Come si sta a tavola

Bambini più educati, capaci di usare le posate, di bere e mangiare senza far rumore. Ci pensa il corso del Fermont di Amburgo

Di Sara Magro

Ho una figlia di 11 anni particolarmente socievole. Il che significa che da quando ha un anno frequentano la mia casa moltissimi suoi coetanei. Ce ne sono di simpatici e di spassosi, di educati e di spigliati, ma un tratto li accomuna tutti: a tavola sono un disastro. Non è certo colpa loro! Solo che i genitori sono disposti a chiudere un occhio soprattutto con i più piccoli, perché non hanno ancora l’età per imparare le regole. Sbagliatissimo, dico io. Se le regole vengono insegnate da piccoli, diventano gesti consueti su cui non si dovrà mai più tornare se non per piccoli aggiustamenti. Purtroppo, a ogni pranzo coi giovani commensali, devo assistere sconsolata a una serie di concerti tra bocche aperte piene di cibo, deglutizioni rumorose e sbrodolate, posate che tintinnano su piatti e bicchieri, che quasi sempre finiscono versati sulla tovaglia per gocciolare poi su pantaloncini e gonnelline! Ogni tanto provo a fare il gioco dei bambini educati, ma dopo qualche minuto di contegno, tutto torna come prima.

Mia figlia si sente ripetere da quando ha sei mesi che non bisogna smembrare il cibo nel piatto in due milioni di minuscoli pezzettini (che altrimenti il bambino si strozza!, pensano ansiosi i genitori), che non si sputa nel piatto ciò che non piace, che a fine pasto le posate vanno riposte vicine su un lato del piatto, con i rebbi della forchetta verso il basso, che si pulisce la bocca prima di bere, sempre, e che a inizio pranzo si apre il tovagliolo e si appoggia sul grembo per non sporcarsi. Assicuro che nonostante le ripetizioni continue, la mia pur obbediente ragazzina dimentica spesso quello che le dico, e nonostante sappia già apparecchiare la tavola discretamente bene – giusto i rudimenti: forchetta a sinistra, coltello a destra e cucchiaio all’esterno del coltello, posate della frutta in alto, bicchiere del vino a destra…. – dimentica comunque i tovaglioli, l’acqua e il vino, le candeline e la mise en place risulta alla fine piuttosto misera.

Per questo sono rimasta incantata quando ho appreso che il Fermont Vier Jahreszeiten di Amburgo, un bellissimo hotel storico sulla riva del lago frequentato dall’alta borghesia cittadina con l’unico ristorante due stelle Michelin della città, propone un corso di per insegnare ai bambini come ci si comporta a tavola: quattro ore di lezione pratica mentre si pranza (148 €, menu incluso). Lancio questo appello ai nostri bellissimi cinque stelle: perché non organizzare dei corsi, anche più brevi per non farli diventare punitivi (mia figlia quando ha sentito parlare di quattro ore, quasi sveniva), per insegnare ai piccoli mostri un po’ di buone maniere? Credo che sia un ottimo investimento per tutti i genitori, e per quelli che ospitano a casa i figli degli altri.

Fermont Vier Jhareszeiten
www.fairmont.com/hamburg