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Livigno, piccolo Tibet

Sciare e snowboardare tra il Carosello e la Fun Mountain tutto il giorno. Poi piscina, sauna e altre piste (quelle da ballo)

Sciare e snowboardare tra il Carosello e la Fun Mountain tutto il giorno. Poi piscina, sauna e altre piste (quelle da ballo)

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Di Andrea Foschi

Mi guardo incredulo la punta degli scarponi. Ho uno squarcio nella plastica lungo almeno 15 centimetri. I – 20 °C hanno lasciato il segno su un materiale che ha fatto il suo tempo. Ho appena terminato la prima giornata di sci lungo il versante Carosello 3000, oltre 50 chilometri di larghe piste ben battute, per lo più rosse, dove lasciar correre senza timori le lamine appena rifatte, e ora devo cercare con urgenza un rimedio al fastidioso ma non grave incidente.

Livigno sembra davvero un piccolo Tibet. Il freddo è intenso ma secco. La vallata è incastonata tra le Alpi Retiche, tra Svizzera e l’estremo Nord della Lombardia. Un altopiano che si raggiunge con due passi alpini di insuperabile bellezza: il passo del Gallo, con il suo tunnel a senso alternato dalla Svizzera e il passo del Foscagno verso la Valtellina e Bormio. Ritorno in albergo, dove mi accoglie il sorriso di Maura, proprietaria dell’Hotel Cristallo, un bel tre stelle, rinomato per la cucina casalinga curata che valorizza i sapori e i vini del territorio. Mentre sogna il suo prossimo viaggio alla Maldive, Maura mi racconta quanto è cambiata Livigno negli ultimi anni. Capisco subito cosa intende dire mentre cammino lungo la via principale tra le case in legno e pietra. Sono nel mezzo di una una babele di lingue: fiammingo, polacco, danese, inglese, francese, russo, ungherese…..L’atmosfera è piacevole, si ha la sensazione di essere in Italia, ma anche nel mondo.

La mattina dopo vado sull’altro versante della vallata, quello detto del Mottolino. Anzi in zona è noto come Fun Mountain, per le piste di varia difficoltà e per il suo snowpark, considerato il migliore d’Italia: quattro linee di salti e rail che vanno ugualmente bene per snowbordare e sciare. Sulla cabinovia fa impressione l’estensione della pista di fondo che si snoda lungo tutto la vallata, dal lago ghiacciato di San Gallo fino all’altra estremità dell’altopiano: dati alla mano, sono 30 chilometri.

Con gli scarponi nuovi e attacchi più stretti, affronto una delle piste più ripide e impegnative della zona: la Giorgio Rocca Teola-Pianoni Bassi. È dedicata al grande campione di Livigno che qui ha aperto una rinomata scuola di sci (la Giorgio Rocca Ski Academy). La discesa è fantastica nonostante il freddo incredibile.

Per  l’après ski, la decisione è spontanea. Niente aperitivo, preferisco andare all’Aquagranda Livigno Wellness Park: saune, bagni turchi aromatici, sale relax, talassoterapia e un’enorme piscina con idromassaggi a 30 °C, il posto ideale per sciogliere la muscolatura che sento affaticata dalle discese e dal freddo. Sto bene.

Prima di cena decido di non lasciarmi tentare dallo shopping, anche se qui è conveniente visto che è tutto duty free. Dal 1805, Livigno fu dotata di benefici extradoganali riconosciuti nel 1818 dall’Austria-Ungheria, confermati dall’Italia nel 1910 e tuttora in vigore. Tanto per fare un esempio, la benzina costa poco più di 1 euro al litro. Io comunque preferisco rientrare in albergo e, casomai, uscire dopo cena. Qui si va in disco pub: si entra gratis e si balla fino a tardi. Il percorso della notte prevede quattro tappe: Miky’s Pub, Marco’s pub, Kuhstall e la discoteca Kokodì.

Skipass Free: a chi prenota 4 notti in hotel o 7 notti negli appartamenti convenzionati lo skipass è offerto in omaggio dagli operatori di Livigno. I bambini fino ai 7 anni sciano gratis purché accompagnati da un adulto pagante.

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