DESTINATIONS

Isole Cook

Bisogna fare il giro del mondo per approdare a queste isolette della Polinesia, lontanissime come si addice a un luogo di fuga

Bisogna fare il giro del mondo per approdare a queste isolette del Pacifico, lontanissime come si addice a un luogo di fuga

[slideshow id=62]

Testo di Gianmario Marras

Quindici isole, perdute come stelle nella galassia dell’Oceano Pacifico, 2 milioni di chilometri quadrati di mare per poco più di 240 chilometri quadrati di terra, lava e banchi di sabbia lungo la barriera corallina, abitati da 31.000 persone. “Frammenti staccati del globo”, come le aveva definite l’esploratore James Cook, uno dei primi europei ad arrivarci nel 1773. Divenute dall’Ottocento un mito per tutti i viaggiatori in fuga dal mondo, lontanissime dall’Italia, fra le Samoa e le Isole della Società.

Per arrivarci, si fa il giro del mondo (potete scegliere una tratta multiscalo e fermarvi negli Usa, in Australia e in Asia), ma poi una volta sulle isole tutto torna alla dimensione del chilometro (quasi) zero. Rarotonga l’isola principale, con la capitale Avarua, si visita in poche ore in scooter o su uno degli bus pubblici che girano giorno e notte lungo la strada costiera. La parte più spettacolare è quella che va da Muri a Tikioki beach, con le lagune azzurre e gli isolotti di Motutapu, Oneroa, Koromiri, raggiungibili a nuoto o in canoa. A piedi o in fuoristrada si va verso grotte e cascate; in barca si può uscire per una battuta di pesca d’altura, per immersioni subacquee o per fare whalewatching, soprattutto da luglio a ottobre. Da Rarotonga, su un piccolo aereo, si arriva in 50 minuti alla spettacolare laguna triangolare dell’atollo di Aitutaki, disseminata di scogli corallini, banchi di sabbia e isole verdissime all’interno della barriera corallina. È uno dei luoghi più belli della Polinesia. Per accorgersene basta salire camminando per una mezz’ora da Arutanga a Maungapu, il punto più alto dell’atollo e da lassù guardare le onde oceaniche che si infrangono sulla barriera con le tutte tonalità del blu e dell’azzurro del mare attorno al verde intenso della vegetazione. Aitutaki è davvero piccola e i 2.000 residenti si conoscono tutti, la vita qui rallenta drasticamente la velocità: un giorno si nuota con maschera e boccaglio, un altro si naviga in laguna tra l’isola di MainaHoneymoon Island One Foot Island. Si gira per cercare nei mercati le perle nere e per partecipare (ci vuole un invito, ma non è difficile trovarlo) a un umukai, il banchetto tradizionale sul quale trionfa l’iika mata, il pesce crudo marinato con lime e cocco a altre specialità. Il sabato tutto si ferma per la partita di rugby fra villaggi: si fa il tifo con la popolazione, la sera si fa festa con musica e danze. Le ragazze indossano il gonnellino in foglie di ti (pianta sacra della Polinesia) e corone di fiori di frangipane.

Informazioni in Italia: Cook Islands Tourism Corporation, tel. 0565837115

Informazioni per il soggiorno: www.cookislandstravel.com

Arrivare: con Air New Zealand da Milano o Roma, via Auckland o Los Angeles, www.airnewzealand.it

Tour Operator: Il Tempo Ritrovato, www.iltemporitrovato.it