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Praga, 23 anni dopo

Com’è cambiata la capitale della Repubblica Ceca agli occhi di chi l’aveva conosciuta sovietica e la ritrova turistica

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Testo e foto di Andrea Foschi
Si certo qualcuno parlava di Praga negli anni ’80 descrivendola come città magica e mozzafiato. Ma alla fine non molti osavano varcare la cortina di ferro per scoprire la città di Franz Kafka.
Io ci andai con un gruppo di amici nel dicembre del 1988 e ci sono tornato solo 23 anni dopo, nell’agosto 2011.

All’epoca mi ero portato una reflex Minolta cedutami da mio padre. Era appena esplosa in me la passione per la fotografia rigorosamente “black & white”. Negativi, camera oscura e tanta emozione nel vedere (a casa a Milano) apparire sul foglio di carta baritata la statua bronzea dedicata a Hus, riformatore religioso condannato al rogo, nella piazza dell’Orologio.

Ho memoria di una Praga in bianco e nero, il socialismo reale rendeva opaca e poco colorata la città. Le squadrate Skoda della polizia presidiavano piazza Venceslao. Nel baule delle familiari, tenevano dei cani lupo ringhianti dall’aria poco raccomandabile.

Camminando per le vie intorno al castello ricordo il soave odore di legna resinosa che ardeva nei camini. I locali si contavano sulle dita delle mani. Una sera tirai la tenda colore rosso acceso di un buio locale in un vicolo del centro e mi si aprii una cartolina dell’epoca: sul palco, un gruppo rock dall’Asia estrema (forse Vietnam? o Russia asiatica?) presentava il suo improbabile repertorio al pubblico praghese. Atmosfera surreale…

Ricordo il Capodanno in uno dei pochi ristoranti aperti del centro. Cinquemila lire bastarono per quel cenone innaffiato dai vini georgiani. Quel succo di uva fermentata ebbi il coraggio di offrirlo, con successo, a un gruppo di ardite giovani e belle turiste svedesi che stavano girando in lungo e in largo la Cecoslovacchia di allora.

Oggi: le case hanno ripreso colore dopo i grossi investimenti in restauri. Non s’incontrano solo svedesi, anche brasiliani, ucraini, portoghesi, cinesi….La città è un mare di teste che vagano lungo le ampie aree pedonali. Grossi gli intasamenti sul Ponte Carlo, bello come sempre, dove gli studenti del conservatorio di Praga raccolgono fondi facendo vibrare con maestria le corde di violoncelli e violini. I locali: ce n’è uno in ogni angolo, forse troppi. L’industria del turismo è esplosa, ora anche per vedere il Vicolo d’Oro sulla collina del castello, ahimé, bisogna pagare.

Nel 2011è tutto cambiato, ovvio, ma alcune cose sono rimaste: Praga e il suo indistruttibile fascino.

I miei consigli

In ottobre c’è un evento speciale, motivo in più per visitare la città: il festival Agharta Jazz giunto alla XX edizione; il 4 ottobre suona il maestro della batteria Billy Cobham.

Per dormire senza badare a spese ma con soddisfazioni impagabili, The Augustine Hotel.
Se invece si vuole risparmiare, si può cercare un appartamento a Praga su Wimdu, www.wimdu.it/praga.

Ente Nazionale Ceco per il Turismo, www.pragueeventscalendar.cz, tel. 02 20422467.