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L’8 ottobre 2011, più di mille gallerie, musei, atelier aperti in tutta Italia per la Giornata del contemporaneo, dedicata all’arte

L’8 ottobre 2011, più di mille gallerie, musei, atelier aperti in tutta Italia per la Giornata del contemporaneo, dedicata all’arte

Di Barbara Pietrasanta, opera di Giulio Paolini

Se il concetto di “contemporaneo” nell’arte oggi è una questione di  temporalità, una narrazione del presente qui e ora, una sfida alla cattura dell’attimo prima che diventi dopo, c’è un’iniziativa che permette al grande pubblico di cogliere con questo spirito tutto ciò che nell’arte accade, contemporaneamente in tutta Italia. È, appunto, la VII Giornata del Contemporaneo, un grande evento multiforme unico nello scenario internazionale, che offre un’occasione per vivere da vicino questo complesso e vivace mondo con l’apertura gratuita di gallerie, musei, fondazioni, mostre, atelier, laboratori, eventi e conferenze.

L’appuntamento è per sabato 8 ottobre ed è realizzato da AMACI, l’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, che ha coinvolto oltre 1.000 realtà su tutto il territorio nazionale: Milano, Torino, Firenze, Roma e tantissime altre città e centri italiani diventano per un giorno il palcoscenico di ciò che si muove nella ricerca artistica e nei luoghi che promuovono idee e creatività del nostro tempo.

Interessante è l’immagine guida di questa iniziativa, creata dall’artista genovese Giulio Paolini, che gioca su una cornice simbolica e una figura di spalle che catturano l’attenzione coinvolgendo lo spettatore trasformando anch’esso in opera d’arte. Quello che l’artista propone è un gioco di specchi, un continuo ribaltamento di piani che, con movimento concentrico, trascina il nostro sguardo “mobile e precario” di spettatori nello sguardo “fisso e immobile” del quadro, ribadendo che l’opera esiste solo nella visione di chi la guarda.

Niente è più vero  e quando si viene a contatto con il prodotto artistico abbandonando la dimensione di mera curiosità per entrare nel dialogo con il senso, ecco compiersi la magia dell’arte, e per dirla proprio con una frase di Paolini: «L’opera non parla ma vede, ci vede proprio nel momento in cui noi crediamo di vederla».

AMACI
www.amaci.org