Italy

Una mostra sul Tram

In attesa dell’evento, abbiamo conosciuto Cristiano Merizzi di Lab Tourism ideatore dello special tour che ri-scopre Milano

Da Piazza della Scala a Piazza Castello: il vernissage in movimento


Una mostra in movimento per scoprire Milano

di Valeria Delvecchio

Lab-Tourism Night (13 Febbraio) e Lab Tourism Kids (16 Febbraio) sono il risultato di una fruttuosa partnership tra Lab Tourism, Boscolo Hotel Milano e Silvia Slitti che hanno adibito lo storico Tram 1794 a location itinerante per una mostra fotografica del maestro Davide Mengacci. Curata da Alberto Moioli, l’innovativa traveling exhibition viaggerà per due giorni seguendo le rotaie del tram che collegano Piazza della Scala, Brera e Piazza Castello e ripercorrendo, attraverso gli scatti del fotografo, l’evoluzione urbana di una città romantica e appassionata: Milano. Un dialogo sospeso tra passato e futuro concepito da Cristiano Merizzi, titolare di Lab Tourism, da cui l’evento prende il nome. L’abbiamo conosciuto, prima di partecipare a questo esclusivo special tour, e ci ha svelato qualcuno di quei segreti che l’hanno reso un leader nel campo della promozione turistica.

Cristiano lei è un giovane self made man che ha fondato una società. Come nasce Lab tourism?
La prima volta che ho avuto l’idea di creare una società dedita alla “GESTIONE E COORDINAMENTO DI INIZIATIVE E MANIFESTAZIONI TURISTICHE E CULTURALI PER LA PROMOZIONE, PROPAGANDA E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO TURISTICO, PAESAGGISTICO, ARTISTICO E STORICO ITALIANO” è stato a termine dei miei studi, presso la UET di Milano (istituto universitario europeo per il turismo), dove in seguito alla mia esperienza professionale presso l’ufficio ENIT di Parigi nel 2011, ho ipotizzato come tesi di fine corso un business plan su un’ipotetica società di promozione turistica. Negli anni a seguire ho approfondito la conoscenza in ambito turistico e nell’ottobre 2013, ho deciso grazie all’apporto di Marinella Guglielmo, mio key account manager della società, di fondare Labtourism SRL semplificata.

Lab Tourism è una start up attenta alle dinamiche sociali e ha la mission di studiare un nuovo modo di viaggiare? Qual è secondo lei il trend del momento? Previsioni future? Cosa cambierà nel modo di viaggiare?
Innanzitutto bisogna specificare che Labtourism nasce come Laboratorio di Turismo. Come per altri laboratori si avvale della collaborazione di diverse figure professionali o semplici appassionati che grazie alla loro preparazione ed esperienze trasmettono il loro know-how al fine di realizzare eventi, manifestazioni ed iniziative varie. Essendo cresciuto a Milano, ho notato nel 2013 come siano aumentate le mostre fotografiche che testimoniano la storia di questa città. Noi, conoscitori del mondo di oggi, siamo alla riscoperta dei valori e delle tradizioni che ci circondano. Questo, in parte dovuto anche alla crisi economica che stiamo vivendo in questi ultimi anni. Quindi, è vero che per motivi di tempo siamo dediti a un turismo mordi e fuggi, ma sempre legati all’estensione territoriale. Per quanto riguarda le previsione del futuro, ormai parlare di turismo come fenomeno è sbagliato, perché è dimostrato come le persone abbiano bisogno di evadere dal quotidiano, di come le persone vogliano conoscere le loro origini e di come il turismo ora viene vissuto come esperienza accessibile a tutti. Con questo vorrei far riferimento al grafico pubblicato sul sito internet della società: www.labtourism.eu, dove si nota come il turismo internazionale sia in costante ed esponenziale crescita. Per il futuro, se adeguatamente promosso ed incentivato la fase di stallo in cui ci troviamo attualmente può generare una ripresa.

Ci parli della Lab Tourism night di giovedì 13 febbraio e di Lab Tourism Kids di domenica 16. Come nasce l’idea dell’evento. Qual è l’obiettivo? L’Esperimento si ripeterà in altre città oltre a Milano?
L’idea di installare una mostra all’interno di un Tram storico del 1928 nasce dal fatto che Labtourism segue la sua filosofia di: tradizione antiche, esperienze uniche. Negli anni abbiamo osservato tra le vie di Milano Tram allestiti per la ristorazione (Atmosfera), il divertimento serale e boutique, quindi perché non inserire in un simbolo della Milano del ‘900 gli elementi  come Arte, Cultura, Filosofia e Storia, che caratterizzano il nostro paese. Il Labtourism Kids nasce grazie alla collaborazione con la Silvia Slitti Luxury Events e grazie  all’interesse della Fondazione Vozza a partecipare alla mostra, aprendo quindi di fatto l’opportunità ai bambini, il nostro futuro, di poter partecipare a un evento che unisca divertimento e istruzione. Abbiamo scelto il Boscolo Hotel, per la sua posizione centrale, ma soprattutto perché dalla terrazza all’ultimo piano si ha una visuale di Milano da sogno. Nell’autunno del 2013, quando con Marinella Guglielmo, Alberto Moioli e Roberto Trovò ci siamo trovati ad affrontare questo percorso insieme, ci siamo posti l’obiettivo di ideare una nuova iniziativa da regalare alla città, che coinvolgesse il territorio. Speriamo quindi di suscitare un interesse nei cittadini e nei turisti stranieri presenti a Milano. Sicuramente a termine di questo primo esperimento, trarremo le nostre conclusioni e cercheremo di esportare questa esperienza in altre città italiane, perché Labtourism vuole che vi sia da parte delle persone una riscoperta del nostro “Bel Paese”.

