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Valencia in 48 ore

È proprio l’anno giusto per visitare la città spagnola, in crisi come molta Europa di questi tempi: due giorni di vacanza super!

Testo e foto di Gianmario Marras

Il pretesto è un volo low cost di Ryan Air (ryanair.com/it): Milano-Valencia 10,84 € a/r, a cui è difficile resistere, un paio di click ed ecco il biglietto, partenza ore 7, ritorno ore 19, con una notte in albergo. Ma come si fa a visitare in 48 ore una città dalla storia millenaria, con le radici in epoca romana, poi araba per 500 anni e nel medioevo capitale di un regno che attraversava il Mediterraneo dalle Baleari alla Grecia, passando per la Sardegna e il meridione italiano? E ancora agli albori del XXI secolo alla ribalta, per le avveniristiche architetture di Santiago Calatrava, valenciano doc, e per altre meraviglie che l’hanno resa una delle mete turistiche più amate dagli italiani in viaggio verso la penisola iberica? Noi, senza metter da parte le nostre convinzioni di slow traveller, ci abbiamo provato. Ecco il resoconto del viaggio.

1° giorno

Ore 9 Arrivo all’aeroporto, all’ufficio di informazioni turistiche, potrete farvi dare una mappa e le ultime notizie sugli eventi in corso è anche possibile ritirare la Valencia Tourist Card, che permette di ottenere una serie di vantaggi durante il soggiorno: viaggi illimitati sui mezzi pubblici entrata gratuita nei musei municipali, sconti in negozi, ristoranti e altro ancora. Costa 20 euro, per 48 ore (-10% se l’acquistate on line, prima della partenza, turisvalencia.es). Dall’aeroporto al centro storico, c’è la linea 3 della metropolitana.

Ore 9,30 L’albergo scelto è il Vincci Lys un 4 stelle con tutte le comodità a prezzi ragionevoli, nel centro storico, vicino alla fermata metropolitana di Xativa. A piedi si raggiungono tutti i principali monumenti, con i mezzi pubblici si arriva facilmente ovunque. (C/ Martinez Cubells 5, qr.net/iNNe; doppia da 84 euro)

Ore 10 Prima di addentrarvi nel centro storico, fate due passi verso l’Estación del Norte, uno dei gioielli dell’ Art Noveau cittadina, con portici, finestre e torri all’esterno ed eleganti sale interne rivestite in legno e decorate con mosaici e ceramiche raffiguranti scene contadine. A lato della stazione, c’è la Plaza de Toros che con i suoi 384 archi ricorda un’arena romana, pronta ad accogliere il pubblico appassionato delle corride annunciate da variopinti manifesti davanti all’entrata.

Ore 11 Camminate lungo il Paseo de Ruzafa, fra i tavoli all’aperto di bar e ristoranti (è zona pedonale), per arrivare alla Plaza de l’Ayuntamiento, vastissima, monumentale ma anche accogliente con le bancarelle di fiori freschi e una grande fontana al centro. La rappresentazione scenica è d’effetto in un susseguirsi di architetture d’ispirazione rinascimentale, barocca, neoclassica e altre con segni dello stile modernista, caratteristico della città: il palazzo municipale, con i torrioni circolari e il balcone dal quale si affacciano i reali in visita ufficiale, il palazzo delle poste con gli angeli alati e la cupola in ferro e cristallo. Al vertice della piazza triangolare, una breve deviazione a destra porta a Plaza Redonda con tettoia in legno e botteghe artigiane (la chiamano el clot, il buco), e al Palacio del Marqués de Dos Aguas, in stile rococò e splendida facciata in alabastro. Gli interni sono magnifici e ospitano il Museo della Ceramica (C/Poeta Querol 2, mnceramica.mcu.es). Porcellane da collezione le trovate in vendita al vicino negozio di Lladró (C/Poeta Querol 9, spedizioni a domicilio, lladro.com).

Sosta per un aperitivo con sidro e pintxos (snack di pane guarnito con vari ingredienti tenuto insieme da uno stuzzicadenti) da Sagardi, vicino alla Plaza Redonda. Ogni pintxo costa 1,80 € (San Vicente Martir 6, sagardi.com).

