REPORTAGE

Il Paradiso Terrestre

Nel diario di Cristoforo Colombo c’è tutta l’essenza della Repubblica Dominicana, intatta dopo 5 secoli. Lo racconta lo scrittore uruguayano Eduardo Galeano

Di Eduardo Galeano, foto di Giovanni Tagini

1498, Santo Domingo, Il Paradiso Terrestre

Sul far della sera, sulle rive del fiume Ozama, Cristoforo Colombo scrive una lettera. Il suo corpo scricchiola, tormentato dai reumatismi, ma fa salti di gioia il suo cuore. Lo scopritore spiega ai Re Cattolici Ciò che si mostra evidentissimo: il Paradiso Terrestre si trova nel capezzolo di una tetta di donna.

Lo ha saputo un paio di mesi fa, quando le sue caravelle entrarono nel golfo di Paria. Già vanno i vascelli alzandosi verso il cielo dolcemente…Navigando contro corrente, verso dove l’aria non pesa, Colombo è giunto all’estremo confine dell’Oriente. In quelle terre, le più belle del mondo, gli uomini mostrano astuzia, ingegno e valore, e le donne, bellissime, portano come solo vestito i loro lunghi  capelli e collane di molte perle avvolte attorno al corpo. L’acqua, dolce e chiara, risveglia la sete. L’inverno non affligge, né brucia l’estate; e la brezza accarezza ciò che tocca. Gli alberi offrono fresca ombra e, a portata di mano, frutti di delizia che eccitano l’appetito.

Ma, al di là di questa verzura e questa bellezza, non c’è nave che possa inoltrarsi. Questo è il confine delll’Oriente. Lì finiscono le acque, le terre e le isole. Molto più in alto, molto lontano, l’Albero della Vita spiega la sua vasta chioma, e scaturisce la sorgente dei quattro fiumi sacri. Uno di essi è l’Orinoco, che non credo si sappia al mondo di fiume tanto grande e tanto profondo.

Il mondo non è rotondo. Il mondo è una tetta di donna. Il capezzolo nasce nel golfo di Paria e sale fin molto vicino al cielo. Sulla punta, dove scorrono i succhi del Paradiso, nessun uomo arriverà mai.

Brano tratto da Memoria del Fuoco, Eduardo Galeano (Sansoni Editore, 1989)

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