NEWS

È nata Wikivoyage

Debutta online la guida partecipativa di Wikipedia: un passo in più verso il turismo 2.0. Chi vuol contribuire è benvenuto!

Debutta online la guida partecipativa di Wikipedia: un passo in più verso il turismo 2.0. Chi vuol contribuire è benvenuto!

Di Laura Ferrari

Wikivoyage è una nuova guida turistica gratuita, scritta da viaggiatori di tutto il mondo, dove trovare articoli su destinazioni in Italia, in  Europa e nei paesi extraeuropei. Un portale italiano che parla di turismo, viaggi, vacanze, attrazioni da vedere, escursioni, itinerari  da non perdere, manifestazioni, eventi e spettacoli, mostre e musei, parchi di divertimento, documenti di viaggio, usanze locali,  frasari, consigli pratici, discoteche, alberghi, ristoranti, trasporti pubblici e molto altro ancora.”

Così si presenta il nuovo prodotto targato Wikimedia Foundation, che segue la formula di successo dell’enciclopedia più celebre del web (e non solo): contenuti “dal basso”, realizzati da circa 200 Wiki-editor che pubblicano e aggiornano contributi frutto delle proprie esperienze nel mondo, sugellati da licenza Creative Commons.

Wikivoyage è disponibile in nove lingue (inglese, italiano, tedesco, olandese, francese, russo, portoghese, spagnolo e svedese), contiene attualmente 2.352 articoli e le sue pagine possono essere fruite sia su tablet o smartphone che scaricate su pdf per essere consultate off-line.

La sfida che raccoglie Wikivoyage non è da poco, se si pensa che si affaccia su uno scenario già denso di competitors, da Tripadvisor allo stesso Google, sempre più interessato all’area travel, che proprio lo scorso agosto ha rilevato la  casa editrice di guide Frommer’s. Ma l’ingresso dell’enciclopedia libera nel settore, se da una parte conferma il successo della formula del crowdsourcing, quale fonte di contenuti dalle infinite potenzialità, dall’altro si inserisce perfettamente nella nuova tendenza dell’informazione turistica: di fronte all’esubero di guide e itinerari firmati dai professionisti del settore (ma anche alla chiusura di tante testate), si amplia l’offerta di conoscenze condivise, che si muovono su piattaforme create ad hoc, per rispondere a una domanda di maggiore autenticità e aggiornamento, veicolata dalle indicazioni forse meno competenti, ma si suppone più disinteressate, di altri viaggiatori.

Non più testi per consumatori di mete, ma mete testate per consumare emozioni.