Italy

Fendi restaura la fontana di Trevi

Con il progetto Fendi for Fountains la maison romana patrocina il recupero di monumenti eterni

“Fendi for Fountains” è il progetto per il restauro della Fontana di Trevi e del complesso delle Quattro Fontane


Roma Capitale ha presentato oggi i progetti di restauro della Fontana di Trevi e del complesso delle Quattro Fontane patrocinati da Fendi, in qualità di mecenate unico e partner del più ampio progetto “Fendi for Fountains”.

Alla conferenza stampa, il Sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno; l’Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico Dino Gasperini; il Sovrintendente Capitolino Umber to Broccoli, unitamente a Pietro Beccari Presidente e Amministratore Delegato Fendi; Karl Lager feld e Silvia Venturini Fendi hanno esposto le motivazioni alla base della stipula dell ’accordo tra la Maison romana e l ’Amministrazione Capitolina.

Al centro della convenzione, la salvaguardia di uno tra i più importanti e simbolici monumenti romani ed italiani, attraverso un complesso intervento di restauro; le cui tempistiche, modalità e fasi sono state annunciate nel corso della conferenza stampa.

L’Amministrazione Capitolina, la scorsa estate, con un impegno economico di 320mila euro, ha eseguito un intervento di somma urgenza sulla Fontana. Un accurato screening del monumento ha poi individuato le criticità del suo stato di conservazione e spinto il Sindaco a lanciare un appello per sensibilizzare grandi aziende o singoli privati ad un’azione di mecenatismo.

La maison Fendi, ha raccolto repentinamente l’appello dell’Amministrazione e con grande gioia si è dichiarata fin da subito fiera di poter contribuire alle operazioni di “salvataggio”, finanziandole in qualità di mecenate unico. Lo storico marchio romano, che vanta un legame profondo con la Città eterna, da cui ha sempre tratto grande ispirazione e stimolo culturale, è risultato tra i diversi donatori, quello che offriva la cifra a copertura totale dei costi di restauro di uno dei simboli più amati e noti di Roma, patrimonio dell’intera umanità.

Il Restauro della Fontana di Trevi è il primo di una serie di interventi conservativi che Fendi intende patrocinare con il progetto “Fendi for Fountains” mirato al risanamento e alla tutela di altre fontane storiche presenti sul territorio cittadino, attraverso un’azione costante e capillare di sostegno al patrimonio storico-ar tistico della Capitale.

Infatti, nella convenzione firmata il 14 dicembre 2012 Fendi ha donato a Roma Capitale non solo il contributo per il restauro di Fontana di Trevi (2milioni 180mila euro), ma anche il contributo per il restauro del complesso delle Quattro Fontane, posizionate presso l’omonimo incrocio con via XX Settembre.

La durata dei lavori necessari a restituire nel suo originario splendore, ai cittadini ed ai turisti, la fontana più fotografata al mondo, sarà di circa 20 mesi dall’avvio del cantiere, che presumibilmente concluderà gli interventi entro il 2015 (previa Gara ad evidenza pubblica per l’affidamento dei lavori).

Per il restauro delle Quattro Fontane, invece, l’affidamento dei lavori è previsto entro la fine del 2013, grazie alla messa in atto di una Gara ad evidenza pubblica con procedura ristretta.

Al termine dei lavori di restauro verrà installata in prossimità delle fontane oggetto degli interventi e per una durata massima di 4 anni, una targa con i ringraziamenti di Roma Capitale a Fendi.

Le recinsioni di cantiere non prevedono alcuna pubblicità, compresa quella relativa al marchio del mecenate, che invece sarà menzionata nei car telli di cantiere con apposizione del relativo logo.

Pietro Beccari, Presidente e AD Fendi: “Credo che, in questo momento storico, sia fondamentale che l’Italia e Roma in particolare si facciano portavoce di un messaggio positivo, di ricostruzione, rinnovamento, di restauro appunto, che venga trasmesso all’esterno e all’estero, come un segnale forte di cambiamento. E ritengo significativo il fatto che questo segnale provenga da una azienda romana storica come lo è FENDI. Questo progetto ci permette di asserire ancora una volta la nostra “romanità”, appartenenza geografica e culturale di cui siamo assolutamente fieri”.