Ore 12 La Cattedrale con la torre del Miguelete (alta 51 metri, con 207 gradini per salire in cima) è vicinissima, costruita nello spazio dove sorgeva un tempio romano e in epoca araba una moschea. Ci sono voluti 500 anni per completarla, e si vede: la Puerta del Palau è romanica, quella de los Apostoles gotica e la Puerta de los Hierros barocca. All’interno, in una cappella medioevale, si può addirittura vedere il Santo Graal, il calice che Cristo avrebbe usato durante l’ultima cena (catedraldevalencia.es). Ma è all’aperto, su Plaza de la Virgen, che bisogna fermarsi, per osservare il flusso di persone e turisti, riposarsi, rinfrescarsi vicino alla grande fontana o al tavolo di un caffè e per assistere il giovedì a mezzogiorno, davanti alla cattedrale, alle sentenze del millenario Tribunal de las Aguas, che risolve tuttora in una decina di minuti controversie legate all’uso di terreni agricoli. Non è una messa in scena, le sentenze hanno valore legale!

Pranzo al ristorante La Lola, cucina innovativa e tavoli all’aperto in un vicolo  presso la cattedrale. Si spendono 15 € con un menu che arriva fino al dessert (Subida del Toledano 8; lalolarestaurante.com).

Ore 15 Ciutat de les Arts i les Ciències (apertura 10-19, cac.es), si arriva in autobus (vicino a Plaza dell’Ayuntamiento il n.19 e il 35) e non si può che rimanere abbagliati dallo spettacolo creato dalle architetture disegnate da Santiago Calatrava e Felix Candela. Come enormi concrezioni in vetro e cemento, strutture dalle forme bizzarre ospitano sale concerti, cinema maxi formato e planetario, un museo delle scienze interattivo e il più grande parco marino d’Europa: l’Oceanografic, 42 milioni di litri d’acqua per raccontare gli ecosistemi marini della Terra, dai Tropici all’Antartico, ma soprattutto per entrare in contatto in maniera del tutto nuova con la fauna marina, nuotare sott’acqua con gli squali e dormire con loro, passare una giornata con beluga, foche e trichechi insieme a un esperto e fino al 31 agosto assistere in notturna a spettacolari esibizioni di nuoto sincronizzato con i delfini (cac.es/oceanografic).

Cena all’interno dell’Oceanografico, al ristorante Submarino: nel menu ottima cucina valenciana, i tavoli sono sott’acqua, si sta come in una boccia di vetro con pesci di ogni genere che nuotano intorno. Si spendono circa 40 € ed è consigliata la prenotazione (tel. +34/961975565, restaurantesubmarino.es).

Oppure, più vicino al centro storico, che ha di recente ricevuto 1 stella Michelin c’è il ristorante Riff: ambiente minimalista e cucina ispirata ai classici proposta in maniera originale dallo chef Bernd Knöller, nato a Stoccarda e innamorato del Mediterraneo. Si va dalla zuppa di ostriche con alghe, al cerdo ibérico con aromi di coriandolo e cannella. Menu da 49 € in su (C/Conde Altea 18, tel.  +34/963335353; restaurante-riff.com)

Ore 22,30 Atmosfere gitane a La Bulería, dove alle 23 si mette in scena il miglior spettacolo di flamenco della città. Dall’Oceanografico ci vogliono pochi minuti in taxi (entrata con la consumazione  27 €, C/Obispo Jaime Pérez 24).

L’aria delle nuove tendenze valenciane, si respira attorno al quartiere Ruzafa, l’indirizzo giusto è Sala Matisse, dove si organizzano esposizioni, rappresentazioni teatrali e concerti (C/de Campoamor 60, salamatisse.es). A tirar tardi alla classica maniera, fra tapas, agua de Valencia (cocktail a base di vino frizzante, succo d’arancia, gin e vodka) e musica, si va al Barrio del Carmen nei locali attorno a Calle Caballeros, nel dehors sotto gli alberi del Saunt Jaume (C/Caballeros 51), al bar Negrito nella piazzetta omonima, per “tomar una caña” (prendere una birra) o per ballare  nelle sale affollate della Bolseria (c/Bolseria 41, entrata libera).

2° giorno

Ore 9 Breve giro nel centro storico per non perdere la suggestione di profumi e colori del Mercado Central, uno dei simboli dell’epoca modernista: costruito nel 1928 in  metallo e vetro, è decorato con ceramiche e mosaici e con una navata centrale culminante in una grande cupola. Però, una volta entrati, l’attenzione va tutta alle 1200 bancarelle che riempiono le sale: frutta, verdura, carne, insaccati frutti di mare e pesce che dichiarano l’opulenza della produzione agricola della Huerta (l’area pianeggiante attorno alla città resa fertile dalle inondazione del fiume Turia), del suo mare e delle sue lagune. Di fronte al mercato, si trova la Lonja de la Seda (borsa della seta), splendido esempio di architettura gotica non religiosa (è Patrimonio Unesco), simbolo del potere commerciale del Regno d’Aragona nel XV secolo. Nei suoi saloni avevano luogo le contrattazioni commerciali e si amministrava la giustizia marittima. Costruito come una cattedrale, l’edificio è pieno di simboli e di qualche buffa oscenità (se avete un binocolo, osservate bene le gargolle all’esterno dell’edificio).

