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Oldani, sempre posti nuovi

Lo chef del D’O è anche un serial traveller, invitato ai più importanti consessi enogastronomici del mondo. Ma a Natale sta a casa con la famiglia

Lo chef del D’O è anche un serial traveller, invitato a cucinare e parlare della sua cucina pop nei più importanti consessi enogastronomici del mondo. Ma a Natale sta a casa con la famiglia

A cura di Sara Magro

Davide Oldani, chef per professione e per passione (come ci tiene a sottolineare), è spesso alla tv e sui giornali ma altrettanto spesso è presente al D’O, il suo ristorante di San Pietro all’Olmo, vicino a Milano (tel. 029362209,): quattro volte su quattro che ci ho pranzato, lui era lì ai fornelli, a servire ai tavoli, a parlare con gli ospiti. E, di nuovo spesso, è via per lavoro (più raramente per relax). Come molti del suo mestiere deve dividersi tra mille impegni che a volte lo portano lontano; e il Davide-viaggiatore, come tutti, apprezza girare, conoscere e scoprire cose nuove.

Qual è stato il suo ultimo viaggio?

San Paolo del Brasile (nella foto sopra); ero invitato al Mesa per parlare della mia cucina pop. La settimana prima ero a Londra per Identità Golose London e la prossima sarò a Dubai per preparare una grande cena all’hotel Burji Al Arab di Dubai. Quello a Londra è stato un ritorno, dopo vent’anni ho rivisto la città dove ero andato a lavorare e che avevo amato molto. A Dubai invece è la prima volta. Sono curioso di vedere questo miracolo architettonico messo in piedi dall’uomo.

Il viaggio più bello?

I miei viaggi sono tutti ugualmente belli, soprattuto perché sono tutti programmati. Ogni volta riesco ad andare in un posto diverso, è molto difficile che capiti due volte nello stesso paese. Sono stato a Londra, Monte Carlo, in America e potendo programmare i miei spostamenti riesco a vedere tantissime cose diverse; più posti vedo più ho la sensazione di crescere.

Una ricetta imparata viaggiando

Ancora più passione per il mio lavoro. La mia ricetta è la passione, ovunque vada. Che vuol dire scoprire e imparare a usare la polvere di limone in Barhein, il pesce crudo in Giappone, le spezie in America. Da ogni viaggio cerco di portare qualche nuovo ingrediente e accostamento che poi utilizzo nella mia cucina e nei miei menu. Fermo restando che l’ingrediente principale dei miei viaggi, come nel mio lavoro, è sempre e soprattutto la passione.

Vacanze di Natale: dove?

Assolutamente a casa, con la mia famiglia.

Cosa regalerà ai suoi cari questo Natale?

A parte le solite cose materiali, ogni anno mi piace preparare una cosa nuova, cucinata da me, di solito un dolce a lievitazine: un panforte, un panettone con ingredienti speciali, un biscotto. Insomma qualcosa che faccia vedere ai miei cari il mio cuore, qualcosa di mio che non faccio mai durante l’anno.

Consigli per il pranzo di Natale

Per me il pranzo deve essere all’insegna dello star bene, con tante portate in piccole quantità, evitando ripetizioni di carboidrati e carne, magari aggiungendo un po’ di pesce azzurro, ma soprattutto tanta verdura e frutta. Per tradizione a casa mia non mancano il risotto e il cappone bollito. La chef è mia madre, e io la aiuto. Mi piace sempre cucinare.