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Carnevale in Barbagia

Giro nei paesi dell’entroterra sardo per le sfilate di mamuthones, S’Urthu, sos merdùles e altre maschere grottesche

Viaggio in Sardegna, dal Supramonte alla costa occidentale, alla scoperta del più misterioso carnevale del Mediterraneo

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Testo e foto di Gianmario Marras

Maschere oscure, cornute, animalesche, quasi diaboliche, avanzano in una danza grottesca al ritmo dei campanacci legati sulla schiena. Non c’è nulla di allegro nelle origini del carnevale celebrato in Barbagia, in sardo Carrasegare, che vuole dire separare la carne, farla a brandelli mentre è ancora viva. La processione di maschere tristi, intagliate nel legno con tratti bestiali, secondo alcuni studiosi, commemora  come in un rito sacro l’imprigionamento e la morte di Dioniso, dio dell’energia vitale, della trasgressione e dell’estasi, venerato in forma di toro e fatto a pezzi dai titani.

Il simbolo più noti di questo carnevale sono i Mamuthones di Mamoiada: sfilano accompagnati dagli Issohadores, con indosso uno sgargiante corpetto rosso e una maschera bianca, nelle mani stringono una fune, sa soha, che fanno roteare abilmente sulla folla, catturando qualcuno qua e là. Intorno si suona e si balla nei bellissimi abiti tradizionali e a ogni tappa delle maschere in corteo, si offrono cibi caldi e profumati: carne arrosto, dolci di mandorle e miele, piccole tazze colme di vino rosso. Come spiega la studiosa di tradizioni popolari Dolores Turchi «la cattura e la morte di Dioniso viene rappresentata attraverso la cattura e la morte di una vittima sostitutiva. Le maschere si muovono in una sorta di danza zoppicante che rappresenta lo squilibrio deambulatorio tipico delle feste dionisiache». Così  il Mamuthone, altro non sarebbe che la raffigurazione del dio, e il carnevale nelle sue diverse forme, una rappresentazione della sua passione e morte.

Per capirne qualcosa in più,  fate visita al Museo delle Maschere Mediterranee di Mamoiada (piazza Europa 15, entrata 4 €; www.museodellemaschere.it). Con un interessante percorso guidato fra maschere provenienti da diversi paesi, si può ascoltare un’esauriente spiegazione sul significato del carnevale festeggiato da queste parti: a Gavoi, con il raduno di centinaia di tamburini, il cui suono rimbomba all’unisono, per le vie del paese il giovedì grasso; a Fonni, con la maschera di S’Urthu in pelli di caprone e il viso annerito dalla cenere; ad Austis, dove i terrificanti Colonganos, procedono con solennità quasi mistica, indossando maschere nere, decorate con pelli di volpe e martora, fronde intrecciate di corbezzolo, al suono di un carico di ossa bovine pendenti dalle spalle; a Ottana, con il travestimento grottesco di sos merdùles, vestiti di pelli e abiti logori, con maschera lignea dai tratti deformi e  sos boes, dalle lunghe corna, intagliate nel legno ravvivate da sgargianti decorazioni.

A Oristano, sulla costa occidentale, si assiste a un cambio di scena: smessi gli abiti pastorali e le maschere zoomorfe, si sale a cavallo, per correre la Sartiglia, giostra equestre in cui i cavalieri tentano di infilare una stella penzolante sulla pista, traendone auspici per l’anno agricolo, ma soprattutto dando sfoggio di abilità in un contesto simile a quello delle disfide medioevali. Sfrenata e temeraria è la corsa di Santu Lussurgiu, vicino a Oristano. Qui fra le alte mura delle case in pietra, la sfida è quella di Sa Carrela ‘e Nanti: abili cavallerizzi, lanciati galoppo in pariglie rasentano la folla in uno sfoggio avvincente di destrezza equestre. Davvero da non perdere

Informazioni
Sardegna Turismo: www.sardegnaturismo.it
Sardegna Grandi Eventi: www.sardegnagrandieventi.it

Come arrivare
In aereo, con Easy JetMeridianaRyan Air.
In traghetto con Sardinia Ferries da Livorno a Golfo Aranci, con la speciale offerta “Salto nel Carnevale” da 250 euro per 2 persone e 1 auto, per il viaggio a/r, 2 pernottamenti in cabina doppia, 2 cene e 2 prime colazioni. Partenza il lunedì, mercoledì, venerdì e domenica fino al 15 febbraio con rientro dalla Sardegna i martedì, giovedì e sabato dal fino al 16 febbraio. Tel. 199 400 500.

Dormire
Mamoiada: Locanda Sa Rosada, piazza Europa 2, tel. 0784 56713.  Camere accoglienti in una casa tipica ristrutturata, con ristorante. Doppia 60 euro

Nuoro: Hotel Sandalia, via Einaudi 12/14, tel. 078438353. Vicino ai luoghi del carnevale, recentemente ristrutturato, dispone di camere confortevoli e di buoni servizi. Doppia 70 euro.

Santu Lussurgiu: Albergo Diffuso Antica Dimora del Gruccione, via Michele Obinu 31, tel. 070513489. In un palazzo settecentesco di grande atmosfera, eccellente ristorante con menu di prodotti a chilometro zero. Doppia con colazione  90 euro

Mangiare
Gavoi: Ristorante Santa Rughe, via Carlo Felice 2, tel. 0784 53774. Per assaggiare la cucina di montagna: ottmi salumi e formaggi, paste fatte in casa, carne arrosto. Conto da 20 euro.
Santu Lussurgiu: Sas Benas, piazza San Giovanni, tel. 0783550870. Cucina con prodotti del territorio, pasta e salumi fatti in casa. Da 20 euro.
Cuglieri: Trattoria Desogos, vico Cugia 6, tel. 078539660. Locale rustico e familiare, cucina tipica verdure sottolio, ravioli, cinghiale e maialetto arrosto. Conto da 20 euro