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Coppola style

Intervista a Francis Ford, imprenditore turistico del lusso. Il suo quinto hotel è a Bernalda, paese di origine della famiglia

L’altro volto di Francis Ford, imprenditore turistico del lusso. Il suo quinto hotel è a Bernalda, paese di origine della famiglia

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a cura di Sara Magro

Francis Ford Coppola è indiscutibilmente uno dei maggiori registi, sceneggiatori e produttori della New Hollywood. Lo confermano film culto come Il Padrino e Apocalypse Now e poi sei Oscar, due Palme d’Oro a Cannes, un Leone d’Oro a Venezia. Ma dagli anni Novanta, Coppola è anche un imprenditore del turismo. La sua carriera nel settore è iniziata quando ha comprato la prima proprietà in Belize negli anni Ottanta. Da lì in poi ha creato una collezione di cinque boutique hotel e resort (www.coppolaresorts.com), dalla foresta tropicale alla campagna lucana, alla città, ai quali si aggiungono un ristorante a San Francisco (il Cafe Zoetrope) e una tenuta vitivinicola nella regione di Sonoma in California con ristori e una rivendita di cibi italiani (Mammarella Foods). L’inaugurazione più recente, nel marzo 2011, è Palazzo Margherita, un piccolo albergo con nove camere in una villa dell’Ottocento con giardino a Bernalda, il paese in provincia di Matera da dove nonno Coppola emigrò all’inizio del Novecento per cercare fortuna in America.

Prima di essere un hotel Palazzo Margherita è una casa di famiglia, dove infatti si è sposata Sofia Coppola con Thomas Mars nell’agosto del 2011, e dove vengono ospitati spesso amici e parenti. Questa nuova proprietà, come tutte le altre, ha qualcosa di diverso dagli altri alberghi di altissimo livello in giro per il modno. La differenza è che il regista Francis Ford Coppola ha creato luoghi dove il signor Coppola starebbe perfettamente a suo agio. Così non ci sono stereotipi del lusso, ma scelte di gusto personale che invitano a un modo di intendere il piacere e la vita da parte di chi ha visito posti stupendi, ha soggiornato negli hotel più costosi del mondo, conosce e frequenta il jet set internazionale. I suoi resort sono un’interpretazione dei luoghi in cui si trovano e del modo migliore per viverli.

Per sua stessa dichiarazione Francis Ford Coppola preferisce gli hotel piccoli e rustici. Per il dove, le sue mete sembrano suggerite dal principio più semplice: va dove lo portano i suoi film e il cuore, ovvero nei luoghi di origine, quindi in  Italia, quindi in Tunisia. Ne parliamo con lui.

Come è iniziato il suo business nell’hotellerie?
È avvenuto tutto in modo molto naturale, mentre giravo Apocalypse Now. Sono stato a lungo nelle Filippine e ho preso confidenza con la giungla. Inizialmente volevo comprare un’isoletta per la famiglia laggiù, ma mia moglie ha consigliato di cercare qualcosa di più vicino a casa. Quindi quando il Belize è diventato nazione nel 1981, sono andato a visitarlo e ho comprato lì un piccolo lodge. All’inizio ci andavo ogni tanto con i miei figli, ma tra un soggiorno e l’altro ci voleva qualcuno che sorvegliasse e si prendesse cura della casa. Così, quasi senza accorgermene, è diventato un resort aperto al pubblico, anzi uno dei “best resort” dell’America centrale e del sud.

A questo punto i resort sono cinque. Qual è l’ispirazione per creare un nuovo resort?
Senz’altro scelgo posti dove sto volentieri, oppure in un paese dove ho girato un film.

Qual è il segno distintivo dei resort Coppola?
Non ci crederà, ma i bagni sono importantissimi. I bagni dei miei resort sono senza dubbio migliori di quelli di casa: c’è la luce posizionata per leggere e nella doccia ci sono appoggi comodi per il sapone e i flaconi. Più in generale, curiamo in modo minuzioso ogni spazio e il décor. Devono essere belli, e sono bandite le opere d’arte finte.

