CRUISE

Scuola di vela e di vita

Diario di bordo di un giovane velista alle prime armi e alla prima volta in vacanza senza mamma e papà a Porto Pollo (Sardegna)

Diario di bordo di un giovane velista alle prime armi e alla prima volta in vacanza senza mamma e papà a Porto Pollo in Sardegna


Di Filippo Costantini

La Sardegna: bel posto per prendere il sole o fare bagni, ma lo è ancor di più per praticare uno sport stupendo chiamato vela. Io sono Filippo e vi voglio raccontare la mia stupenda vacanza, per farvi provare le emozioni che ho provato io nel corso di quella settimana. Siamo partiti dalla stazione di Milano Centrale, dove c’è stato il ritrovo di tutti i partecipanti. Prima grande eccitazione! Conoscevo solo un bambino che però non mi dava troppa sicurezza; ha la mia età ed era anche lui alla prima esperienza di quel tipo. Intorno a me ho visto solo “giganti”: ragazzi di 13, 14 e 15 anni e, francamente, ho sentito un brivido nella schiena. Come sarebbe stato il soggiorno in quel posto lontano, insieme a ragazzi esperti, in mezzo al mare, guidando una barca a me sconosciuta?

La verità è che io mi adatto presto alle situazioni e, salito in treno, ho cercato di conoscere una gran parte di quelli che sono diventati, poi, miei grandi amici.

Arrivati a Genova, ci siamo trasferiti, con un pullmino, al porto e ci siamo imbarcati su una nave tutta colorata di bianco e di azzurro: la Moby Line. All’interno è molto bella, c’è persino una discoteca per allietare il viaggio ai turisti. La traversata è durata tutta la notte, ma, per fortuna, il mare era calmo, così non ho sofferto per nulla.  Dopo aver posizionato in terra i nostri sacchi a pelo, abbiamo tentato di dormire ma, tra risate, chiacchiere e scherzetti, praticamente non abbiamo chiuso occhio. Siamo arrivati al mattino presto ed il trasferimento a Porto Pollo, base della nostra scuola chiamata “Orza minore”, è avvenuto in pullmino, di proprietà della scuola stessa. La piccola residenza, che ci ha accolto per una settimana, era proprio di fronte alla spiaggia dove facevamo il nostro corso di vela. Ogni giorno dovevamo faticare un po’ perché le vele erano abbastanza pesanti da trasportare, ma ne valeva la pena perché dopo che ti eri vestito e avevi armato la barca era l’ora di andare in acqua e dominare le onde.

Finite le due ore di lezione in mare,  andavamo tutti a mangiare e quando arrivavamo alla base avevamo un solo pensiero: cibo! Eravamo stanchi e affamati ma felici di aver imparato qualcosa di nuovo e di complesso. Il pranzo era preparato da un cuoco eccezionale e a turno un gruppo di bambini apparecchiava, sparecchiava la tavola e lavava i piatti. Per me non era una novità, a volte lo faccio anche a casa.

C’era il momento libero per fare quello che volevamo, di solito dei giochi. Poi si torna alla vela, prima con una lezione teorica, poi di nuovo in mare. La sera dopo cena si andava quasi sempre a prendere il gelato non lontano dalla nostra residenza ed era un momento bello, in cui mi rilassavo e rivivevo tutte le emozioni della giornata, scherzando anche con i miei amici su ciò che era accaduto durante le lezioni.

Gli istruttori erano piuttosto esigenti, ma anche comprensivi quando commettevamo errori di manovra ed inevitabilmente scuffiavamo. A volte lo facevamo apposta, per tuffarci in mare e fare un bagnetto fuori programma.

I ragazzi più grandi, che inizialmente mi spaventavano, mi hanno scelto come mascotte del loro gruppo e una sera hanno chiesto alla nostra responsabile Maria Pia di farmi dormire con loro. Ero lusingato di aver conquistato amici più grandi di quattro o cinque anni. Una prova in più che questa vacanza mi ha fatto crescere!

È stata una settima splendida e a chi leggerà queste righe posso solo dire di provare a vivere anche lui questa meravigliosa vacanza a Porto Pollo.
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