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Viaggio al centro della terra

14 giorni in Etiopia con Levi: si va in Dancalia, una delle zone più estreme del pianeta, per niente turistica e di unica bellezza

La Dancalia, che costituisce il tratto sommitale africano della grande spaccatura tettonica della Rift Valley, fino al 1928 era inesplorata. Fu attraversata per la prima volta da una spedizione italiana che impiegò 4 mesi e un sacrificio di 5 persone. Non è che oggi sia molto più nota e frequentata, anzi è uno di quei pochissimi posti al mondo dove il viaggiatore si può sentire pioniere. La grande depressione, circa un terzo dell’Italia, si sviluppa sul lato orientale dell’acrocoro dell’Etiopia. È un deserto atipico formato da sabbie, colate di lava, vulcani attivi e spenti, laghi salati e distese di sale che costituisce uno dei luoghi più caldi e inospitali della terra, al di sotto del livello del mare (le acque del Mar Rosso non sono lontane). Perlopiù inesplorato è un posto adatto solo a chi ha spirito di adattamento e di avventura, anche perché qualche pericolo c’è. Infatti si può andare solo con operatori specializzati, viaggiando in convoglio e con permessi, accompagnati da guida locale e scorta armata e accampandosi solo presso i posti di polizia. Poi però, ci si trova in uno dei più realistici osservatori geologici della Terra. Non piove praticamente mai, da sempre, la temperatura in estate arriva 50° C con record di 81°; l’unica acqua potabile proviene da profondi pozzi perché i laghi sono  salati e l’unico fiume si perde evaporando nelle sabbie. Eppure in simili condizioni ambientali estreme sopravvivono acacie, euforbie e dracene, asini, zebre, gazzelle, orici e, soprattutto, gli afar, una popolazione di pastori nomadi che rimediano il pasto allevando capre e cammelli ed estraendo il sale.

Il viaggio comincia dal parco nazionale del fiume Awash con foreste e savane, canyon e cascate, e dal lago salato Afrera, circondato da colate di basalti neri e sorgenti termali. Da lì si raggiunge il vulcano Erta Ale, uno dei tre luoghi al mondo dove è possibile vedere un lago di lava in perenne ebollizione a 1.200° C (un fenomeno questo che solitamente avviene nelle profondità marine). Qualche oasi di palme e colate di lava accompagnano l’arrivo al lago mobile di Assale e al cratere di Dallol, uno dei punti più caldi e bassi della Terra (-116 m), un universo minerale di sorgenti geyseriane che producono laghetti con concrezioni e cristalli. La contigua Piana del Sale è un’immensa distesa lunga 200 chilometri, un arido e rovente deserto di salgemma a perdita d’occhio, dove da sempre Afar e Tigrini estraggono blocchi che trasportano sull’altopiano etiopico con carovane di dromedari. Non è un caso che la Dancalia possieda uno dei maggiori depositi salini del mondo. In lontane epoche la depressione era infatti un braccio del Mar Rosso; poi sconvolgimenti geologici bloccarono l’accesso del mare e il lago evaporò lasciando sul fondo strati di salgemma spessi centinaia di metri.

Si riprende il viaggio risalendo per 2.000 metri l’altopiano fino alla regione del Tigray e al capoluogo Mekele. Poi si torna in aereo ad Addis Abeba. Il tour dura in tutto 14 giorni. Partenze uniche: 28 novembre e 26 dicembre 2011, 6 febbraio 2012. Nella quota da 3.140 € a persona sono inclusi accompagnatore italiano, pernottamenti in alberghi e tenda (7 notti), pensione completa.

I Viaggi di Maurizio Levi
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