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Praga senza folla

La capitale ceca è meravigliosa, ma in certi periodi un po’ troppo turistica. Dove trovare un po’ di quiete tra un monumento e l’altro

La capitale ceca è meravigliosa, ma in certi periodi un po’ troppo turistica. Come trovare un po’ di quiete tra un monumento e l’altro

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Di Sara Magro, foto di Aldo Agnelli

Andare a Praga nei giorni di vacanza canonica è imprudente, perché è invasa dai turisti. Ciononostante, in pratica, si parte non quando sarebbe meglio ma quando si può, spesso con i voli più cari e i migliori hotel già prenotati. Io, a Praga, ci sono andata quando c’erano tutti. Non alta stagione, altissima. Quindi dopo il primo giorno di full immersion nella folla, ho cominciato a pensare a una strategia per sfuggirle. Dopo la piazza di Stare Mesto, la prima andata e ritorno sul Ponte Carlo, toccata e fuga a Mala Strana, la crociera sulla Moldava con spiega della scenografia che non si capiva niente, un giro a Josevov (il quartiere ebraico) io e la mia banda (marito e figlia) abbiamo escogitato un piano B per andare controcorrente.

Partivamo avvantaggiati perché stavamo in un appartamento a Praha 3, fuori dal centro, ai piedi della Zizkov Tv Tower, uno dei pochi segni dell’epoca pre-Primavera, che sembra cancellata come un’onta. Di sera, cena sotto casa in una birreria qualunque, la mattina al mercato per comprare frutta e uova, croissant e pani, formaggi e certe torte a cinque-sei piani, che vendono a porzioni pantagrueliche; poi, la sera, di nuovo a casa, sfiniti dalla camminata, davanti alla tv con horror e cinepanettoni, che si capiscono anche in ceco.

Per il resto, ci si infilava in metrò e si sbucava in centro, com’è naturale: tutto da vedere, poco tempo e un fiume di gente ovunque, comprese lunghe file di cinesi. Però, non se ne parlava di seguire percorsi alternativi. Sarebbe assurdo andare a Praga per la prima volta e non vedere il municipio, la cattedrale di Tyn, il Castello, Mala Strana, Nove Mesto e gli altri bellissimi monumenti. In generale, per evitare le rotte turistiche, basta spostarsi di qualche metro e infilarsi in una galleria d’arte, cercare i luoghi del contemporaneo e improvvisamente Praga sembra una città di poche anime. Ecco però qualche consiglio per defilarsi quando se ne ha voglia.

Partire con gli strumenti giusti. La prima mossa è andare all’ufficio informazioni nel vecchio municipio in Staromestske Namesti per prendere il programma del mese, con mostre, rassegne, festival, concerti da vedere (tutti i giorni, orario 9-20). Allo scoccare dell’ora, sulla facciata dell’edificio gotico, si attiva il meccanismo dell’orologio del XV secolo. Per girare invece, la city guide Prague di Wallpaper è utile per trovare alberghi, ristoranti, locali e qualche itinerario poco battuto (8,95 €).

Museo Franz Kafka. A Mala Strana, la città vecchia di là del fiume, c’è un museo dedicato allo scrittore praghese con una bella documentazione sulla sua vita, le sue opere e il suo tempo: fotografie, manoscritti, diari, lettere, prime edizioni dei libri, le fidanzate, il circolo intellettuale di Madame Fanta. A dire il vero, ci passa un sacco di gente, che però non entra a vedere la mostra. L’attrattiva è una fontana in bronzo con due uomini fanno pipì su una vasca che ha la forma della Repubblica Ceca. È Piss di David Cerny, autore di molte sculture pubbliche e interattive: inviando un sms al numero indicato sulla scultura, le due statue eseguono con il getto il testo spedito, che tanto non è leggibile (Cielnà 2b, Praga 1, kafkamuseum.cz, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18).

Pausa caffè (o tè), solo se ci si trova in zona, da U Zeleneho, in Nerudova 19, Mala Strana. È uno dei 50 indirizzi della guida I caffè di Praga (Libor Studnicka, edizioni Art of Slide). Ma se ne incontrano altrettanti camminando per strada, senza passaparola. Per caso mi è capitato di entrare al Platyz, nel vicolo dove è stata girata la prima scena di Amadeus (Narodni 37). Guai a ordinare qualcosa al banco, a Praga non si usa, e chi ci prova si vedrà deriso. Nei caffè ci si siede, si legge, si chiacchiera, ci si guarda intorno, si sta.

La scena degli artisti dell’Est. Kampa, tra la Moldava e il canale, sembra proprio un’isola, un po’ a sé rispetto alla città. Nei giardini e sul lungofiume sono sparse alcune installazioni d’arte: una grande sedia appoggiata sulla chiusa del fiume, una fila di lanterne gialle a forma pinguini su un binario nell’acqua, quattro giganteschi pupi di bronzo di David Cerny che gattonano su un prato e su cui i bambini si arrampicano come al parco giochi. Dentro al Museo Kampa, sede di tre collezioni di arte moderna dell’Europa orientale, non c’è quasi nessuno. Così si ha il tempo di fermarsi davanti a una tela anche per un quarto d’ora. La collezione di Jan and Meda Mladekè è ampia e la vista dalle finestre è un’opera in sé (www.museumkampa.cz).

Una sera a teatro. Praga è la città della musica, a ogni angolo distribuiscono programmi per concerti di ogni genere. Però una cosa sono gli spettacoli per turisti, un’altra quelli del cartellone del Narodni Divadlo (narodni-divadlo.cz), il Teatro Nazionale in stile neorinascimentale, o quelli della Nova Scena, dall’altro lato della strada, sede di un auditorium e della compagnia Lanterna Magika (www.lanterna.cz). L’edificio è rivestito di 4000 formelle quadrate in vetro soffiato. Gli spettacoli dell’uno e dell’altro cominciano tra le 19 e le 20 e la biglietteria apre un’ora prima.

Fuori circuito. Dox è un centro per l’arte contemporanea, fuori dal centro. È uno spazio indipendente nato nel 2002 che espone fotografia, site specific, pittura, scultura e installazioni di oggi. Il tempo vola nel designshop, nel bookshop con riviste nuove e vintage e al bar ristoro (Poupětova 1, Praha 7, doxprague.org).

Architour. Narodni pamatnik na Vitkove, ovvero il memoriale nazionale, sulla collina di Vitkov, è un monolite austero che a prima vista sembra un lascito sovietico, che lo adoperò come quartiere generale. Invece è del 1932, e le sue sale sono un’infilata di sale coi soffitti alti e illuminate con vetrate piombate. Le scale portano a una specie di cripta con pilastri in marmo grigio e grandi tombe in marmo rosso dei legionari cechi caduti durante la prima guerra mondiale (U Památníku 1900, Praga 3, http://www.praguecityline.com/prague-monuments/narodni-pamatnik-national-memorial-at-vitkov).

Design ceco. Futurista Universum è un negozio in Betlemeske Namesti che vende solo oggetti di designer cechi, un po’ costoso (come tutto a Praga) ma interessante per capire come si muove la scena artistica: commerciale e abbastanza in linea con le tendenze europee (futurista.cz).