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Vermeer a Roma

Per la prima volta in Italia una rassegna sul maestro olandese dal 27 settembre 2012 al 20 gennaio 2013 alle Scuderie del Quirinale

Chi viaggia per vedere un dipinto raro o l’opera omnia di un autore sparsa in diversi musei viene definito “Vermeer Tourist”, alludendo agli appassionati del pittore olandese (1632 – 1675), disposti a visitare 18 collezioni per vedere le 37 opere conosciute. Non è mai stato possibile trovarle riunite in un’unica sede (solo 26 sono spostabili), e nelle 8 maggiori mostre degli ultimi cento anni solo quella del 2003 al Prado di Madrid riuscì ad esporne l’incredibile numero di 9.

Dal 20 ottobre le Scuderie del Quirinale a Roma ospitano la prima rassegna in Italia sul maestro della pittura olandese del XVII secolo, riscoperto a metà dell’Ottocento e celebrato anche al cinema con il film di successo La ragazza dall’orecchino di perla. Conoscitore e mercante d’arte, dipingeva solo su commissione pochissimi quadri all’anno (45 in tutto), più che altro per mantenere la moglie e gli 11 figli. La raffinatezza esecutiva e il valore artistico gli furono riconosciuti nel 1866, quasi due secoli dopo, dal critico francese Théophile Thoré‐Bürger che gli dedicò una monografia. Da allora la sua fama tra gli ‘intenditori’ non ha mai smesso di crescere e oggi è considerato il massimo esponente del secolo d’oro olandese, protagonista della mostra-evento romana curata da Arthur K. Wheelock, Walter Liedtke e Sandrina Bandera.

Nell’esposizione alle Scuderie del Quirinale, il visitatore comprende come l’opera del maestro si rapporti con gli artisti olandesi: gli interni di Vermeer, per esempio, spesso rimaneggiati nelle decorazioni e pieni di oggetti non citati nell’inventario dei beni presenti nella casa in cui viveva, sono frutto d’invenzione o presi in prestito da altri, e dipinti sulla tela in uno spoglio sottotetto. Artista raffinatissimo e dotato di una straordinaria memoria visiva, Vermeer era sempre ben informato sulla produzione dei contemporanei olandesi, molti dei quali rappresentati in mostra. Saranno infatti esposte le opere degli artisti coevi tra i massimi protagonisti dell’arte di genere del secolo d’oro olandese: Carel Fabritius e Nicolaes Maes, pionieri degli effetti sperimentali e naturalistici attinenti allo spazio e alla luce, che Vermeer utilizzò per accrescere il realismo delle sue composizioni pittoriche; Gerard ter Borch, osservatore insolitamente empatico di giovani donne come lo stesso Vermeer, che da ter Borch trae ispirazione per i soggetti, migliorandone lo stile; Pieter de Hooch, tra i più celebri pittori dell’epoca, a sua volta ispiratosi a Vermeer. E ancora Gerrard Dou, il maestro del chiaroscuro applicato alle scene notturne “a lume di candela”, Gabriel Metsu, Frans van Mieris e Jacob Ochtervelt.

Nelle opere di Vermeer i colori dominanti sono il blu e il giallo. E’ noto anche come il “Maestro della luce olandese” per la sua straordinaria capacità di descrivere la luce del cielo d’Olanda.  Sembra, infatti, che dopo l’avanzata del terreno bonificato, il colore del cielo olandese sia cambiato perché la luce non è stata più riflessa verso l’alto dalle paludi e dai laghi. Questi dipinti sono una testimonianza preziosa per rivivere la delicata luminosità dei Cieli Olandesi

Il fascino di Vermeer e la sua straordinaria raffinatezza esecutiva sono stati riscoperti abbastanza recentemente. La sua fortuna  inizia, infatti, nella seconda metà dell’ 800 dopo che il critico francese Théophile Thoré-Bürger gli dedicò una appassionata monografia. E’ il 1866: sono passati quasi due secoli dalla sua morte, da allora la sua fama tra gli ‘intenditori’ non ha mai smesso di crescere. Sostenitori del suo genio e incantati dalle sue opere furono anche Teofilo Gautier, i fratelli Goncourt e, soprattutto, Proust che mostrò verso il pittore un interesse intenso e quasi fatale, riconoscendone le sottili affinità di temperamento. Non è chiaro chi insegnò l’arte della pittura a Vermeer e poco si conosce della sua biografia, fu lo stesso Bürger a definirlo ‘la Sfinge di Delft’. Eppure fu l’artista che insegnò a tutti a vedere la luce, pur avendo limitato al massimo il suo spazio espressivo.

Dopo essere stato oggetto per molto tempo di una fortuna critica altalenante deve una clamorosa riscoperta ad alcune indimenticabili e rarissime mostre fino al grande successo di quella tenutasi a Washington nel 1996, curata da Arthur Wheelock, fra i curatori di questa esposizione alle Scuderie del Quirinale.

Oltre a 50 opere di artisti simbolo del Secolo d’Oro olandese, vengono esposti otto capolavori di Vermeer:

The Girl with a Wineglass, 1659 – 1660
Olio su tela, cm 78 x 67
Herzog Anton Ulrich-Museum – Braunschweig

St. Praxedis, 1655
Olio su tela,  cm 101.6 x 82.6
BPJ Holding Corporation – Montecarlo

A Lady Standing at a Virginal, 1670 – 1673 c.
Olio su tela, cm 51,7 x 45,2
The National Gallery – Londra

A young Woman seated at the Virginal, 1670 – 1672 c.
Olio su tela, cm 25,1 x 20
Leiden Gallery – New York

The Allegory of the Catholic Faith, 1670 – 1674 c.
Olio su tela,  cm 114,3 x 88,9
The Metropolitan Museum of Art – New York

Woman with a Lute, 1662 – 1663
Olio su tela, cm 51,4 x 45,7
The Metropolitan Museum of Art – New York

Girl with a Red Hat, 1665 – 1667
Olio su tavola, cm 23,2 x 18,1
National Gallery of Art – Washington

Vermeer, il Secolo d’Oro dell’arte olandese
1 ottobre 2012-20 gennaio 2013
Scuderie del Quirinale
via XXIV Maggio 16, Roma,
prenotazioni: tel. 0639967500
www.scuderiequirinale.it
Orario: domenica-giovedì dalle 10 alle 20, venerdì e sabato fino alle 22.30
Biglietto: 10 euro