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Le altre vie della seta

Non una ma tante vie, dopo un incontro all’ITB parte il progetto ‘Heritage Corridors’ per recuperare gli itinerari dimenticati

Di Teresa Cremona

Via della Seta è una definizione unitaria e romantica inventata nell’’800 dallo studioso tedesco Ferdinand von Richtofen. Nella realtà non esisteva una sola Via, ma esistevano molti percorsi che mutavano continuamente a causa delle difficoltà contingenti, solo uno rimase invariato nei secoli quello che giungeva all’oasi di Dunhuang e da lì proseguiva, o lungo i limiti settentrionali o lungo quelli meridionali del deserto del Taklamakan, per poi ricongiungersi a Kashgar da dove, valicati i passi montani del Pamir, proseguiva verso l’India o verso l’altopiano dell’Iran e poi verso il Tigri e l’Eufrate. Le carovane dunque rimanevano ai margini del deserto, ne seguivano il perimetro lungo la collana delle oasi, Kuqa, Turpan e Dunhuang, all’epoca città fiorenti e autosufficienti e dotate di complessi sistemi di irrigazione.

La scorsa settimana in occasione della ITB, ha avuto luogo a Berlino, il 3rd Silk Road Ministers Meeting, a conclusione della quale i paesi partecipanti hanno concordato una serie di iniziative transfrontaliere volte a promuovere il turismo ma anche la salvaguardia del patrimonio culturale della regione.

Quinidi le autorità del turismo e della cultura dei Paesi della Via della Seta, si sono impegnati nella creazione di ‘Heritage Corridors’ itinerari su quella complessa rete che dal III secolo avanti Cristo le carovane percorrevano in Asia Centrale, trasportando mercanzie, ma con le merci viaggiavano gli uomini e con gli uomini notizie e cultura.

Ministri e Vice Ministri del Turismo di oltre 20 paesi hanno partecipato a questo evento, insieme con esperti internazionali e con rappresentanti del UNWTO e dell’UNESCO.

A seguito della riunione, l’ONU ha annunciato l’intenzione di creare UNWTO-UNESCO ‘Silk Road Heritage Corridors’
Questi corridoi cercheranno di stabilire percorsi turistici cross-border, con politiche di agevolazione per il rilascio dei visiti e facilitazioni di transito ai valichi di frontiera. A questo proposito, il Tagikistan ha annunciato l’apertura del Passo Kulma, al confine con la Cina, per i visitatori internazionali, mentre il Kazakistan ha dichiarato la sua intenzione di istituire una zona Central Asia con esenzione dal visto.