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Hippie Nepal

A partire dall’Hippie Trail degli anni ’60-’70, il Nepal  da sempre la Terra Promessa dell’Anima conserva ancora un fascino ammaliatore offrendo sorrisi e serenità

di Teresa Scacchi

Il Nepal si riaffaccia sulla scena turistica internazionale con molte ed interessanti novità per chi desidera scoprirne la magica atmosfera, i paesaggi incredibili e la sua millenaria storia.

Il 2012 è stato un anno di grande successo per il Nepal che può a pieno diritto inserirsi fra le mete in forte ascesa, anche grazie allo stato di tranquillità che il Paese ha conquistato e mantenuto.

Lumbini, luogo di nascita del Buddha (623 a.C.) non è solo patrimonio Unesco, meta di pellegrinaggi dei fedeli, ma un sito archeologico tuttora in scoperta, testimonianza di passaggi importanti della Storia dell’umanità. “La vera pace viene da dentro, non cercarla al di fuori” disse il Buddha e pare che le sue parole trovino eco in questa sua bellissima terra: impervia eppur ospitale, maestosa ma colorata. Se la religione – ufficialmente l’induismo, ma in pratica un sincretismo di induismo e buddhismo, con influenze tantriche – è uno dei richiami più forti per il Paese, non va dimenticata la meravigliosa complessità di bellezze naturali e cultura millenaria.

Strade percorse dalle orme del Tempo attorniate dalle pagode con i famosi tetti sovrapposti; i bagliori luccicanti di migliaia di stupa; la maestosità delle sculture in pietra, le maschere dalle espressioni spaventose; le stanze con i tappeti e ruote della preghiera. E fuori il mormorio di esoterici inni tantrici, il frastuono dei saringhi e la carezza vellutata dei flauti, mentre variopinti danzatori mascherati volteggiano in ipnotiche evoluzioni.

I monasteri buddhisti sono anche una delle più famose e ricercate tappe dei circuiti trekking. Da sempre, il Nepal è meta amata dai trekkers di ogni nazione, grazie ai famosi 8000 himalayani (8 dei 14 esistenti al mondo sono infatti proprio in Nepal), ma oggi non è solo più ricercata dagli sportivi esperti e trekkers vari, ma anche dai semplici camminatori che decidono sempre più spesso di inserire un percorso a piedi durante la loro visita (40% del totale dei turisti.) In quest’ ottica sono stati inaugurati nuovi itinerari quali il Great Himalayan Trail, che vanta una flora, cultura e fauna senza eguali; il Guerrilla Trek che percorre la parte centrale del Paese sulle orme di quei guerrieri maoisti che fecero cadere la monarchia; lo Tsum Valley Trek addossato al Ganesh Himal, il Manaslu e, last but not least, l’originale Naar e Phu, bellissimo percorso attraverso il Parco degli Anapurna, con la variante ‘mozzafiato’ della traversata Tilicho-Jomoson o l’impegnativo passaggio in Mustang attraverso il Saribung La.

Nel 2013, inoltre, cade il 60° anniversario della prima ascensione dell’Everest (Hillary e Tenzing Sherpa, 1953), saranno quindi molteplici le occasioni per festeggiare l’avvenimento.

Inoltre, da sottolineare il grande successo del programma Home stay, sempre più richiesto per la genuinità del servizio, la meravigliosa natura che circonda i villaggi remoti, la condivisione delle attività quotidiane degli abitanti, oltre – e soprattutto – alla consapevolezza formativa di essere partecipi al sostentamento diretto dell’economia della comunità ospitante. Un’esperienza che Nepal Tourism Board è particolarmente attento ad offrire in qualità di approccio meno turistico e più autentico; qualcosa che rimanga oltre alle bellezze esotiche godute, divenendo parte dell’esperienza umana del viaggiatore (a cui viene comunque destinata un’attenta e decorosa accoglienza, controllata direttamente dal NTB).

Altra importante novità, le Città d’Arte della Valle di Kathmandu che mostrano finalmente alcuni meravigliosi luoghi come l’Hanuman Dhoka (a Kathmandu) e l’intera Durbar square di Patan mentre Lumbini è al centro di un vasto progetto di sviluppo culturale (Greater Lumbini) per riportare alla luce non solo i 3000 anni di storia della città ma anche la sua grande aura spirituale.

Sono poi numerose le feste che si susseguono durante l’anno: il Gai Jatra dedicato al dio della morte con le sue meravigliose sfilate; il Dasain, che chiude il periodo monsonico (in onore della dea Durga) profumato dai fiori consacrati e tinto del rosso del sangue sacrificale e del tika (il segno ’benedetto’ fatto sulla fronte dagli anziani) fino allacelebrazione di Tihar, rivolto alla moglie di Vishnù, Laxmi, dea della prosperità e della buona fortuna, la festa delle luci accese all’interno e all’esterno delle abitazioni per rendere brillante giorno e notte.

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