La sua definizione del “Coppola lifestyle”?
Amore per la vita, per la famiglia e per la bellezza.

Va spesso nei suoi resort?
Ovviamente dipende dal ciclo delle cose, ma visito tutte le proprietà almeno due volte all’anno. Alcune sono più lussuose di altre, ma io personalmente preferisco quelle più rustiche.

Quali sono i servizi di un hotel che la fanno sentire a casa?
L’attenzione dedicata e lo stile della cucina, specialmente se la verdura e gli aromi sono coltivati sul posto. Poi contano i dettagli che rendono il soggiorno confortevole e soddisfano tutti i bisogni.

Com’è il suo rapporto con il suo paese di origine, Bernalda?
Credo che il passato sia una delle cose più importanti nella storia di una persona e di una famiglia. È fondamentale che i miei figli e i miei nipoti sappiano da dove provengono per capire meglio quello che sono. Per quanto mi riguarda, più che da mio nonno, che è morto quando avevo cinque anni, ho scoperto la storia della mia famiglia attraverso miei zii. Mio nonno aveva raccontato loro mille aneddoti divertenti di quando era piccolo e abitava a Bernalda, e loro le hanno raccontate a me. Così quando sono arrivato a Bernalda lì, mi sembrava di conoscere già molte cose. Per me anche un piccolo pezzo di terra è importante.

Ora è il suo turno. Come trasmette le sue radici italiane ai suoi figli e ai suoi nipoti?
Le storie che racconto, la mia cucina, i film che propongo di vedere sono espressione del mio amore per loro. Per il resto, credo che basti stare insieme.

Quando è andato la prima volta a Bernalda?
Ho visitato l’Europa per la prima volta nel 1962, mentre lavoravo in piccole produzioni. Sono stato a Dubrovnik per qualche mese, poi ho preso un traghetto e ho attraversato l’Adriatico per andare proprio a Bernalda. Ero curioso di vederla, ne avevo sentito parlare talmente tante volte da mio padre e dai miei zii. Ho incontrato dei cugini ed ero orgoglioso di essere il primo della famiglia a visitare il nostro paese di origine.

Cosa le piace di più della Basilicata?
Mi sono innamorato istantaneamente del cibo, del vino, della semplicità e della gentilezza delle persone.

La maggior parte dei suoi resort sono in America. E ora c’è anche Palazzo Margherita in Italia. Perché proprio lì?
A dire il vero non sono mai a caccia di un posto particolare, e non seguo delle strategie di ricerca particolari. Non ho regole, semplicemente gravito attorno ai luoghi che mi piacciono; oppure, come nel caso dell’Italia, ho scelto Bernalda in Lucania perché la mia famiglia ha origine lì.

Quando ha visto il Palazzo per la prima volta? Ha pensato subito di farne un hotel?
Ci hanno fatto entrare a Palazzo Margherita per vedere la festa del paese, un agosto di qualche anno fa. Il balcone si affacciava proprio davanti al podio della banda. Successivamente ho saputo che la casa era in vendita, e l’ho comprata; ma certo non avevo propositi ambiziosi, non sapevo cosa ci avrei fatto, né avevo un’idea precisa di restauro.

Che tipo di hotel è Palazzo Margherita?
Palazzo Margherita è un mondo a sé. Un’esperienza di lusso con stanze molto grandi, pareti e soffitti affrescati, interni raffinati. E ha anche un grande giardino, cosicché potrebbe essere paragonato a un piccolo paradiso. Poi però basta uscire dal cancello e ci si trova nel centro di un borgo autentico, dove la gente ti accoglie come se fossi un vicino di casa, non un turista.

Anche Palazzo Margherita, come gli altri resort, sembra una casa di famiglia. È una scelta?
Credo che dia questa idea perché mi occupo personalmente di tutto, e poi faccio testare il risultato alla mia famiglia. Quindi è inevitabile che i posti riflettano i nostri gusti e i nostri desiderata.