Nei dintorni:

Gioielli d’autore alla Joyeria Gracia, la bottega orafa dove Vicente Gracia, con una lunga tradizione familiare disegna e realizza oggetti preziosi e unici, ispirati dalla fantasia e dal mito di antiche storie che si perdono nel Siglo de Oro valenciano e lungo la“Via della Seta, della quale Valencia era uno dei punti d’arrivo. Veri e propri talismani in cui prendono forma potenti simbolismi, nella luce fiammeggiante di opali, turchesi, zaffiri e pietre di luna (C/de La Paz 4, vicentegraciajoyas.com).

L’Horchateria El Siglo è un locale storico aperto nel 1836. È famosa per l’horchata, una bevanda dissetante, servita fresca, fatta con latte vegetale ricavato dai tuberi di Cyperus Esculentus, qui chiamati chufas (Plaza Santa Catalina 11, horchateriasantacatalina.com).

Ore 10,30 Si va al mare! Dal centro bastano pochi minuti con la linea metropolitana 3 e poi 4. Si scende alla fermata Neptú, vicino al porto turistico e al palazzo Veles e Vents progettato da David Chipperfield per offrire un belvedere sulle regate dell’Americas’s Cup. Vicino alla spiaggia si può noleggiare una bicicletta e pedalare lungo i 7 chilometri del Paseo Maritimo (Avda Puerto 141, doyoubike.com) oppure decidere di prendere il largo su un catamarano a vela alla scoperta della costa (mundomarino.es).

Per il pranzo, di fronte alla spiaggia, c’è la paella preparata a La Pepica, una trattoria storica, aperta dal 1898, dove anche Hemingway amava fare sosta. All’interno tante fotografie in bianco e nero testimoniano il suo passaggio e una bella cucina aperta dà occasione per rubare qualche segreto nella preparazione della paella e degli altri gustosissimi piatti di pesci e crostacei (lapepica.com).

Se invece volete rilassarvi in un ambiente tradizionale, puntate decisi verso Casa Montaña, a una decina di minuti a piedi dall’arenile, seduti alle rustiche tavole fra vecchie botti, potrete scegliere fra decine di gustose tapas e fra gli ottimi vini della fornitissima cantina (C/Escalante 94, emilianobodega.com).

Ore 14,30 Mancano poche ore alla partenza, quindi meglio prendere il taxi (tel. +34/963703333), e in una decina di minuti arrivare al Bioparc, al termine del Parque de Cabecera, nel letto deviato del fiume Turia. Se avete in mente i tristi zoo cittadini, qui  non potrete che rimanere a bocca aperta: in uno spazio di 100.000 mq sono stati ricreati diversi ambienti del continente africano, dal Madagascar alla Savana, con 4.000 animali di 250 specie. Il concetto di zoo-immersion è finalizzato a “sviluppare la sensibilità ambientale” dei visitatori e per questo l’ambiente originale delle diverse specie è stato attentamente ricostruito. Non ci sono gabbie, gli animali sono separati da barriere naturali. L’esperienza (soprattutto con i bambini) è davvero unica (orario agosto 10-21, settembre 10-19,  bioparcvalencia.es).

Per l’aeroporto: in 5 minuti a piedi, si raggiunge  la fermata metropolitana 9 d’Octubre, si arriva al centro storico (3° fermata Xativa) per recuperare in albergo l’eventuale bagaglio e si risale sul metrò, sempre linea 3 in direzione aeroporto.

Altri hotel

Caro Hotel 26 camere in un nobile palazzo ottocentesco nel cuore del centro storico, doppia da 136 euro (C/Almirante 14, tel. +34/963059000; carohotel.com).

Casa Azul 4 camere a tema di grande atmosfera in edificio vicino al Mercado Central, doppia da 80 euro (C/de Palafox 7, tel. +34 963511100; lacasaazulvinosandrooms.com).

Vinccy Palace Design Hotel, in ottima posizione, doppia da € 84 (C/La Paz 42, tel. 0034 962062377; vinccihoteles.com).

Ding Dong Places 3 diverse strutture ricavate in edifici del centro storico. Sistemazione all’insegna dell’essenzialità, ma sempre con un minimo di stile, gli arredi e la misura delle camere sono ridotti all’indispensabile, in bagno si trovano solo gli asciugamani, ma il costo di una doppia può arrivare a 40 euro (dingdongplaces.com).