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Marchello viaggia con gusto

Fa il personal chef, lavoro che lo porta a girare l’Italia e l’Europa. Ma quando viaggia per vacanza cerca sul web 2.0



A cura di Raffaella Parisi

Ha iniziato a viaggiare per lavaoro Antonio Marchello, chef e autore di Anforchettabol. Alla Ricerca del Piatto Perduto, il libro intervista presentato in questi giorni al Taste of Milano e in libreria da fine settembre.

A 28 anni apre il suo primo locale, Paglia e Fieno, un bistrot all’ombra della Mole torinese che in poco tempo diventa convivio di artisti, giornalisti e intenditori. Dopo un periodo alle Bahamas, torna a Torino per condurre il ristorante Le Saint-Émilion, segnalato nella Guida Oro di Veronelli e Massobrio. Più consono alla natura eclettica di Marchello è  il suo presente di stylist, giornalista, personal chef, docente di cooking team building e di QBTOBE (letteralmente quanto basta per essere), laboratorio sensoriale ed emozionale, dove l’uso dei cinque sensi viene esaltato e applicato all’arte culinaria.

Com’è la vacanza ideale?

La mia vacanza preferita  si divide tra mare e viaggi alla scoperta di culture diverse. Amo molto la barca a vela, perché è il miglior modo per vivere appieno il mare, ma non disdegno affatto il relax in qualche resort su un’isola  non troppo grande, tranquilla, poco turistica e preferibilmente gestita da personale locale, senza animazione. Quando, invece, mi dedico a viaggi di scoperta mi piace  girare, camminare tra le strade, nei mercati, lasciarmi trasportare dai profumi e dalle suggestioni dei colori. E faccio di tutto per  immergermi nell’atmosfera locale, a partire dalle strutture ricettive e dai ristoranti. Amo lo street food: credo che racconti molto di un luogo, della sua gente e della sua storia.

Come sceglie i suoi viaggi?

Per viaggiare uso molto Internet. Mi piace organizzare le vacanze cercandomi itinerari, alberghi, ristoranti. Dopo aver scelto la meta, mi informo il più possibile. Ormai il web offre davvero tanto, anche se in rete bisogna sapersi muovere. Mi piace leggere i pareri delle persone che hanno visitato un luogo prima di me. È una sorta di prezioso passaparola che spesso ha il vantaggio di un assaggio in anteprima di un luogo che potrai gustare pienamente soltanto andandoci. Ormai è nata una comunità 2.0 di gente che viaggia per il mondo raccontando le proprie esperienze e mettendo a disposizione di tutti informazioni e  consigli. Un bell’esempio di solidarietà, come quella, proverbiale, che è sempre esistita tra camperisti, motociclisti o campeggiatori.

Come deve essere una bella vacanza?

Il primo requisito che cerco è l’autenticità: ti accorgi subito se stai respirando storia, cultura o natura vera. Se c’è l’autenticità, il ristorante di qualità, la distanza dal mare, ogni comfort aggiunto ha il sapore della ciliegina sulla torta. Amio parere, sono determinanti anche l’accoglienza e il sorriso della gente. Quando visito un paese per la prima volta e le persone del luogo mi fanno sentire a mio agio, è difficile che non mi resti nel cuore. Infine ogni vacanza che si rispetti deve avere qbtob, a bit extra-ordinary, qualcosa, anche un pizzico, di straordinario.

Il suo lavoro è un ottimo motore per continuare a viaggiare

Mi capita di spostarmi per consulenze, cene private ed eventi aziendali, così ho visto posti favolosi come le Bahamas, esclusivi come l’isola di Cavallo o semplicemente straordinari, per la loro varietà, come solo l’Italia e buona parte dell’Europa sanno offrire. Ovunque mi trovi ne approfitto sempre per provare ristoranti e specialità locali: credo sia un modo per continuare a crescere e sviluppare la mia passione che non è semplicemente culinaria, ma si straforma spesso in fame di conoscenza. Ed è anche per questo motivo che quando sono in vacanza, invece, cerco sempre di lasciar la professione a casa. Dico “cerco” perché poi mi basta incontrare delle persone interessanti e simpatiche, e ovunque mi trovi mi metto a cucinare per loro.  D’altra parte a volte sono proprio queste occasioni che rendono un viaggio indimenticabile. Anzi: anforchettabol!