Perché ha scelto il designer Jacques Grange per gli interni di Palazzo Margherita?
Non ho mai voluto cedere all’idea che solo gli uomini possono fare film sugli uomini o che solo gli italiani possono progettare una casa in Italia. Facciamo parte di una comunità mondiale, e a volte l’interpretazione di qualcuno di una cultura diversa cambia la prospettiva delle cose. Ho visto la casa bohemien-chic di Saint Laurent in Marocco disegnata da Jacques. Mi sembrava lo stile giusto anche per Palazzo Margherita, che immaginavo informale ma lussuoso. Adoro l’atmosfera dell’Africa del Nord; mi ricorda mia nonna che era tunisina. Insomma nella casa progettata da Grange c’erano tutti questi elementi ben miscelati in un ambiente sontuoso ed esotico dove sarei stato molto felice di soggiornare.

Siete affezionati a quel posto. Sua figlia Sofia si è addirittura sposata a Palazzo Margherita
È un bel posto con un grande giardino privato. Stupendo. Penso che proprio che la abbiano attratta il giardino e Bernalda, che per noi è un luogo divertente.

In 50 anni, la Basilicata è stata set di oltre 40 film. C’è un legame speciale tra la sua regione d’origine e il cinema. Anche lei ha in programma di produrre un film lì?
Al momento no. Sto lavorando a una sceneggiatura molto ambiziosa, direi la più difficile che abbia mai affrontato fino a ora, ma la storia si svolge a New York.

Quali sono i suoi posti preferiti in Basilicata?
Adoro il mare del Metaponto; passeggiare su e giù per il corso di Bernalda e salutare la gente; amo il parco davanti a Palazzo Margherita e il suo giardino meraviglioso.

Quali sono i prodotti lucani che preferisce?
L’olio d’oliva, il vino, la mozzarella, la lucanica (la salsiccia, ndr), il lampascione, il pane…guardi, potrei andare avanti all’infinito. Fanno anche del formaggio buonissimo e la mozzarella è fantastica per non parlare della pasta fatta a mano. Si possono provare anche piatti più esotici come le Capuzzelle (testine di agnello spaccate in due e cucinate, generalmente al forno, in un tegame con patate, ndr). Passando al vino, mi piacciono l’Alianico e il Primitivo.

Il suo indirizzo preferito per un drink a Bernalda:
L’Azimuth Cafè o il ristorante al Vecchio Frantoio (0835 543546).

Per pranzare?
Il bar Cinecittà, di fronte a Palazzo Margherita.

La festa che preferisce?
Quella di San Bernardo, e tutta la miriade di piccole celebrazioni e festival locali.

I suoi paesi preferiti in Italia?
Bernalda e Lecce. Lecce è una città bellissima con le chiese barocche e i bei palazzi.

Ad Alexander Valley, in California, lei produce vino. Qual etichetta ci consiglia particolarmente?
Produciamo molti vini regionali. Il migliore è l’Archimedes, ma il più apprezzato di tutti è il Diamond Claret.

Ha mai pensato a un “wine-movie”?
Attualmente faccio film che  riflettono la mia interpretazione della vita, quindi non è impossibile che il vino, prima o poi, non ne sia protagonista. Però per il momento non è nei miei progetti.

Quali sono le location più sorprendenti che ha scoperto in giro per il mondo?
Mi piacciono molto i filippini e trovo il loro Paese interessante e coinvolgente. Anche la Sicilia è un magnifico posto da visitare, la gente è generosa e accogliente.

Quale è stato il viaggio più bello della sua vita?
Ho avuto la fortuna di visitare la Siria, Damasco, Palmira e Aleppo. È stato un viaggio fantastico, il cibo era ottimo e la gente anche.

La sua prossima destinazione? E il suo prossimo resort?
Chissà? Amo Tunisi, la città di mia nonna.