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Firenze per esempio

Firenze sperimenta un modello di promozione del territorio pubblico/privato nato da un think tank creativo. E cresce sia in numeri che in qualità di turisti

Firenze sperimenta un modello di promozione del territorio tra pubblico e privato nato da un think tank creativo. E cresce sia in numeri che in qualità di turisti

di Sara Magro

In un momento in cui l’Italia si interroga su come ripartire dalle sue risorse e “fare sistema” per promuovere il turismo culturale, enogastronomico e legato alle eccellenze artigianali, Firenze offre un modello pubblico-privato di successo, che coinvolge APPS (Associazione Partners Palazzo Strozzi), il Comune di Firenze e i maggiori player cittadini. Florence Discovery Experience (FDE), questo il nome del progetto, è stato presentato lo scorso 13 marzo dal Sindaco reggente Dario Nardella e dagli altri protagonisti al Master di Economia del Turismo dell’Università Bocconi di Milano.

Il metodo A scoprire la città sono stati invitati per due anni gruppi di giornalisti di viaggi e lifestyle di alcuni dei più importanti media internazionali: stampa, tv, siti Internet. Hanno soggiornato negli hotel più lussuosi, mangiato nei luoghi più alla moda, blasonati, nuovi, incontrato artigiani raffinatissimi, visitato piccoli musei, partecipato alle manifestazioni culturali e di intrattenimento. E così, attraverso le esperienze “speciali” vissute in prima persona, hanno potuto restituire un’immagine intima e originale di Firenze, diversa da quella monumentale già presente sulle guide turistiche. Sono entrati nelle pieghe della città, hanno conosciuto realtà rare o uniche, che hanno permesso di raccontare altri luoghi e altri scorci inusuali, sempre di grande fascino. Per l’occasione sono stati infatti coinvolti i principali alberghi a 4 e 5 stelle (Savoy, Lungarno Collection, Villa Cora, Il Salviatino, JK Place tanto per dirne alcuni),  ma anche Pitti Immagine, Fondazione Palazzo Strozzi, Maggio Musicale, Museo Gucci, Museo Ferragamo, Fondazione Florens, Ente Cassa Risparmio Firenze, OMA, Antico Setificio, Scuola del Cuoio, Pitti Taste. Ciascuno dei partecipanti ha investito un valore di 2500 € mettendo a disposizione degli organizzatori camere, pasti, ingressi, logistica, dimostrazioni pratiche per ospitare i giornalisti e organizzarne le giornate.

I risultati Con questi strumenti è stato possibile raggiungere in un tempo piuttosto breve e costi molto contenuti obiettivi di successo: una crescita forte e dinamica di turisti, più numerosi e più disposti a spendere, e un riposizionamento (qualitativo e quantitativo) di Firenze ai primi posti delle classifiche più importanti come quella di Travel+Leisure, mensile di viaggi leader in Usa. Con tre minuti di trasmissione sulla principale rete tv cinese sono stati raggiunti circa 56 milioni di spettatori, mentre CNN.com ha generato 153 mila like sui social media con un solo post sulla città.

Un modello da riproporre Tutto questo non sarebbe stato possibile se non ci fosse stato l’appoggio del Comune di Firenze, di Leonardo Ferragamo, Presidente di APPS (Associazione Partners Palazzo Strozzi), e di Alessandro Grassi titolare dell’agenzia di Marketing & PR Grassi & Partners, che ha sviluppato il programma FDE. Dopo tre anni di lavoro si possono finalmente tirare le somme: bilancio e risultati sono molto incoraggianti in termini di sviluppo di quei valori “immateriali” – e non solo – che determinano le scelte di decine di milioni di turisti verso l’Italia. In alcune condizioni geo-economiche e di potenziale territoriale, l’FDE potrebbe diventare un nuovo modello di Destination Management anche per altre realtà italiane di qualità come Venezia, Golfo Napoli, Sicilia, Laghi, che produce risultati concreti nonostante i tempi di spending review e magri budget.