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Un Kenya diverso

Le regioni del nord: 16 giorni attraverso deserti aridi e oasi verdeggianti abitati da tribù primitive e poi su, fino al lago Turkana

Per molti il Kenya è la quint’essenza dell’Africa, quella dei primi safari, dei big five (leoni, bufali, elefanti, leopardi e rinoceronti) e in generale degli animali selvatici; dei grandi libri fotografici, dei documentari naturalistici, dei film, degli ecolodge superlusso, degli esploratori e degli scrittori ispirati e poi attanagliati dallo struggente Mal d’Africa che, si dice, sia nato proprio qui. Tutto vero, com’è vero che il Kenya possiede i parchi più belli e meglio attrezzati del continente, una trentina circa oltre a riserve e terre protette. C’è poi un altro Kenya a nord, ai confini con Uganda, Sudan, Etiopia e Somalia, sulla grande depressione del lago Turkana, dove il paesaggio è di savane con acacie, deserti, distese di nere rocce laviche, vulcani spenti ricoperti da foreste, canyon, laghi e oasi lussureggianti. È una zona poco battuta dove si arriva per strade e piste sconnesse, senza lodge e campi di lusso, con il caldo intenso, dove vivono giraffe reticolate, struzzi somali, kudu, zebre di Grevy (ma anche elefanti, leoni, leopardi e gazzelle) e dove le popolazioni non vedono spesso forestieri. Quello dei parchi nazionali più famosi e quello meno conosciuto intorno al lago Turkana sono i due volti del Kenya che si scoprono attraversando il Paese con un avventuroso itinerario in fuoristrada di 16 giorni (da giugno a ottobre 2011; da 4.160 € + 270 € per l’ingresso ai parchi per gruppi di 10-14 persone).

I Viaggi di Maurizio Levi | tel. 0234934528