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Nella valle zen

Poco nota, lontana dai riflettori delle vacanze di moda, la ticinese Val Bavona, è solo boschi, cascate e baite: provatela per un weekend

Poco nota, lontana dai riflettori delle vacanze di moda, la ticinese Val Bavona, è solo boschi, cascate e baite: provatela per un weekend

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Testo e foto di Gianmario Marras

Un giardino fra le pietre. La Val Bavona, incassata fra le vertiginose Alpi Svizzere nel Canton Ticino, è un incanto segreto, lontano dai luoghi delle vacanze «globalizzate». Non ci sono alberghi con piscina, né spa all’avanguardia o ristoranti alla moda. Solo architetture estreme, costruzioni sotto la roccia mimetizzate tra macigni franati, recinti di orti e roseti. Un luogo all’insegna della razionalità abitativa, ma anche di una sorprendente, genuina passione per l’armonia, di un’intera comunità, che ha saputo confrontarsi con la potenza e con la durezza della natura, definendo nel tempo le idee, i comportamenti, le misure e i manufatti di un’antropologia dell’estremo. La Val Bavona ha solo un migliaio di abitanti. Per raggiungerla da Milano con l’auto basta un’ora e mezza.

Lungo la strada si può fare tappa al museo di valle Maggia, nel borgo di Cevio, che ospita mostre sulla storia del Canton Ticino nelle belle sale di due palazzi secenteschi (quest’anno compie 50 anni, museovalmaggia50.ch) o fare sosta per un bagno nelle limpide acque del fiume, che scorre formando anse sabbiose, laghetti e piccoli canyon, a lato della statale.

A Cavergno si lascia la Valle Maggia e si entra in Val Bavona. Improvvisamente lo scenario cambia: le pareti montuose si fanno ripidissime, enormi lastre di pietra e massi costellano lo stretto passaggio che fra boschi di faggi, betulle e larici secolari sale verso le Dodici Terre. Sono i nuclei abitativi che, autentica sfida alla natura, sorgono nel risicato fondovalle: case e stalle in pietra con muri a secco e solidi tetti in piode, torbe con il piano superiore in legno, che ricordano le costruzioni Walser, e gli splüi, spelonche trasformate in abitazioni degne di una favola dei fratelli Grimm. Tutto sembra immobile. Neppure l’energia elettrica è arrivata e si impiegano pannelli solari, gas e piccole turbine ad acqua.

Il percorso procede fra testimonianze della devozione popolare e prodigi della natura. A Fontana una cappella è dedicata ai Santi Giacomo e Filippo. A Ritorto il piccolo campanile secentesco della chiesetta di Santa Caterina sovrasta case arroccate su macigni giganti, creando una stupefacente simbiosi. La stessa che si ammira a Sabbione, visitando lo splüi sotto un masso segnato da una croce, con cinque cantine e una stalla dove persino le mucche devono scendere le scale. Foroglio è il luogo dove la valle genera l’effetto di una folgorazione: una cascata di 80 metri sembra precipitare proprio sulle case, creando con gli schizzi caligini iridescenti.

Sulle rive del fiume Bavona, che ne raccoglie le acque, si prova l’emozione di prendere il sole avvolti dalle nubi. In questo magnifico scenario la regista tedesca Leni Riefenstahl girò nel 1932 alcune scene del suo primo film Das Blaue Licht (La bella maledetta, http://www.youtube.com/watch?v=IjEgAS1ROKI), sul conflitto fra natura e civilizzazione. Le foto di scena scattate durante le riprese sono appese nella sala da pranzo del ristorante La Froda, dove dal 1928 si gustano specialità ticinesi. A pochi minuti di distanza, dopo il villaggio di San Carlo, parte la funivia Robiei che sale fino a 1.904 metri, per le escursioni verso laghi alpini e ghiacciai.

Come si raggiunge

Da Milano: A9 per Como e Chiasso, A2 elvetica per Bellinzona Sud, statale fino a Locarno, poi seguite provinciale per valle Maggia e val Bavona.

Informazioni: Valle Maggia Turismo, tel +41.91.7531885, www.vallemaggia.ch/

Per dormire

Ca’ Serafina a Lodano, tel. +41/91/7565060; caserafina.ch
Solo quattro camere doppie e una mansarda a tre letti, in una tipica casa ticinese dell’Ottocento, ristrutturata e arredata con cura. Doppia € 166

Cristallina Eco Hotel a Coglio, tel. +41/91/7531141; hotel-cristallina.ch
Semplice ed essenziale, è gestito secondo principi ecologici: pannelli solari, materiali naturali, ristorante vegetariano. Doppia € 125

Antica Osteria Dazio a Fusio Mogno, tel. +41/91/7551162
Sistemazione rustica a 1.280 metri, punto di partenza per le escursioni in alta montagna. Doppia €158

Per mangiare

La Froda Foroglio, tel. +41 91.7541181; www.lafroda.ch
Magnifica vista sotto la cascata. Salumi, zuppe, polenta, capretto, trote in carpione e dolci fatti in casa. Aperto dal 7 aprile al 1 novembre. € 30

Grotto al Pozzasc Peccia, tel. +41/91/7551604; grotto.pozzasc.ch
Tavoli in pietra vicino a un ruscello, servizio essenziale. Minestrone, risotto, polenta e brasato, formaggini, torta di pane, Barbera con gazzosa. Chiuso lunedì. € 25

Osteria al Sasso Avegno, tel. +41/91/7962308
Cucina tradizionale. Carpaccio di finocchio e carne secca, ravioli di ricotta, filetto di agnello, mousse al Toblerone. Chiuso lunedì. €35 .