REPORTAGE

Giordania, terra sacra

Testo e foto di Gianmario Marras

Il sorriso di una bambina a Petra e quello di un anziano beduino nel deserto, lo sguardo di una donna sulla soglia di una tenda e quello di un giovane vicino alla bandiera. La Giordania si racconta con poche parole, perché – e si capisce meglio quando ci si trova lì – appartiene alla spiritualità più che alla materia. E non importa se nel traffico di Amman, la capitale, si fatica a trovare un parcheggio; non importa se nei giorni di festa i ristoranti sono pieni di gente rumorosa e se i siti archeologici sono assediati dalle bancarelle ricolme di stoffe, gioielli, dolci, frutta e venditori di tè; basta sedersi sopra un sasso e osservare l’orizzonte per ritrovare il silenzio e l’anima del Paese. Dalle rovine della città romana di Gadara a Umm Qais, si vede, oltre il confine, il lago di Tiberiade, quello dei prodigi raccontati nei Vangeli. Poi si vedono le alture boscose del Golan, e la cima innevata del monte Hermon, e poco più a sud le imponenti vestigia di Gerasa, dove passò l’imperatore Adriano nel 129, in un’epoca di grande prosperità. Una squadra di Ben Hur in costume sulle bighe trotta sulla pista dell’ippodromo, e la visione aiuta a immaginare popolati di Romani anche la piazza ovale con le  56 colonne ioniche, il cardo fiancheggiato da resti di templi e botteghe, le colonne oscillanti del tempio di Artemide.

Dalla roccaforte di Ajlun, si dominano la campagna e le colline di una delle regioni più verdi, e si cammina tra uliveti e foreste fino a Pella. Sono anni che la Giordania dichiara un’anima verde e rispettosa della natura – l’ecoturismo è uno dei suoi punti forti – e della Storia. A Betania fu battezzato Cristo con l’acqua del Giordano. Qui è iniziata una delle più grandi rivoluzioni, eppure, a guardarlo ora, il fiume è solo un rivolo fangoso che serpeggia fra canne e tamerici. Nulla in Giordania lascia indifferenti: nel vuoto dei suoi deserti si sono compiuti portenti e scelleratezze. Non tutto, ma molto è cominciato lì.

Un beduino percorre a dorso d’asino le colline aride. Non ci sono alberi sulla sinuosa Strada dei Re verso sud, solo cespugli, dune, sassi. Quella è la strada che porta a Petra scolpita nell’arenaria rossa dai Nabatei e scoperta nel 1812 da Johan Burckhardt, un avventuroso svizzero: fu il primo di milioni di visitatori che da allora arrivano da tutto il mondo, attratti fin qui dal mito di questa meravigliosa opera dell’uomo, e confusi da una realtà più sorprendente. Petra è intagliata nella roccia, con torri, obelischi, tombe a loro volta scolpite con Amazzoni danzanti, Vittorie alate, teste di Medusa, architravi e colonne. Da vivere più che da raccontare. Come da vivere è il deserto del Wadi Rum, con le falesie di arenaria, granito e basalto svettanti sulla sabbia, gli archi rocciosi e le gole da cui sgorgano sorgenti, e il Mar Morto, benefica acqua e sale, energia liquida su cui lasciarsi cullare, con infantile abbandono, dimenticando la fatica del mondo.

ORGANIZZARE IL VIAGGIO

Le recenti proteste dei paesi arabi non hanno coinvolto la Giordania che è un paese sicuro e moderno, con ottime strutture, dove si entra con passaporto valido per almeno sei mesi. Il visto d’ingresso ha un costo di 20 dinari (1 JD= 0,94 €).

Primavera e autunno sono le stagioni migliori per un viaggio in Giordania. In estate le temperature possono raggiungere i 50 gradi; in inverno invece il clima è primaverile ad Aqaba e sul Mar Morto (20°) mentre nel deserto il termometro scende sotto lo zero.

Per chi non viaggia con un un tour operator, l’ideale per visitare il paese è noleggiare un’auto. Le strade sono in buone condizioni e la segnaletica è anche in inglese. Con Autoescape l’auto per una settimana costa da 220 €.

Volo Royal Jordanian Airlines collega più volte alla settimana Milano e Roma con Amman; da 220 €, tasse escluse.
Info in Italia Jordan Tourism Board | tel. 0118146050 | italy@visitjordan.com

Il nostro itineario A nord di Amman si raggiungono in un’oretta le città di GerasaAjlun e  Umm Qays, al confine con Israele e Siria; verso sud l’autostrada collega Amman con Aqaba sul Mar Rosso (324 km); noi consigliamo la serpeggiante Strada dei Re (la n. 35, sulle mappe), più lunga ma molto più scenografica. Da Amman si arriva anche a Madaba famosa per i mosaici bizantini e con il Monte Nebo nelle vicinanze (dove si ritiene sia sepolto Mosè). Dopo lo spettacolare canyon di Wadi Mujib all’interno dell’omonima riserva naturale, si incontra Karak dominata da una roccaforte crociata del XII secolo e buona base per escursioni naturalistiche. Proseguendo verso sud, una breve deviazione porta alla riserva naturale di Dana, una delle meraviglie della Giordania, con paesaggi che variano dalle vette alle depressioni desertiche, ricchissime di fiori e animali. Ancora una cinquantina di chilometri e si arriva a Wadi Musa base per la visita a Petra. Dopo altri 100 chilometri si arriva ad Aqaba, punto di partenza per visitare il deserto di Wadi Rum e la barriera corallina del Mar Rosso.

Dormire
Four Seasons | 5th Circle Al-Kindi Street Jabal Amman, Amman | tel. +962/5505555
Spa con essenze del Mar Morto; cinque ristoranti di cui uno italiano. Doppia da 206 €.
Evason Ma’in Hot Springs | Ma’in, Madaba | tel. +962/53245500 | reservations-main@sixsenses.com
Immerso tra rocce rosse, a 260 metri sotto il livello del mare, è un punto di partenza per escursioni e spa destination per trattamenti termali. Pacchetto di 3 notti per 2 persone, 2704 $ (senza servizio, 8% e tasse governative, 2%). Sconto del 30% per chi prenota tra il 17 maggio e il 31 luglio 2011.
The Mövenpick Resort & Spa Dead Sea |Sweimeh, Dead Sea Road | tel.+962/80022202
Sulle rive del Mar Morto, rigogliosi giardini e spa per trattamenti medici (ottimi per la cura della pelle) e rilassanti. Doppia da 150 €.

Mangiare
Lebanese House Restaurant | Jordan 67, Jerash | tel.+962/26351301
Menu ricchissimo; eccellenti gli antipasti e le carni alla griglia. 15 JD.
Haret Jdoudna | Adel Jumean Street, Madaba | tel.+962/53248650
Squisitezze arabe a non finire, nei cortili e nelle stanze di questo locale con arredi e finiture di una rustica dimora araba dei primi Novecento. Incantevole sopratutto la sera per la cena all’aperto. 13 JD.
Petra Kitchen | Tourist Street, Wadi Musa | tel. +962/32155900
Uno chef rivela la ricetta dei piatti che si mangeranno: minestre, antipasti e mansaf, il tradizionale agnello con riso da mangiare con le mani. 30 €.