Italy

Umbria, la via degli ulivi

Tra le sorprese della meravigliosa Italia minore, c’è una strada che attraversa gli antichi uliveti dell’Umbria e porta diretti ai suoi frantoi

Testo Andrea Foschi –  foto di Andrea Foschi e Franco Teruzzi

L’ulivo di San Emiliano, a Trevi, da diciassette secoli dà frutti a ogni stagione. È un simbolo del legame indissolubile tra l’Umbria e l’olio di oliva, di una storia che risale al tempo degli Etruschi. Infatti non è un caso unico; di piante secolari se ne incontrano molte lungo la Strada dell’Olio Extra Vergine di Oliva dop Umbria, che collega in un percorso simbolico e reale aziende, frantoi, ristoranti e agriturismi che fanno dell’olio la loro vocazione.

Il viaggio parte proprio dal vecchio ulivo e da Trevi dove si trova il Museo della Civiltà dell’Ulivo con un grande torchio a tre viti di fine Settecento. La strada porta a Campello sul Clitunno, e si visitano le fonti e un tempietto paleocristiano; quindi si prosegue per Spoleto, dove l’olio, bollente però, fu versato dalla torre più alta della città sull’esercito invasore dei Cartaginesi. Non lontano, sulle pendici del Monteluco si parte per il Sentiero degli Ulivi che collega Spoleto ad Assisi.

Spostandosi verso i Colli Martani, al centro dell’Umbria, si ammira il lavoro della comunità montana locale impegnata nel sostenere un’agricoltura tradizionale: oltre all’olio, si producono il vino Sagrantino di Montefalco, lo zafferano e il tartufo. Anche Massa Martana è “città dell’olio”, circondata da 63 mila piante d’ulivo, mentre Giano dell’Umbria è un piccolo borgo tra i monti intensivamente coltivati a olivi che sono stati reintrodotti in zona dai monaci dell’Abbazia romanica di San Felice.

Scesi dai colli Martani, nella valle del Chiascio, vicino al Tevere, svetta la Torre Baglioni di Torgiano. Qui il Museo dell’Olivo e dell’Olio occupa i locali di un antico frantoio per illustrare le caratteristiche botaniche delle cultivar umbre e la storia della coltivazione.

Ripresa la strada verso sud, sui Colli Amerini, il clima cambia lievemente e influenza di conseguenza sapore e profumo del extravergine locale. Si procede poi verso Narni, Orvieto e Città della Pieve, fino a Paciano, un borgo fortificato vicino al Lago Trasimeno, dove si coltivano le olive con metodo biologico e raccolta a mano. Si oltrepassa Castiglione del Lago, su un promontorio calcareo affacciato sull’acqua, con le mura merlate della Rocca del Leone che proteggono il borgo medievale e il suo bel Palazzo Ducale. Magione, sulla sponda orientale , è preannunciata in lontananza dalla maestosa Torre dei Lombardi del XIII secolo. Poco più sotto, il Castello dei Cavalieri di Malta, abbazia benedettina di epoca romanica, e intorno le piantagioni che, allietate dal mite clima lacustre, danno un condimento dolce a bassissima acidità.

Dopo Perugia e verso Assisi, la Strada dell’Olio attraversa il territorio di Foligno, ultima tappa del giro. Qui un numero incredibile di persone lavora nelle “chiuse”, potando, ricostruendo terrazze e muri a secco, raccogliendo i frutti rigorosamente a mano.

Olio e i paesaggi poetici del centro Italia sono protagonisti per sette weekend, dal 29 ottobre all’11 dicembre per Frantoi Aperti. In quell’occasione si visitano musei e borghi medievali (anche con guide specializzate che accompagnano gratuitamente), si segue e si partecipa a tutte le fasi di produzione: la raccolta, la frangitura, l’assaggio di oli prodotti in trenta frantoi, sparsi in tutta la regione. Itinerari e indirizzi sono anche nell’applicazione Frantoi Aperti in Umbria per iPhone e iPad che guida direttamente ai frantoi, incentivando così la filiera corta (dal 29 ottobre).

Web
www.stradaoliodopumbria.it
www.frantoiaperti.net

Dormire
A Spoleto, Villa Milani (www.villamilani.com).
A Città della Pieve, Relais dei Magi (http://www.relaismagi.it/).
Ad Assisi, Nun Relais & Spa Museum, (leggi la nostra recensione qui).
A Massa Martana, Castello di Montignano (www.montignano.com).

Ristoranti
Ad Acquapendente, a pochi km da Orvieto al confine fra Umbria Toscana Lazio, La Parolina (www.laparolina.it).
Sulla strada statale Todi-Baschi, al chilometro 6,600, Casa Vissani (con camere): a nostro avviso, uno dei migliori ristoranti italiani.