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Storie di un fotografo

Fino all’8 settembre Palazzo Reale di Milano ospita una mostra con più di 180 foto italiane di Gianni Berengo Gardin

Fino all’8 settembre Palazzo Reale di Milano ospita una mostra con più di 180 foto italiane di Gianni Berengo Gardin


Inaugura oggi a Palazzo Reale la mostra “Gianni Berengo Gardin – Storie di un fotografo”. In programma dal 14 giugno all’8 settembre 2013, l’esposizione, che rappresenta la più grande retrospettiva del maestro, è curata da Denis Curti. La mostra presenta una raccolta di più di 180 immagini divise in nove sezioni: apre la mostra “Gente di Milano” con oltre 40 scatti sulla vita della città degli ultimi 50 anni.

“Questa mostra è un viaggio nella storia del nostro Paese e della nostra città, attraverso lo sguardo d’eccezione della figura tra le più importanti del foto-giornalismo italiano – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. È dunque una preziosa testimonianza di com’eravamo e di come siamo cambiati: un mosaico per immagini in cui ciascuno di noi ritrova un po’ della propria storia, dei propri ricordi e in definitiva di se stesso. Per questo, proprio quest’anno, Milano gli ha conferito l’Ambrogino d’Oro”.

Il percorso espositivo approfondisce con nuove fotografie la famosa serie intitolata “Morire di classe”, realizzata su commissione del professor Franco Basaglia, che indagava sulla drammatica situazione dei manicomi in Italia e per cui Berengo Gardin ha realizzato una storica inchiesta; ci sono poi una sala interamente dedicata a Venezia, una sezione che getta sguardi dentro le case e sui baci rubati per strada o in stazione, un’altra ancora che racconta il lavoro, da Parigi a Monfalcone e da Vercelli a Osaka. Una selezione di foto, intitolata “Comunità Romanì in Italia”, narra la vita all’interno dei campi nomadi, e un’ultima indaga alcuni dei molti modi in cui fede e religiosità si fanno immagine. Il tutto in bianco e nero, visto con uno sguardo asciutto e diretto e catturato grazie alle lenti delle sue tante macchine Leica, molte delle quali esposte in mostra.

Considerato da molti il più rappresentativo tra i fotografi italiani, ha cominciato nel 1954 a lavorare con la macchina fotografica, tenendola appesa al collo mentre girava il mondo e usando sempre la pellicola. “Il mio lavoro non è assolutamente artistico” racconta Berengo Gardin “e non ci tengo a passare per un artista. L’impegno stesso del fotografo non dovrebbe essere artistico, ma sociale e civile”.

Gianno Berengo Gardin, Storie di un fotografo
Dal 14 giugno all’8 settembre 2013
Palazzo Reale – 1° piano
Infoline e prevendita: tel. 0039 02 54917, comune.milano.it/palazzo reale