GOURMET

A Milano apre Eataly

Spacchettato lo Smeraldo dopo almeno due anni di lavori: nell’ex teatro milanese apre il nuovo negozio Eataly, con panetteria, pescivendolo, salumeria, pizzeria e ristorante con chef di Viviana Varese

Spacchettato lo Smeraldo dopo almeno due anni di lavori: nell’ex teatro milanese apre il nuovo negozio Eataly, con panetteria, pescivendolo, salumeria, pizzeria e ristorante con chef di Viviana Varese


di Sara Magro

«Ma non è vero che qui potranno venirci solo i ricchi». Così dice Oscar Farinetti all’inaugurazione di Eataly Smeraldo, l’attesissimo nuovo shop di cibi italiani di alta qualità. Per dimostrarlo dice che sugli scaffali si trova di tutto: «Prendiamo la pasta, per esempio. Ce n’è da 0,99 € in su, ma tutta scelta e di Gragnano. Poi basta fare qualche paragone per capire quello che dico: un’ora di parcheggio in questa zona (piazza XXV Aprile/Corso Como) costa come due chili di pasta, e il pedaggio Milano-Torino costa come 27 chili di zucchine. Tutti si possono permettere un pacchetto di cicche, ma mettiamola così: quanti sanno che il chewing gum costa 113 €/kg? Il punto è prendere cose di qualità, magari in dosi minori. È un fatto che la maggior parte di noi mangia molto più di quanto abbia bisogno. Allora, meglio comprare meno cose ma di qualità migliore e, così, dimagrire pure. Inoltre è scientificamente provato che le cose buone si masticano più lentamente per godersele, così il senso di sazietà arriva prima e si smette prima di mangiare». Visto? Farinetti ha dimostrato che il conto di Eataly, tutto considerato, valutato, trasformato in calorie ed euro, non è diverso dagli altri supermercati. Ha dimostrato anche che il junk-food, quindi chewing gum, patatine e altre porcherie, a parità di peso, costano immensamente di più del cibo buono e nutriente. Già! Ma è anche vero che quando ti trovi tra quegli scaffali pieni di frutta e verdura invitante, banchi del pesce fresco, tagli di carne golosi, etichette rare, pane cotto nel forno a legna….be’ è facile perderlo il conto e ritrovarsi alla fine una spesa sana ma carissima.

Farinetti è un visionario, chiede che i ricchi paghino più tasse, che i lavoratori siano appassionati, e ripone buone speranze in Renzi. Sostiene che nel mondo ci vuole sempre qualche fuori di testa che le spari grosse, e si candida al ruolo: «Un giorno cambieremo l’articolo 1 della Costituzione: invece di una Repubblica democratica fondata sul lavoro, scriveremo che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sulla bellezza. Il nostro dovere è tutelare e migliorare la bellezza che abbiamo ereditato dai nostri avi attraverso il nostro LAVORO». Perché questa è la nostra potenzialità migliore secondo l’imprenditore che oggi apre a Milano, ma presto si espanderà in Brasile, India e chissà dov’altro per portare l’eccellenza enogastronomica italiana in tutti quei Paesi che confidano e ammirano la nostra cucina anche prima averla provata.

Il nuovo Eataly è davvero un bello spazio, con le scale mobili che portano su e giù per i piani, in un’escalation che va dal caffè al ristorante Alice, molto elegante con i tavoli conviviali e sculture per centro tavola, dove cucina a vista la brava Viviana Varese. Nel negozio c’è tutto quel che serve per cucinare e soddisfare lì per lì il palato. Ma entrando nell’ex Teatro Smeraldo viene anche un po’ di amarezza a pensare a quando sul palcoscenico storico cantavano Bob Dylan, Joan Baez, Cesaria Evora, ballavano i Momix eccetera eccetera. Di quel passato glorioso resta solo un magnifico pianoforte a coda, dove Farinetti in persona ha cantato all’inaugurazione. Ma la certezza che le voci della musica internazionale non torneranno più, crea certo un po’ nostalgia. In ogni caso, c’è di che berci sopra!