Per lavoro ha viaggiato tanto e vissuto altre realtà, extraeuropee e non. Che differenze ha notato con l’Italia nelle strategie di promozione del territorio?
Ho avuto la fortuna fin da piccolo, grazie ai miei genitori, di viaggiare in altri luoghi entrando in contatto con culture e ideologie diverse dalla mia. Ho notato negli anni passati a viaggiare, per studio, per lavoro e per divertimento come la cultura dell’ospitalità in alcuni paesi stranieri, fosse più attenta alle esigenze dei viaggiatori. Le attività di promozione turistica legate alla valorizzazione del territorio coinvolgono in modo unitario gli attori in loco.

Oltre ai social network quale crede che sia oggi uno dei gli strumenti più efficaci per la promozione turistica?
Le faccio un esempio. Per questo evento, grazie alla collaborazione di Map2app, abbiamo creato un’applicazione che si può scaricare gratuitamente da Apple Store per dispostivi IOS e da Play Store per Android. In questa applicazione “Labtourism”, le persone potranno trovare in anteprima la mostra fotografica esposta sul Tram e i vari attori coinvolti. Le nostre tradizioni sono state trasmesse dal mezzo di comunicazione più antico ed efficace: il passaparola.  Gli strumenti moderni hanno fatto sì che il passaparola si evolvesse in “post”, “tweet” e “feedback”, anche se non ci dobbiamo dimenticare, che la principale particolarità che caratterizza il turismo è l’esperienza che soggettivamente ogni persona vive viaggiando, diversificando di fatto le opinioni.  Il massiccio utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione, introdotti dal progresso tecnologico, permette di raggiungere il potenziale cliente nel più breve tempo possibile e in qualsiasi momento, specializzandosi negli obiettivi della promozione. Ovviamente mi riferisco allo Smartphone, che negli ultimi anni ha rivoluzionato il modo di interagire tra le persone.

Attualmente sembra che il modo migliore di parlare di viaggi sia aprire un blog e la figura del blogger è sempre più potente e influente nel panorama turistico. Cosa ne pensa?
Il lavoro che svolge un blogger, secondo me nasce da due fattori importanti: la competenza e la capacità di trasmettere scrivendo la propria passione.  Anche loro fanno parte della comunicazione moderna e del passaparola dei giorni nostri, ma a differenza dei social network, riescono con i loro racconti ad appassionare e coinvolgere il lettore. Ritengo quindi che il loro lavoro sia importante per l’immagine di un territorio. Come quello dei veri giornalisti di viaggio, ovviamente, ancora più obiettivi e competenti.

Da parte dei politici si sente sempre parlare di riforma elettorale di  lavoro e sviluppo economico, ma mai di turismo, la nostra più grande risorsa. Cosa suggerirebbe al governo in questo senso?
Di guidare alla ri-scoperta di un territorio che sembra sia stato dimenticato non solo dagli italiani, ma soprattutto dalle istituzioni, che per anni hanno messo il turismo italiano, quello incoming, in secondo piano, dimenticandosi che oltre a poter favorire l’economia italiana, può risollevare economie e tradizioni locali. Di coinvolgere maggiormente le istituzioni locali e puntare all’inserimento nel settore lavorativo di persone giovani e intraprendenti, che è quello che cerca di fare la nostra società. Non servono numeri per parlare di quello che abbiamo da offrire, ma non basta nemmeno dormire sugli allori per poter descrivere un paese dalle mille meraviglie, in continua evoluzione storica e culturale e conosciuto al mondo come “the italian style”, termine che ci identifica in diversi settori.

Cos’è necessario fare, quindi, per riportare il Belpaese ai livelli di eccellenza?
Il mondo moderno ha cambiato i volti di tante destinazioni, ma si dovrebbe riprendere quell’immagine così ben descritta da Goethe nel libro “Viaggio in Italia”, in cui il massimo esponente della letteratura di lingua germanica descrive i suoi due anni in giro per la penisola italica, come i più belli della sua vita. Come a quei tempi, l’immagine, che si vuole dare del nostro territorio sia all’estero sia alla stessa nazione, è di un luogo che suscita aspettative, che provoca sentimento, cosa che con il passare degli anni è andato a perdersi. Bisogna trasmettere un’immagine forte, giovane e innovativa.

Essendo un grande conoscitore della realtà territoriale italiana, quale potrebbe essere un possibile “tour” da consigliare agli stessi italiani. E agli stranieri? Ci indica una meta poco considerata ma davvero meritevole e un po’ alternativa?
Una zona che conosco molto bene, anche per le origini della mia famiglia, è la Valtellina. È un piccolo territorio con un alto concentrato di risorse culturali, naturali e artificiali che possono trasformarsi, grazie alla loro unione in itinerari unici.