DESTINATIONS

L’ultimo Robinson

Reportage day by day da Budelli, arcipelago della Maddalena, dove Gianmario Marras incontra il guardiano dell’isola

Reportage day by day dall’isola di Budelli, nell’arcipelago della Maddalena, dove il photoreporter Gianmario Marras incontra il guardiano dell’isola

Foto di Gianmario Marras

Marras, photoreporter di thetravelnews.it, è a Budelli, nell’arcipelago della Maddalena, per incontrare Mauro, guardiano dell’isola con la famosissima spiaggia rosa e a divieto d’accesso. Noi lo abbiamo soprannominato “l’ultimo Robinson”, perché per gran parte dell’anno vive solo in questo fazzoletto di terra dove non c’è nulla se non la sua casa e un mare straordinario, calamita irresistibile per centinaia di barche che possono solo avvicinarsi, ma mai approdare. Per vedere qualcuno o per fare la spesa, Mauro deve prendere la barca, e non sempre questo è possibile, basta che il mare non lo voglia… Marras trascorrerà con lui qualche giorno a Budelli, per raccontarci come si vive sulla famosa isola deserta dove ciascuno di noi sogna di rifugiarsi almeno una volta nella vita. Seguite i suoi resoconti ogni giorno su www.facebook.com/thetravelnews.it.

Domenica 16 ottobre pomeriggio

Partenza da Budelli, è arrivata Michela cavalcando le onde sul suo gommone, dal porto di Cala Gavetta a La Maddalena, un caffè e un “pabassino” ( dolce tipico, secco, con noci e uvetta e ricoperto di glassa) per salutare tutti ed eccomi in mezzo al vento delle Bocche, con l’isola di Robinson che si allontana alle mie spalle.

Sono stati 5 giorni intensi, emozionanti, ma adesso è tutto finito, o forse no. Almeno fino al prossimo naufragio.

Domenica 16 ottobre

Alle 7 del mattino le nuvole si ammassano sulla sagoma scura dell’isola della Maddalena, dalla veranda di casa, di fronte alla spiaggia rosa, questo paesaggio ogni giorno è diverso. Ma in città, qual è la distanza massima del nostro orizzonte? Qualche decina di metri? Forse. Qui invece lo spazio visivo si dilata: all’orizzonte le montagne della Corsica e poi isole e isolotti, schegge di graniti, fra le onde. Ieri sera Mauro ci ha raccontato delle tempeste, che d’inverno flagellano le Bocche con onde di 15 metri che sommergono tutto e della sensazione che si prova vivendole in solitudine su Budelli: una nave di pietra che naviga immota nell’immensità del mare.

Sabato 15 ottobre

Vento forte e abbassamento di temperatura, nella notte di venerdì, abbiamo dovuto metter in sicurezza il gommone più grande, ormeggiato verso Porto Madonna. La mattina ha avuto un avvio lento, ci siamo incollati ad internet con la rete che andava e veniva per cercare batterie al gel, ne abbiamo trovata una a 197 euro. Le batterie sono indispensabili per accumulare l’energia raccolta dai pannelli solari, poi sono iniziati i lavori per chiudere la veranda che guarda la spiaggia, l’inverno per Mauro sarà lungo e solitario, dopo la partenza dell’amico Enrico il 15 novembre (tornerà in primavera). Cosa si fa d’inverno? Si legge, si lavora, si dorme, si va a funghi e anche in visita a Pietro, il pastore che abita sull’isola di S.Maria, dove ci sono parecchie case ( anche quella di Benigni ) e un piccolo albergo per turisti molto facoltosi (ma davvero non all’altezza di quello che promette). D’inverno a causa delle tempeste sulle Bocche di Bonifacio è possibile rimanere isolati per giorni, anche settimane, ma se a Mauro chiedi se si è mai pentito della sua scelta, non ci mette tre secondi a risponderti no.

Venerdì 14 ottobre  sera

La maggior parte delle persone, non avrà mai l’occasione di approdare su un’isola deserta e tanto meno di soggiornarci, al di fuori di chi si può permettere un resort esclusivo, affollato di personale di servizio e amenità di vario genere. Budelli è un’altra cosa! È una vera isola per Robinson, che pare distante anni luce dal mondo: qui non ci sono lussi, la casa di Mauro, quella dove vive , facendo il guardiano dell’isola da ben 22 anni è stata ricavata da quello che restava di un edificio militare della seconda guerra mondiale, per l’energia necessaria, sul tetto ci sono tre pannelli solari, che producono quanto serve per il fabbisogno quotidiano ( ma con due giorni senza sole, si rischia il black out) e diverse batterie per l’accumulo energetico, che però non durano più di due anni. Ogni azione deve essere misurata per evitare sprechi, si ricicla tutto. Le fortificazioni in ginepro, risalenti alla guerra sono state smontate e il legname, insieme a tutto quello che porta il mare, viene utilizzato da Mauro per produrre manualmente oggetti d’arredamento, con la cui vendita si supportano le attività di una Onlus che si occupa di chirurgia plastica ricostruttiva nel terzo mondo ( www.interplastitaly.it ).

