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Ripensare il faro

15 fari in Sardegna possono diventare hotel, ristoranti, o spazi espositivi legati alla cultura del mare

15 fari in Sardegna possono diventare hotel, ristoranti, o spazi espositivi legati alla cultura del mare

Di Teresa Cremona

La Regione sarda a breve promulgherà i bandi per trovare imprenditori interessati ad avviare un’attività in queste strutture.
I criteri di ristrutturazione sono rigidi: si potrà modificare ben poco rispetto all’esistente all’infuori dei restauri.

Si tratta del Faro di Torregrande (Oristano) situato sulla terrazza della torre spagnola, della Torre di Capo Mannu (San Vero Milis), della Torre dei Segnali di Capo Sant’Elia (Cagliari), del vfaro di Razzoli (La Maddalena).

Sempre a la Maddalena figurano altre 5 strutture: Punta Filetto (S.Maria), Vedetta di Martinetto, Vedetta di Testiccioli, Puntiglione e Capo Ceraso.

Nell’elenco della Regione, anche l’ex stazione di segnali di Capo Sperone (Sant’Antioco), il faro di Capo d’Orso (Palau), la stazione semaforica di Punta Scorno (Isola dell’Asinara). Infine Capo Ferro (Arzachena), Capo Figari (Golfo Aranci) e Punta Falcone (S.Teresa di Gallura).