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Carnaby Street (& Sound)

Storia di una via di Londra che negli anni 70 si sentiva (giustamente) al centro dell’universo. E il 6 luglio dà una grande festa per ricordarlo a tutti

Storia di una via di Londra che negli anni 70 si sentiva (giustamente) al centro dell’universo. E il 6 luglio dà una grande festa per ricordarlo a tutti


di Valeria Delvecchio

I m sooo excited! Non sto più nella pelle, ma sono anche agitata e, lo ammetto, un po’ isterica per i preparativi. Come ogni primadonna egocentrica e  puntigliosa che si rispetti, voglio che tutto sia perfetto e pronto nei tempi giusti. Mancano gli ultimi dettagli, ma il più è fatto. Sono ancora indecisa se creare l’evento su Facebook, affidarmi al classico word of mouth o ai miei amici giornalisti e alle loro tastiere. Ci penserò, ma intanto mi presento. Sono Carnaby- non rivelo l’età, ve la lascio immaginare-  ho origini un po’ misteriose, ma so che il mio nome deriva da Karnaby House, una delle prime case costruite qui in zona da Richard Tyler, un giovane muratore. Da piccola mi sentivo un po’ sola e, se escludiamo i miei vicini cacciatori e ugonotti francesi, non ero molto considerata. Mi isolavano, come quelle teenager cheap and loser che pranzano sole nei film americani, preferendo le compagne aristocratiche ed eleganti. Pensate che un certo Charles Dickens  arrivò a soprannominarmi “malfamata”. Dio che insolente!  Sono passati secoli ma l’offesa brucia ancora. Eppure per certi versi mi è servita. È stata una scossa, una spinta per guardarmi e capire che potevo, dovevo sbocciare anch’io. E molti restyling e tanta forza di volontà  dopo sono diventata un fiore. Il mio exploit è stato intorno agli anni ’60 quando uno stilista gallese stravagante e visionario capì le mie potenzialità e investì su di me aprendo il primo negozio di abbigliamento d’alta sartoria attirando con sé i seguaci dello stile Mod. Ma il culmine arrivò quando il Time mi citò in un servizio dedicato alla Swinging London e quando i registi di Alfie, Blow up e Modesty Blaise mi scelsero per i loro film. Se ci fosse stato Twitter a quei tempi avrei superato Lady Gaga per il numero di followers. L’appellativo meschino di quello scribacchino di Dickens era ormai un ricordo sbiadito rimpiazzato da commenti decisamente più esaltanti: stilosa, unica, sperimentale, eclettica, di tendenza, leggendaria. E via discorrendo. Perdonate lo sfogo presuntuoso del mio ego smisurato. Ma, it’s true, tutti mi vogliono e tutti mi cercano, sono un punto di riferimento ,un polo d’attrazione, una mecca per  artisti musicisti talenti emergenti cantanti stilisti gente comune… Ho deciso quindi di ricompensare  la loro costante ammirazione e stima organizzando un party strepitoso. È un festival musicale che si terrà il 6 luglio da me, non a caso si chiama Carnaby Sound, dalle 12 alle 19, 7 ore consecutive di divertimento sfrenato. Sono la padrona di casa per cui è tutto a spese mie e per dilettare il pubblico ho invitato 15 gruppi che si esibiranno live-spero non mi denuncino per inquinamento acustico-e 20 Dj che mi hanno frequentato in questi decenni e che spaziano dal Jazz al Blues, dall’ Urban al Rock, dal Punk alla Psichedelica. E l’intrattenimento musicale è completo, direi. Ma ho voluto esagerare e ho aggiunto un Gourmet Street Festival, un Real Ale e un Cider Festival con mostre eventi esibizioni artistiche studiate ad hoc e, come se non bastasse, ho coinvolto anche i negozi di alta moda che garantiranno promozioni e offerte sui capi d’haute couture più belli. Un impasto di arte musica cibo moda che mi rappresenta al meglio: d’altronde è quello per cui sono nata. È quello per cui vivrò sempre. Almeno fino alla prossima evoluzione…

Don’t miss, waiting for you

With love, Carnaby Street