Venerdì 14 ottobre pomeriggio

Il vento aumenta di intensità, ma il cielo è azzurro alcune parti dell’isola sono al riparo, come quella che tutti chiamano Cala Sassi, fra Punta d’a Rena e Punta Bombaccio. Ci arrivo in pochi minuti, camminando fra bassi arbusti ( c’è l’assenzio, il mirto, lo zafferano selvatico di cui si vedono i minuscoli fiori, il rosmarino), e subito penso che Cala Sassi è il nome giusto, sono circondato da pietre e massi di granito rossastro, solcato da crepe profonde, un vallone  preistorico, con l’imboccatura della cala presidiata da due pietre erette che sembrano menhir.

Venerdì 14 ottobre mattino

Il tempo è cambiato, vento di grecale, onde e nuvole. All’ alba sono stato un po’ in giro per l’isola, per vedere sorgere il sole sull’arcipelago. Al ritorno, ecco Mauro, già al lavoro, capelli arruffati e felpa con stelle alpine decorate, sta andando a sistemare il piccolo gommone, che usa per spostarsi, ormeggiato vicino nella spiaggia, “ vuoi una mano” gli chiedo, e lui  “tranquillo, il gommone è leggero, ce la faccio, tu vai a controllare il caffè” così  lo guardo mentre, magro e secco come un ramo di ginepro, tira a riva la sua barchetta, sfruttando la spinta delle onde. A colazione è amichevolmente ricominciata la nostra conversazione “politica”. Le prime pagine dei giornali scorrono sull’iPad, siamo in cinque a tavola, ieri sera, le opinioni contrapposte, ci hanno diviso, fra un’abbardente e un mirto, è finita due a due, Mauro si è astenuto rimanendo in silenzio come saggio osservatore. Enrico lo ha definito  “l’anarca”, perché a Mauro stanno strette le etichette di qualsiasi genere e dopo 22 anni di vita allo stato semibrado, è difficile contraddirlo. E così con il vento che soffia inizia questa giornata, bella, bellissima, con il sole che spunta fra le nuvole e la sagoma della Maddalena, di fronte a noi, come se fosse la cosa più normale del mondo.

Notte tra il 13 e il 14 ottobre

Giovedi Notte a Budelli: è arrivato il grecale, e in cielo qualche nuvola, a cena c’è stato il totometeo, c’è chi dice che domani arriverà la pioggia, altri invece danno tempo discreto, ma comunque sia, il sottofondo ora è il rumore dell’onda e il canto dei grilli, questa sera si è vista la luna rossa e il tramonto non ha deluso.

Giovedì 13 ottobre
Giornata trascorsa a esplorare l’isola: mattina verso la spiaggia del Cavaliere e pomeriggio in arrampicata sul Monte Budello. L’isola è splendida, il clima perfetto, grandissima tentazione per un bagno sulla spiaggia rosa, l’unica del Mediterraneo con la stessa composizione delle spiagge delle isole coralline (residui di organismi marini); ma il bagno non si può fare, il divieto è assoluto e  non si può neppure camminare sulla battigia. Quindi ho ripiegato su una caletta fra gli scogli rossi, affacciata su Porto Madonna: ugualmente bello.

Budelli è all’interno di un Parco nazionale, ma sulle piccole isole non esiste la minima indicazione, nessun sentiero tracciato, nessuna assistenza da parte di personale del parco. Un patrimonio di bellezze naturalistiche uniche dilapidato, con perdite economiche che non sembrano interessare nessuno, nonostante la crisi economica e la beffa del G8 mancato. Questa sera si cena in compagnia (non solo delle zanzare);  ci sono amici dal Connecticut, in vacanza alla Maddalena.

Il tempo sta peggiorando, l’amico americano ha smanettato sul suo Ipad 2 per dirci che è in arrivo il grecale; Mauro non ci crede, visto che adesso sta rinforzando Ponente. Staremo a vedere.  Giovedì 13 ottobre. L’acqua che si usa sull’isola è quella piovana raccolta in grandi serbatoi, quet’estate però a piovuto pochissimi, i serbatoi sono semivuoti, così la mattina si va alla caletta più vicina a fare “il bagno”. Eccola in questo breve video (fatto con il Nokia N8, come gli altri) altro che Jacuzzi!  Giovedì 13 ottobre, le previsioni per oggi davano brutto, invece non c’è vento,il mare è calmo, il cielo è azzurro, l’amico americano con il  suo iPad 2 ieri sera ci ha spaventato con previsioni di venti a 40 nodi e mareggiate, Mauro, il nostro Robinson, però prevedeva bel tempo, aveva ragione lui. Collegamento su Radio Classica: siamo andati in onda alle 10,30 con qualche difficoltà tecnica, ma il conduttore Luca Zaramella lo ha giudicato il miglior collegamento, per quanto riguarda i contenuti, effettuato fino a ora dal suo programma! Il lato oscuro del paradiso: zanzare all’alba e all’imbrunire, ma di notte spariscono, e oggi vespe, forse sta cambiando il vento.