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Isgm di Boston apre l’ala firmata Renzo Piano

19 gennaio 2012: inaugurazione tutta italiana per i nuovi spazi dell’Isabella Stewart Gardner Museum

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Foto di Nic Lohoux

Il 19 Gennaio 2012 apre la nuova ala dell’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston, realizzata da Renzo Piano. La cerimonia con taglio del nastro è presieduta dal sindaco Thomas Menino, onorando così la fondatrice di questo museo, Isabella Gardner collezionista e filantropa, che lo inaugurò il 1° gennaio 1903. L’IGM di Boston appartiene a quelle rare dimore-museo del mondo, come il Poldi Pezzoli di Milano, dalla quale la mecenate bostoniana trasse ispirazione.

L’Isabella Stewart Gardner Museum, nel quartiere di Fenway a Boston (dove si trova anche il famoso Museum of Fine Arts), ospita l’eccezionale collezione di opere d’arte, manufatti e disegni architettonici europei ed americani della sua fondatrice che nell’edificio del 1901, in stile rinascimentale veneziano ha raccolto più di 2.500 opere, tra le quali il primo Matisse acquisito da un museo americano. Ma perché l’ampliamento? Perché aumentano i visitatori: circa 200 mila in più all’anno. Quindi il progetto per l’estensione del museo è stato affidato a Renzo Piano che ha realizzato un padiglione con grandi vetrate affacciate sulla Frederick Law Olmsted Emerald Necklace, un sistema di parchi e giardini di fronte all’Evans Way Park, con area performance, spazi didattici, shop, caffè, serra e una Special Exhibition Gallery. L’esposizione inaugurale è dedicata all’autrice scozzese Victoria Morton che ha realizzato le opere per la nuova ala. In contemporanea sono esposti i lavori della fotografa italiana Luisa Lambri e, negli spazi esterni, le installazioni di Stefano Arienti del 1961. Arienti ha creato anche un guest book per la Living Room: qui, nel pomeriggio viene servito il tè.

Anne Hawley, direttrice del museo, spiega che Renzo Piano è stato incaricato del progetto di ampliamento perché incarna perfettamente le qualità di architetto, artista e costruttotr: «We chose Renzo Piano because he encapsulates the extraordinary combination of architect, artist, and builder…which is what contributes to his amazing capacity to envision great buildings and make them work».

gardnermuseum.org