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Milano e la fotografia

Dal 21 marzo al 30 aprile, il Photofestival porta a Milano l’arte dell’obiettivo. Le mostre da non perdere

Dal 21 marzo al 30 aprile, il Photofestival porta a Milano l’arte dell’obiettivo. Le mostre da non perdere


Di Barbara Pietrasanta

Sono partiti, uno dopo l’altro, gli eventi milanesi dedicati alla fotografia in moltissimi luoghi della città. Oltre un centinaio di mostre in spazi pubblici, fondazioni e gallerie dedicate a foto d’autore e inserite nell’appuntamento annuale di Photofestival, dal 21 marzo al 30 aprile, che muove un numero considerevole di visitatori appassionati dell’arte attraverso l’obbiettivo. Tra le tante proposte ecco alcune che, a mio parere, meritano attenzione.

Partendo dalle immagini del celebre fotografo francese Robert Doisneau in mostra allo Spazio Oberdan, segnalo alla biblioteca di Palazzo Sormani le foto del milanese Virgilio Carnisio che svelano angoli nascosti di Milano attraverso le sue tipiche osterie. A Cà di Frà in via Farini il fotogiornalismo di Uliano Lucas per riviste e quotidiani tra i più importanti del mondo e al Civico Archivio fotografico in Piazza Castello le immagini di una Birmania di fine ottocento scattate dal veneziano Felice Beato. Al Museo Bagatti Valsecchi giovani autori documentano le scene dietro le quinte con un vero e proprio viaggio in immagini all’interno del mondo dello spettacolo e al Civico Acquario uno sguardo da parte di diversi artisti sull’acqua, proprio nell’anno internazionale di cooperazione nel settore idrico.

Infine, nello spazio di via Pisacane Camera16, il tema dell’omosessualità presentato attraverso molteplici prospettive, sia esistenziali che estetiche, di diversi autori tra cui Paolo Barbieri, Noritoshi Hirakawa, Lisetta Carmi e Wolfgang Tillmans.

Ma la quantità di proposte è davvero alta e dislocata in spazi e luoghi tra i più diversi. Si palesano, in questo insieme, le potenzialità del mezzo fotografico, che varia a seconda dei suoi diversi trattamenti, del modo in cui ci si relaziona con soggetti e tematiche, sfiorando una capacità rappresentativa che va ben oltre il mezzo, accostandosi e ibridandosi con i linguaggi esplorati da altri media e ricerche.

Lo scatto, che in questi ultimi tempi veloci, ci regalava l’attimo fermo, rubato al quotidiano e ad un’oggettività comprensibile, ora entra nel gioco della non rivelazione, per diventare più fluido e impalpabile nell’incertezza liquida dei nostri tempi.

La guida-catalogo è consultabile e scaricabile al sito www.photofestival-milano.it