volerne conquistare per primo la cima. Così fu. Whymper raggiunse la sua vetta 14 luglio 1865, alla guida di una spedizione inglese con altri sei compagni, quattro dei quali morirono durante la discesa.
Pulsioni che accendono gli animi e… offuscano la ragione. E’ quel che si pensa osservando la fune che avrebbe dovuto tenere insieme la cordata, custodita in una teca del suggestivo museo del Matterhorn a Zermatt: uno ‘spago’ sfilacciato del diametro di circa 1,5 cm. Difficile credere che avrebbe retto il peso degli uomini in parete. La corda infatti cedette quando improvvisamente uno degli alpinisti inciampò, travolse la guida alpina in testa alla spedizione e trascinò con sé nel vuoto due altri compagni. Tragica o fortuita fatalità, lo strappo permise agli altri tre uomini a monte (Whymper e due alpinisti locali) di sopravvivere.

Matterhorn Museum

Paradossalmente, l’eco suscitato da questa tragedia fu l’origine della popolarità di Zermatt, che crebbe e si sviluppò legando indissolubilmente il suo destino alla montagna che la sovrasta.
Lo choc fu enorme, al punto che  solo dopo lunghe consultazioni la regina Vittoria rinunciò a proibire l’attività alpinistica a tutti i propri sudditi (poiché ritenuta troppo pericolosa), come era decisa a fare quando venne a conoscenza dei fatti.
E il veto regale ritirato in extremis, non fece che aumentare l’appeal di quel pittoresco villaggio vallesano in fondo alla Mattertal. La sua fama irruppe come una meteora, trasformando in breve tempo il paese in una delle più celebri destinazioni turistiche al mondo.

Centoquarantanove anni e quattrocentocinquanta incidenti mortali più tardi, il Matterhorn continua ad attrarre migliaia di alpinisti (circa 3000 all’anno si cimentano sulle sue pareti, fino a 300 al giorno se le condizioni sono ottimali) desiderosi di conquistare la sua cima.

Scalatori, ma non solo. Alle sue pendici si dispiega un vero paradiso per gli amanti dello sci da discesa: 360 chilometri di piste tra il Rothorn, il Gornergrat e il Matterhorn Glacier Paradise (qui gli impianti sono aperti 360 giorni l’anno e formano il più grande comprensorio di sci estivo d’Europa) che si collega a Cervinia e a Valtournenche. Un carosello di funivie, seggiovie, skilift si rincorrono sui pendii dove è possibile percorrere d’un fiato la discesa più lunga del continente: 25 km di neve battuta ad arte, partendo dal Piccolo Cervino (3820 m.) fino a raggiungere Zermatt (1620 m.). E dove non si sfugge mai all’incombente profilo del “più nobile scoglio d’Europa“, come John Ruskin aveva definito la montagna.

La sua mole sovrasta gli sciatori anche durante le soste negli amabili anfratti di Furi o nell’antico insediamento Walser di Findeln, dove le vecchie baite sono state riconvertite in accoglienti chalet o in ristoranti, con l’unica pecca di offrire momenti così gradevoli da farci indulgere sulle loro terrazze ritardando oltremodo la ripresa dello sci dopo il pranzo. (Qualche nome tra tutti, Furri e Zum See a Furi; Enzian e lo storico Chez Vrony a Findeln).

Quella piramide di pietra mesmerica non dà scampo: è ubiqua. Ci avvicina al cielo, ci ammalia, ci sfida. Ci insegue ricordandoci la nostra piccolezza.
Per sfuggirgli si cerca rifugio più a valle, nello svago degli zermatter après ski (tra i più vivaci dell’arco alpino, cioè del mondo) dove la musica dal vivo, la birra che scorre a fiumi, la facile convivialità allontanano l’arrogante macigno dagli occhi e dalla mente. Champagne, Cervo, Papperla Pub… Dal fondo pista al centro di Zermatt è un crescendo di euforia, di sguardi complici, di saluti tra amici che si ritrovano anno dopo anno senza bisogno di darsi appuntamento.

Poi, di nuovo, la sagoma della montagna è ovunque: ruba la scena oltre la vetrata del ristorante durante la cena, si staglia nell’angolo della finestra della camera d’albergo, la ritroviamo impressa su cioccolatini, portachiavi, saponette, cravatte, bottiglie d’acqua, pantofole, tovaglioli, zerbini, francobolli e naturalmente su tutto il possibile merchandising alpino. Sono i suoi simulacri, gli idoli destinati al consumo dozzinale, il monte che si è fatto brand.
Allora si desidera vedere l’originale ancora una volta, si cerca di avvicinare il più possibile la sua bellezza per sovrapporre quell’immagine a tante anonime copie.

Se è già sera non temete, l’ultimo treno verso l’empireo parte alle 19.24. Si tratta della cremagliera all’aperto più alta d’Europa che porta i turisti da Zermatt sul Gornergrat, percorrendo 1500 metri di dislivello in poco più di mezz’ora. La stazione di arrivo (3089 m.) ospita un hotel con ristorante (3100 Kulmhotel) e un osservatorio astronomico.
Con la luna piena lo spettacolo è straordinario: si distinguono perfettamente tutte le 29 cime di oltre 4000 metri che disegnano la cornice del panorama circostante. Di notte l’aria sembra ancora più rarefatta e la luce crea sulla neve un riverbero metallico. Il Matterhorn svetta incurante mentre si scende a valle con gli sci, al chiaro di luna.

GORNERGRAT al chiaro di luna
Quando c’è la luna piena Gornergrat Bahn organizza serate presso il Kulmhotel con cena (fondue di formaggio), intrattenimento musicale e discesa guidata con gli sci fino a Riffelalp o viaggio di ritorno in treno fino a Zermatt. Prezzo € 78, tutto compreso.

COME ARRIVARE A ZERMATT
Zermatt è chiusa al traffico. L’accesso ai veicoli privati è consentito solo fino a Täsch (5km da Zermatt), dove si trovano un capiente autosilo (14.50 CHF/giorno) e altri parcheggi. Tra Täsch e Zermatt circola un treno navetta a intervalli di 20 minuti.

In treno: treno diretto da Milano per Briga o Visp, dove si cambia. Da qui, collegamento diretto con la ferrovia a scartamento ridotto della Matterhorn Gotthard Bahn, che dopo un tragitto di circa mezz’ora attraverso la frastagliata e suggestiva Mattertal raggiunge Zermatt.
In auto: autostrada Milano-Verese-Gravellona Toce poi superstrada per Domodossola e passo del Sempione (aperto tutto l’anno, in alternativa si può caricare l’auto sul treno navetta Iselle-Briga). Da Briga proseguire lungo la valle del Rodano sino a Visp per poi deviare in direzione di Zermatt. In alternativa: Gran San Bernardo (tunnel) fino a Martigny, poi risalire la valle del Rodano sino a Visp.

INFO
Zermatt Tourismus |Bahnhofplatz 5 | Postfach 247 | 3920 Zermatt | Tel. +41/27 966 81 00 | info@zermatt.ch |www.zermatt.ch
Valais/Wallis Promotion | Rue Pré-Fleuri 6, 1950 | Sion (Svizzera) | tel. +41/273273570 |www.vallese.ch