Europe

Chesa Stuva Colani

Legno e pietra ollare protagonisti di una casa-hotel di charme in Engandina

Di Teresa Cremona

Nel borgo-gioiello di Madulain, il più piccolo paese dell’Alta Engadina (Svizzera) ha aperto la Chesa Stuva Colani, casa-hotel di charme, ricavata da un palazzo di fine ‘600. La ristrutturazione, realizzata su progetto dello studio Bertolini e Galli architetti ha previsto con la la demolizione di quelle parti dell’edificio che erano state realizzate negli anni ‘80 e la costruzione di un ingresso sulla via Maistra.

Questo nuovo volume “trasparente” ha due lunghi lucernari e aperture vetrate sulle pareti dei due edifici storici laterali, così che dall’interno si è inondati di luce.

I lavori hanno anche ripristinato i soffitti lignei originali, mentre le nuove pavimentazioni e i rivestimenti dei bagni sono in pietra ollare, la pietra della Val Chiavenna di colore grigio-verde, estratta fino dai tempi dei romani. I mobili d’epoca, come il divano di Christophe Guy, i divani capitonné, il tavolo in cristallo vittoriano, la monumentale trave di legno antico recuperata da un vecchio fienile toscano e che è diventata tavolo appoggio nel bar, sono stati scelti direttamente dall’imprenditore Alessio Raggio che si occupa della gestione dell’Hotel Chesa Colani

Vi sono in tutto dodici suites, foderate di profumato legno di Cirmolo, dalle proprietà altamente rilassanti, o in abete spazzolato e con i pavimenti in doghe di larice “bio”; ogni camera è dotata di riscaldamento a pavimento regolabile su misura ed è arredata con mobili di design.

Il Ristorante al piano terreno occupa la parte più antica dell’edificio, il menù è opera dell’ Excutive Chef Giovanni Melis e del Sous Chef Dario Marci, mentre quello che un tempo era il fienile, è stato trasformato nel salone principale con ai lati, comunicanti: la “Stuva”, rivestita in abete con la tipica copertura a volta (la “Chà da fo”) e la vecchia dispensa (la “Chamineda”).

Il progetto di restauro ha previsto una correlazione tra arte e architettura, differenti linguaggi che si accostano e si esprimono nel rapporto tra l’edificio e il luogo in cui è inserito La prima installazione “Steingarten” è un giardino roccioso installato sulla copertura piana della Hall che allude al paesaggio di questa parte dei Grigioni. L’idea dell’acqua è rappresentata da sfere di acciaio posate tra le pietre grigio-verdi, un richiamo alla morena di un ghiacciaio.
“The wind is blowing in my direction” è il titolo della seconda installazione permanente dell’artista Letizia Cariello: 
lungo la Via Maistra sono stati collocati alcuni alberelli di metallo dai rami spogli i cui fusti contengono delle canne d’organo che stimolate dal vento generano suoni.

Chesa Stuva Colani
Engadina
tel +41/818541888
www.hotelchesacolani.com.