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Audrey a Roma

Oltre 100 scatti, ricordi e un filmino di famiglia raccontano gli anni della diva nella capitale. Dal 26 ottobre al 4 dicembre all’Ara Pacis

Oltre 100 scatti, ricordi e un filmino di famiglia raccontano gli anni della diva nella capitale. Dal 26 ottobre al 4 dicembre all’Ara Pacis

Di Valeria Del Vecchio

Digitando su google “Audrey Hepburn”, il motore di ricerca restituisce 22.700.000 risultati. Alcune delle pagine trovate decantano la sua bellezza, il suo talento d’attrice e il suo status intramontabile come icona di stile. Altre, invece, hanno volutamente trascurato il lato pubblico dell’aristocratica britannica che faceva colazione da Tiffany, per concentrarsi su un ruolo che le regalò molte emozioni. La Hepburn è stata infatti ambasciatrice speciale per l’Unicef,  e per anni si è dedicata anima e corpo ad aiutare i bambini più disagiati. La sua prima missione sul campo fu in Etiopia nel 1988 e da quel giorno rimase sempre fedele al suo impegno umanitario.

«Mi si è spezzato il cuore. Non posso sopportare l’idea che due milioni di persone stiano morendo di fame», disse commossa subito dopo la visita all’orfanotrofio di Mekele. Voleva che Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia inviasse cibo per nutrire quelle bocche fameliche. Voleva che il numero dei bambini affamati arrivasse a zero. Stesso messaggio di Unicef che in occasione del lancio di “Vogliamo Zero”, la nuova campagna contro la fame e la malnutrizione infantile, ha scelto di omaggiare proprio lei, Audrey, una delle madrine più devote che la onlus abbia mai avuto e a cui sarà devoluto l’intero ricavato dell’iniziativa. In occasione del 50° anniversario di Colazione da Tiffany e in contemporanea con il Festival Internazionale del Film di Roma (dal 27 ottobre al 4 novembre), per la prima volta la capitale celebra la diva, con una mostra-omaggio. Audrey a Roma, questo il titolo della mostra, è ospitata nel Museo dell’Ara Pacis dal 26 ottobre al 4 dicembre 2011; e con più di cento immagini, video e oggetti personali racconta dettagli inediti della vita privata dell’attrice nella capitale fino alla metà degli anni Ottanta, quando, messa da parte la carriera hollywoodiana, si trasferisce a Roma per fare la mamma e la moglie, che porta a spasso i bambini , sceglie la spesa, compra il giornale, va dal fioraio.

Considerando poi il legame tra la Sabrina Fairchild degli schermi cinematografici e la moda, gli scatti sono accompagnati da creazioni di Givenchy, Valentino, e tanti altri che riportano sulle passerelle il glamour di quell’epoca. Inoltre, c’è uno spazio dedicato ai repotage dell’archivio Unicef che documentano i viaggi di Audrey tra i bambini del Terzo Mondo. Terzo mondo, un termine che all’attrice non è mai piaciuto perché come soleva amorevolmente dire: «Siamo tutti parte di un mondo solo».

Insieme alla mostra, il 25 ottobre esce in libreria il libro che accompagna la mostra (il titolo è lo stesso) a cura di Ludovica Damiani e Luca Dotti (figlio della Hepburn), con testi di Sciascia Gambaccini (Mondadori; 24,90 €): un racconto fotografico con aneddoti, ricordi e circa 200 scatti, in parte inediti, che ritraggono l’attrice in tubino nero e chignon perfetto nella vita quotidiana e nel backstage di Vacanze romane, Guerra e pace, La storia di una monaca.

Audrey a Roma
Museo dell’Ara Pacis
Lungotevere in Augusta
(angolo via Tomacelli)
Roma
web: www.arapacis.it/mostre_ed_eventi/mostre/audrey_a_roma
biglietto, 10 €

Due indirizzi consigliati da Teresa Cremona a Roma
Casa per ferie Santa Brigida
, un convento con ospitalità non conventuale: le suore sono svedesi, la posizione è magnifica, le stanze semplici a costi convenienti (piazza Farnese 96, tel. 0668892497, www.brigidine.org).
Il Palazzetto, con una terrazza che si affaccia sulla scalinata di Trinità de’ Monti (www.thetravelnews.it/ilpalazzetto)