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Sorpresa Mauritius

Dieci cose che non ti aspetti a Mauritius (ovvero cosa c’è oltre le spiagge bianche e il mare turchese)

Dieci cose che non ti aspetti a Mauritius (ovvero cosa c’è oltre le spiagge bianche e il mare turchese)


di Alessandra Gesuelli (twitter: @viaggiale)

Una volta ho letto un reportage americano di viaggio che iniziava piu o meno cosi’: Mauritius fa rima con delicious. Se il gioco di parole non è altrettanto efficace in italiano, lo è però il suo significato. L’isola di Mauritius è deliziosa per davvero, incastonata come è nell’Oceano Indiano, circondata da chilometri di reef che rendono le sue acque un piccolo paradiso. E l’aggettivo non è affatto riduttivo rispetto a splendido o stupendo, vuole invece definire un preciso carattere delle persone come delle cose, curato, accogliente e in qualche modo sorprendente. Sì perché a Mauritius non ci sono solo palme, spiagge bianche e calde acque. Se pensate di sapere tutto, leggete la mia personale selezione delle 10 cose che non vi aspettate.

Info: www.tourism-mauritius.mu/it/

Il nome è singolare
C’è un unico volo diretto da Milano e Roma per Mauritius ed è operato da Meridiana (meridiana.it). Durante la discesa, vedendola da sopra il mistero si svela da solo: l’isola e’ una sola, grande poco più della Sardegna. Non si spiega quindi perché nel modo di dire comune sia passata l’espressione plurale “LE” Mauritius. Forse per contagio con le vicine Seychelles e Maldive. Mauritius invece va declinata al singolare. Perché è il nome di una sola isola e non di un arcipelago.

L’entroterra
Dall’alto l’isola appare verdissima e ricca di montagne dalle forme e dai nomi curiosi. La più spettacolare, patrimonio Unesco, è Le Morne, simbolo della lotta contro la schiavitù, che domina l’elegante Dinarobin Resort Golf & Spa del gruppo Beachcomber (www.beachcomber-hotels.it/). Le Morne può essere scalata con delle guide locali. Non è l’unico trekking che si può organizzare nell’entroterra, i Black River Gorges, sito candidato a entrare nella lista del Patrimonio Unesco, possono essere attraversati con un itinerario di un paio d’ore (mautourco.com).

La diversità culturale
L’isola accoglie diverse culture: creola, indiana, cinese ed europea. Caratteri ben visibili praticamente in tutte le cose e mai veramente separati, qui il melting pot è vissuto in armonia. Per capirlo, basta un giro al mercato della capitale Port Louis. La parte alimentare è un tripudio di profumi e colori tra Asia e Africa e lo street food è fantastico. Prendete un dhal puri, pane roti caldo ripieno di una piccante crema di lenticchie. È la quintessenza del piatto fusion: di origine indiana, è ormai entrato di diritto nella cucina creola dall’Oceano Indiano ai Caraibi.

Il rum
Se pensi al rum ti vengono in mente i Caraibi, non certo a quest’isola dell’Oceano Indiano, in parte musulmana. Eppure Mauritius sta acquisendo sempre più importanza sul mercato internazionale grazie al suo ottimo rum agricole, cioè prodotto dal succo della canna da zucchero. Negli ultimi anni rhumerie come Chamarel hanno ricevuto riconoscimenti internazionali (e a breve le bottiglie saranno in vendita anche in Italia), in alcune delle più importanti manifestazioni di settore, come il German Rum Festival a Berlino (www.rhumeriedechamarel.com). E se volete bere ottimi cocktail, affidatevi a Emmanuel Salmine, del Paradis Hotel & Golf Club (gruppo Beachcomber), che con il suo Apple Dream è stato premiato come best barman e best cocktail 2013.

