FREQUENT FLYER

Carnevale di Capodanno

Lorella Beretta, giornalista in trasferta in Sudafrica, racconta la parata del 1° gennaio a di Cape Town, tra dixie band e menestrelli

Di Lorella Beretta

Oltre 10mila menestrelli di tutte le età divisi in 70 bande musicali, centinaia di migliaia di spettatori letteralmente accampati lungo l’infinito percorso della sfilata iniziata alle undici di mattina e finita alle dieci di sera: il nuovo anno a Cape Town è stato “benedetto” dal Minstrel Carnival del 2 gennaio, come da tradizione. Il secondo giorno dell’anno era l’unico di libertà per gli schiavi i quali, nel XIX secolo, diedero il via a questi festeggiamenti.

Costumi sgargianti, trucchi brillanti, musicisti e ballerini e profumo dei cibi speziati sudafricani cucinati a ogni angolo di strada, invadono il centro della Mother City e tutti i suoi abitanti, ma ad animare la grande festa è soprattutto la comunità coloured sudafricana. Sono loro, infatti, che negli anni dell’Apartheid hanno trasformato la storica parata degli schiavi in una vera e propria sfida alle leggi restrittive dei governi Afrikaner: nonostante i divieti di assembramento e di movimento, la comunità meticcia continuò ad accogliere il nuovo anno con le dixie band che suonavano e ballavano ricordando il passato di schiavitù e guardando al futuro, con l’orgoglio di appartenere a un gruppo etnico.

Ed è per questo che il lungo Carnevale finisce nel quartiere meticcio per eccellenza, il Bo-Kaap, più noto come Malay Quarter, perché abitato appunto dai capetoniani di origini malesi: è un antico quartiere di casette povere abbellite da colori forti e caldi, ora sempre più alla moda. Al Bo-Kaap la festa è iniziata la notte del 31 dicembre: non ci sono fuochi d’artificio ma come sempre musica e variopinti personaggi che intrattengono con fuori programma.