Italy

ITALIANI PER COSTITUZIONE

Perchè non posso essere italiano?

Un corto che indaga sulla nostra costituzione e sui diritti di cittadinanza

di Redazione

Hanno interessi, accenti, aspirazioni, abiti diversi tra loro. C’è chi vorrebbe fare il medico, chi l’ingegnere, chi la stilista, chi la diplomatica, chi la pasticcera. C’è chi ha uno spiccato accento napoletano, chi la cadenza milanese, chi la tipica inflessione palermitana. Leggono e commentano gli articoli della costituzione italiana eppure molti di loro non sono ancora cittadini italiani e alcuni non potranno diventarlo neppure al raggiungimento della maggiore età perché non sono nati in Italia.

Le loro storie sono raccolte nel cortometraggio “Italiani per Costituzione”, che verrà presentato oggi al MACRO di Roma alle ore 17 alla presenza dell’Assessore alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica Flavia Barca, dell’Assessore al Sostegno Sociale e Sussidiarietà Rita Cutini, del giornalista di Liberation Eric Jozsef, della scrittrice e presidente Associazione Incontri di Civiltà Igiaba Scego, del direttore di Fotografia Marco Delogu, degli autori Simona Filippini e Matteo Antonelli e di alcuni ragazzi intervistati per il cortometraggio.

Il video si inserisce nel dibattito sul diritto di cittadinanza dei giovani di seconda generazione, sul rispetto e sulla valorizzazione delle differenze culturali intese come ricchezza e sulla mancanza nel nostro Paese di un’adeguata cultura dell’integrazione. Per questo motivo trova la sua corretta collocazione nell’edizione 2013 di Fotografia – Festival Internazionale di Roma promosso dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale, co-prodotto dal MACRO e Zètema Progetto Cultura con la direzione artistica di Marco Delogu il cui tema è vacatio”, ovvero mancanza, assenza.

Prodotto da Camera21 con la regia di Simona Filippini e Matteo Antonelli, le musiche dell’Orchestra di Piazza Vittorio e il Patrocinio del Ministero dell’Integrazione, il progetto è stato ideato in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e raccoglie una serie di interviste a 20 ragazzi, figli di immigrati in Italia e residenti in diverse città: Napoli, Milano, Roma, Trento, Prato e Palermo.

Ognuno di loro ha parlato di sé, della sua famiglia, della scuola e della città in cui vive e ha citato, commentato o declamato l’articolo della Costituzione italiana più amato, ponendo così l’accento sull’importanza del rispetto delle leggi da parte di ogni cittadino. Un’idea semplice, ma capace di trasmettere grandi emozioni grazie alla spontaneità delle testimonianze e allo stupore di ascoltarle nei dialetti e nelle cadenze della così varia lingua italiana.

Il progetto vuole dar voce a questa importante porzione di popolazione giovanile (si stima siano 600.000 gli studenti stranieri, figli di immigrati, iscritti nelle scuole italiane) che si sente italiana al punto da acquisirne tic, dialetti, pregi e difetti e porre l’accento sull’infinita varietà di culture, tradizioni, usanze e differenze preesistenti in Italia al fenomeno dell’immigrazione.

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