La cucina
Nei resort si mangia molto bene ma una volta arrivati a Mauritius, vale la pena mettere il naso fuori e iniziare a inseguire i profumi della cucina locale, perfetta fusion di sapori. Se la visita alla Rhumerie De Chamarel è un must per chi ama i liquori, lo è anche per altri motivi. Innanzitutto per il clima, ventoso e fresco rispetto alla pianura (siamo a 300 metri d’altezza) e poi per l’ottimo ristorante. La proprietà è una delle poche ad avere una riserva di cervi e cinghiali, come nel Settecento, e a produrre la propria carne. E per l’aperitivo? Un Ti’ Punch, naturalmente.

Lo stile colonial chic
Ci sono  dieci case coloniali ancora intatte sull’isola. Almeno 6 sono visitabili. Le piu’ notevoli? Eureka House, Auberge de St. Aubin e Chateau Labourdonnais. Eureka House è un’abitazione gialla con bel patio trasformato in caffè. Auberge St. Aubin fa parte di una ampia proprietà con ristorante, rhumerie, produzione di vaniglia, unica autentica dell’isola (6 euro 11 stecche)  e tre stanze dove dormire. Chateau Labourdonnais vale una gita per il suo ristorante Le Tableu, dove lo chef italiano Fabio De Poli da 10 anni ricerca e propone le più tradizionali ricette mauriziane. Per esempio, il kucha di mango, delizioso e irrinunciabile.

La musica
Dalle Seychelles  a Mauritius, l’intero Oceano Indiano ne è contagiato. La musica Sega ha origine dai ritmi e i canti degli schiavi nelle piantagioni di canna da zucchero. È cantata in creolo mauriziano con numerose parole di origine francese. Oggi è l’orgoglio nazionale anche nella sua versione giovane, la Seggae, mix di Sega e Reggae. Tutti la ballano, a qualsiasi età, è divertente e vivace. Per una guida all’ascolto, segnatevi il classico Ti’ Frere, e i due giovani nomi Kaya e Alain Ramanisum. Quest’ultimo con il suo Li Tourner nel 2013, ha fatto ballare tutta l’isola.

Il lago sacro
Se non siete ancora stati in India, sulle rive del Gange o al lago sacro di Pushkar ma ne volete cogliere un pochino l’essenza, a Mauritius trovate un piccolo lago sacro. Molto frequentato dalla numerosa comunità induista è un complesso di diversi tempietti costruiti intorno al lago vulcanico di Grand Bassin nella zona sud occidentale dell’isola. I fedeli pensano che ci sia parte dell’acqua del Gange. Arrivateci al tramonto, quando le acque del lago si tingono di rosa e giallo e in lontananza si sentono gli echi delle preghiere della sera. Oppure aspettate  febbraio quando si svolge il coloratissimo festival di Maha Shrivrati ( www.mauritours.net).

Fiori e spezie
Un tempo ricoperta di piantagioni di canna da zucchero, ne conserva ancora una piccola produzione (ora più che altro ora si fa la lavorazione). Per saperne di più, L’Aventure du Sucre, fa visite guidate in un ex stabilimento. Sotto dei fioritissimi alberi di Flamboyant ci sono il ristorante e il negozietto. Tra i migliori indirizzi dell’isola, vi si trovano curiosi gadget con il dodo, simpatico animaletto, ormai estinto ma mai dimenticato simbolo nazionale (www.aventuredusucre.com/). Se amate i fiori vi sorprenderà sapere che Mauritius ha uno dei più antichi giardini botanici dell’Emisfero Sud, il Jardin de Pamplemousses.

È perfetta con gli amici
Mauritius è amatissima dalle coppie in viaggio di nozze o alla ricerca di una fuga romantica, Trou Aux Biches, nel nord, è il rifugio ideale (www.beachcomber-hotels.it) . Ma il paese è perfetto anche per gruppi di amici. Io ho viaggiato in questo modo e ho trascorso 8 giorni davvero fantastici, tra natura, cultura, musica e divertimento. Dai resort più esclusivi ai piccoli b&b l’isola ha molto da offrire per ogni budget (www.escapademauritius.com). E se volete tirare tardi la sera e avere tutte le comodità e le attività di un villaggio potete scegliere Club Med La Pointe aux Canonniers, nel nord del paese (www.clubmed.it).