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Turismo per sempre

Crisi: tu mi stressi e io espatrio. Secondo un articolo uscito su Panorama, il primo posto per farsi una nuova vita è il Costa Rica

Fonte: Panorama

Me ne vado. Un desiderio (un sogno? una necessità?) che non coglie solo me: la crisi dell’euro, l’aumento del costo della benzina, gli esodati, la disoccupazione, i dipendenti a rischio licenziamento/cassa integrazione, professionisti e imprenditori incerti sul loro futuro e su quello dei loro figli… e la voglia di fuggire dall’Italia (forse dall’Europa) si trasforma in un progetto.

Così ho iniziato a raccogliere informazioni che potrebbero tornare utili a me e a chi ha già trovato il coraggio o sta valutando l’opportunità di mollare tutto e rifarsi una vita (più serena, forse più agiata) in un’altra parte del mondo. Non ho dovuto faticare per scoprire che negli ultimi anni l’argomento è stato trattato e sviscerato da molti magazine: a fine gennaio The Guardian ha pubblicato The five best places to live in the world, and why mentre Forbes ha recentemente stilato una classifica dei luoghi in cui si vive meglio basandosi su una ricerca condotta con la partnership del colosso bancario HSBC, che la scorsa estate ha intervistato 3.500 espatriati in tutto il mondo.

Secondo la stima dell’Istat aggiornata al 13 giugno 2012, sono 3.916.023 gli italiani residenti all’estero (di cui 1.653.460 in America – quasi la metà in Argentina) e la recessione sta spingendo un numero crescente di connazionali a valutare il cambio di residenza.

Prima di fare un passo così impegnativo però sarebbe il caso di:

trovare la destinazione senza farsi condizionare troppo dall’immaginario esotico: un posto paradisiaco può esser ok ma è importante verificare che il costo della vita sia inferiore a quello dell’Italia (meglio un Paese in fase di sviluppo e con un’economia e una politica stabili).

rivolgersi all’ambasciata o al consolato in Italia per avere informazioni aggiornate e farsi indicare come contattare la comunità di italiani già residenti nel Paese, per raccogliere racconti e impressioni sulle reali opportunità e difficoltà da chi le sta vivendo in prima persona.

– prima di decidere, farsi una lunga vacanza in loco per capire se il posto è all’altezza delle aspettative, indagare su quali sono le reali possibilità di lavoro o di business, informarsi sulle leggi locali in materia di espatrio e sulle agevolazioni fiscali. Non è da sottovalutare un’approfondimento sulla situazione in campo sanitario e sull’educazione scolastica (in caso di figli piccoli).

Naturalmente non si espatria (solo) per andare a fare la bella vita. Se non si ha già un’idea precisa sul business da avviare, conviene rimanere aggiornati sulle opportunità di lavoro all’estero monitorando uno dei siti (c’è l’imbarazzo della scelta) che offrono una panoramica delle proposte di lavoro all’estero (vedere per esempio: careerjet, telegraph, eurojobs).

Le variabili che portano a scegliere un Paese piuttosto che un altro sono tantissime. Molto dipende da cosa si cerca: l’opportunità di un accrescimento professionale e di una remunerazione più alta per condurre una vita agiata rispetto  a quella che si conduce in Italia, oppure un luogo che permetta di vivere decorosamente ma soprattutto con un’alta qualità della vita. Come risultato della mia ricerca, considerando che se devo cambiare residenza deve essere vicino al mare e a contatto con la natura, ecco una personalissima top 5: clicca qui per continuare la lettura.