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Gita d’arte a Tortona

Fino al 19 febbraio 2012, una mostra dedicata alle opere di natura morta tra 1830 e il 1910. Con visita all’atelier di Pelizza da Volpedo

Fino al 19 febbraio 2012, una mostra dedicata alle opere di natura morta tra 1830 e il 1910. Con visita all’atelier di Pelizza da Volpedo

Di Barbara Pietrasanta

È la stagione giusta per raggiungere il basso Piemonte, laddove la monotona pianura padana si stempera nelle morbide colline coltivate a vigna e nei pendii scoscesi, ricoperti di boschi di roveri e castagni. Qui c’è la città di Tortona con il suo straordinario territorio che diede i natali a Pelizza da Volpedo, l’autore del famosissimo Quarto stato e che qui possiamo riscoprire, insieme ad altri artisti, in un itinerario sulle tracce dei maestri del Divisionismo nella rassegna La meraviglia della natura morta. 1830-1910. Dall’Accademia ai maestri del Divisionismo, fino al 19 febbraio 2012. La singolare mostra, realizzata in collaborazione con il Museo di Arte Moderna di Milano e curata dalla storica dell’arte Giovanna Ginex (curatrice anche del catalogo edito da Skira, 34 €), è allestita nel Palazzetto Medievale, sede espositiva della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, e presenta circa una sessantina di opere tra le migliori rappresentazioni del genere, provenienti principalmente da raccolte storiche di musei e fondazioni.

Si possono ammirare una serie di nature morte tra le più affascinanti della pittura italiana dell’Ottocento: i meravigliosi vasi di bon bon del Longoni, l’alzatina di frutta di Belloni, le trionfanti composizioni di fiori di Hayez e di Scrosati (nella foto sopra), i fagiani di Previati, ma anche le composizioni di Pelizza da Volpedo, Mosè Bianchi e Giovanni Segantini che con la loro maestria tecnica hanno fermato per sempre l’effimera e passeggera bellezza della natura. Ma c’è di più dell’ interesse per il soggetto della natura morta che unisce tra loro questi autori e cioè la loro appartenenza a un circuito di artisti dell’Accademia, soprattutto quella di Brera, dove nel 1863 fu creato un nuovo corso dedicato alla decorazione e alla pittura di fiori.

Accanto alla mostra, sempre nel Palazzetto Medievale, c’è la Pinacoteca della Fondazione che è una vera e propria scoperta perché racchiude un numero consistente di opere di Pellizza da Volpedo e dei pittori con cui egli intrecciò rapporti umani e artistici della corrente divisionista che ebbe il suo fulcro nell’Italia settentrionale. Non mancano le testimonianze dei profeti ed epigoni di questo movimento come Daniele Ranzoni, Paolo Troubetzkoy, Giacomo Balla e Umberto Boccioni.

Per completare la nostra gita, dopo essersi riempiti gli occhi di questi capolavori, merita una visita l’atelier di Pellizza, rimasto perfettamente intatto, nel piccolo e delizioso borgo di Volpedo immerso nella campagna tortonese (nella foto sopra). Volpedo è un luogo totalmente intrecciato con la memoria e il lavoro del grande artista e le riproduzioni delle sue opere fanno da quinta ai suoi vicoli e ai suoi palazzi ottocenteschi. Nel centro c’è una piccola piazza, oggi chiamata “Quarto stato” dove il pittore soleva  mettere il cavalletto e ritrarre i contadini come modelli nelle sue opere. Da lì si può arrivare alle vecchie mura medievali e alla millenaria Pieve, gioiello romanico della Val Curone.

Palazzetto medievale – Pinacoteca
Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona
corso Leoniero 6, Tortona (Al)
www.fondazionecrtortona.it

Studio di Pelizza da Volpedo
via Rosano 1/A, Volpedo
www.pellizza.it/studio

Se la gita fuori porta comprendesse anche la notte, Teresa Cremona consiglia di prenotare una camera “coi fiocchi” a Casa Cuniolo (leggi qui la recensione, nella foto sotto, una camera).